Archivio tag: startup

Cohousing e coworking, una nuova formula tutta bolognese

coliving-150911131329Siamo ormai lontani dall’idea dell’appartamento spagnolo, dal concetto della convivenza tra giovani vista come scelta per sottrarsi ancora per un po’ di tempo a responsabilità incombenti.

Adesso la crisi del mercato del lavoro ha smosso le coscienze di tutti, anche dei più giovanissimi, che hanno poca voglia di rimaner seduti aspettando che qualcuno chiami per un colloquio di lavoro e decidono di non sprecare tempo. Aspiranti imprenditori, aspiranti startupper non sono più una novità, ma il fatto che non solo lavorino ma vivano insieme sì: a Bologna nasce Attico, un esperimento di coliving e coworking.

A portarlo avanti in una grande casa di 200 metri quadri con un grande terrazzo sono cinque giovani imprenditori, tutti tra i 25 e i 30 anni, che hanno deciso di vivere e lavorare insieme.

A dividersi gli spazi sono Andrea Giglio e Luca Gisi di Tickete – startup in ambito mobile advertising – Tommaso Grotto, Matteo Scapin e Luca Trevisan di Kopjra – startup in ambito legal – e, fino a pochi mesi fa, anche Federico Simionato di Brave Potions – startup medtech.

Un luogo dove incanalare tutte le risorse, dove svolgere incontri e meeting in una fase della vita (lancio di un’attività) in cui la sfera privata e quella lavorativa sono divise da una linea sottile, quasi impercettibile. Un ecosistema condiviso nel quale avere un confronto quotidiano e continuo.

Un modello che può diventare un brand da esportare e riprodurre, come un franchising e che potrebbe trovare il favore di decine di giovani imprenditori. Buona fortuna.

Fonte

calls for startups

startup250Oggi segnaliamo due nuove call for startups del programma Intesa Sanpaolo StartUp Initiative indirizzate a startup tecnologiche, italiane ed estere, early- e later-stage attive nei settori del Cleantech (renewables, water and waste treatment, energy efficiency) e del Digital/Mobile (ICT, Media, Electronics, Robotics).

Come candidarsi (Deadline: 23 LUGLIO 2015)
Per candidarsi al programma è sufficiente compilare questa form, caricando un Business Plan o Executive Summary del proprio progetto oppure inviando la documentazione a startup@intesasanpaolo.com.

In alternativa è possibile candidarsi anche attraverso i seguenti link: www.europeancleantechchallenge.com (Cleantech) e www.europeanictchallenge.com (Digital & Mobile).

La documentazione inviata consentirà al team di valutare e selezionare le startup più idonee.
Il termine per la presentazione delle candidature è giovedì 23 luglio 2015. Continua a leggere

Terzo Piano, il coworking per start up e… famiglie!

slider1A Preganziol, in provincia di Treviso, si è aperto da poco uno spazio di coworking attento non solo alle esigenze di innovatori e start upper, ma anche ai bisogni dei neo-genitori che allo spazio di lavoro efficiente, devono unire anche una discreta dose di flessibilità. Come racconta il Sole 24Ore la nuova realtà è stata inaugurata il 24 settembre e ha registrato le prime presenze: un grafico, una traduttrice e un insegnante di yoga. L’obiettivo non è solo quello di fornire uno spazio fisico e i relativi supporti per lavorare (scrivania, wi fi, etc), ma dar al contempo vita a reti, sinergie e collaborazioni ex novo. 

Terzo Piano CMB è improntato alla flessibilità, può essere riservato anche per una sola giornata di lavoro, secondo un orario che va dalle 6 del mattino alle 22 di sera, continuato; il sabato l’apertura va dalle 7 alle 17. Un arco di tempo che risulta interessante per svariate tipologie di professionisti, dai giovani smanettoni ai professionisti con prole.

Gli spazi sono forniti da CMB (CentroMarca Banca), un istituto di credito cooperativo della zona. Una banca che, oltre ai servizi tradizionali, si attrezza per fornire anche altre tipologie di servizi al territorio, grazie anche alla collaborazione con “Il Sestante”, cooperativa che da 25 anni lavora a fra le province di Treviso, Belluno e Padova, con particolare attenzione ai giovani e alle politiche del lavoro. Continua a leggere

UE: 80 milioni per startup e progetti innovativi

Smart-CitiesL’Europa sta cominciando a muovere i suoi primi passi verso l’innovazione, lanciando una call per imprenditori del web, e progetti innovativi. Saranno infatti distribuiti 80 milioni di euro in tutta Europa a PMI e startup con un’idea innovativa capaci di penetrare il mercato e gettare le fondamenta per un business sostenibile. Persone appassionate e volenterose, in grado di portare benefici nella vita quotidiana così come nell’organizzazione e negli affari.

Si chiama Fiware Accelerator Programme, la call prevede l’assegnazione di 80 milioni di euro alle realtà che utilizzeranno FIWARE; una piattaforma opensource che offre funzionalità avanzate di cloud hosting, una ricca libreria di componenti e API standard aperte che rendono più semplice realizzare applicazioni e sistemi innovativi.

Il programma prevede che le proposte selezionate siano seguite e sponsorizzate. Ecco gli step da compiere: sviluppare un’idea per un nuovo servizio online, mettere insieme un team, scegliere tra i 16 progetti di accelerazione quelli più utili per il proprio progetto; infine mettere online una proposta.

La piattaforma è già stata utilizzata e sperimentata su larga scala; una serie di studi sono stati infatti eseguiti in aziende operanti nei settori dell’energia, della salute, della logistica, dell’agricoltura e delle industrie creative per testare Fiware in ambienti di grandi dimensioni e di vita reale.

Perché coworking? Per la nostra salute mentale

benessere-sul-lavoroSecondo l’ultimo censimento globale sul Coworking sono 2.500 gli spazi spalmati su 80 Paesi di tutto il mondo.

Gli Stati Uniti sono in cima alla lista, con 781 spazi di coworking, segue Germania (230), Regno Unito (166) e Australia (62). Ed ecco le città più “collaborative”:

1. Londra (81)
2. New York (71)
3. Berlino(68)
4. Tokyo (63)
5. San Francisco (46), Madrid (46)
6. Parigi (38)

Coworking, per definizione, include uno spazio di lavoro condiviso per collaborazione con opzioni flessibili di adesione, che vanno da una settimana a sei mesi.

In rete si cantano elogi sul concetto di coworking: crea comunità, può rendere più produttivi, fornisce una presa sociale, può portare a contatti commerciali di valore. Secondo un’opinione diffusa, il più grande vantaggio offerto dagli spazi di coworking è l’opportunità della messa in rete. In effetti il coworking può essere anche una scelta economica e flessibile per le start-up appena avviate, che non possono lavorare per pagare un contratto di locazione commerciale di due anni.

Nonostante la popolarità queste “fattorie di startupper” possono presentare alcuni inconvenienti: uno su tutti “il rumore”. Tipico degli ambienti open space o degli spazi condivisi, il brusio è un aspetto che diminuisce notevolmente la produttività per i lavoratori che amano la tranquillità. C’è addirittura chi corre ai ripari come Michelle Woo, direttore generale dello spazio coworking Co a Singapore, il quale ha creato cabine private e suite per ufficio per i lavoratori che hanno bisogno di più di privacy. A questi rimedi risponde Manpreet Singh, co-fondatore di Seva Call: “Le persone che spendono soldi per essere anti-sociali, in compagnia di altri, sono una configurazione esilarante e irrazionale”. Continua a leggere

Benevenuti in Egomnia

achilliProbabilmente ormai i nostri lettori ne avranno sentito parlare, ma anche Coworkingfor come startup vuole “rendere omaggio” con questo articolo alla nuova realtà Italiana: Egomnia. Ci piace aprire questo lunedì di agosto con una bella storia aziendale, perché ormai di azienda a tutti gli effetti si parla, una startup divenuta remunerativa in un tempo rapidissimo.

Ecco la storia: l’idea viene a un giovane romano di nome Matteo Achilli, studente della Bocconi. Matteo ha 22 anni e in meno di un anno è riuscito a dar vita ad una realtà con un fatturato da capogiro. Il portale Egomnia funziona come un social network, ma la particolarità che lo differenzia dagli altri è un potente algoritmo che, valutando il curriculum del candidato, condensa l’esperienza della persona in un punteggio e un ranking, visibile alle aziende in cerca di personale. L’idea arriva cambiando le regole del gioco: nella scelta dell’università infatti si guarda alla posizione della stessa nella classifiche, l’illuminazione è stata di ribaltare questa visione e creare un raking per le persone invece che per gli enti. Da qui la necessità di creare il proprio CV/profilo come quello di un social in modo da dare la possibilità al sito di valutare non solo il percorso accademico, ma anche le esperienze professionali e personali.

Un successo subito annunciato dalla messa online; nel primo giorno di vita il sito ha superato i mille iscritti e 15mila nei primi trenta giorni. Dopo un anno è arrivata a una nuova versione, con una nuova grafica accattivante, adattamento per i dispositivi mobili, aumento delle prestazioni, più funzionalità, una piattaforma sociale per specialisti HR e l’introduzione dello skills graph, un pentagono che permette alle aziende di vedere graficamente le attitudini del candidato. Una proposta semplice e chiara che ha permesso a Egomnia di raggiungere a fine 2013 oltre 330mila iscritti in Italia, più di 700 aziende che accedono alla ricerca di candidati e un valore di contratti firmati per 500mila euro. Egomnia ha anche realizzato il suo primo spot aziendale: un cartone animato che racconta in 3 minuti l’avventura della società e del suo fondatore. Lo spot si intitola “Storia di uno Zuckerberg Italiano”.  Continua a leggere

Le startup che ci miglioreranno la vita

enel1_0Le smart city non sono un’idea astratta, ma un investimento concreto in grado di fornire ricadute immediate anche sui bilanci dei Comuni. Un esempio arriva da Bracciano e da L’Aquila dove Smart Eye, il dispositivo ideato dall’azienda romana Smart-I – tra i vincitori del bando Enel Lab – è stato installato in via sperimentale lo scorso anno. Continua a leggere

Un incubatore virtuale

miaUna startup per sostenere startup. Un incubatore virtuale di app. Una piattaforma per dare forma alle idee innovative, anche se non si hanno le competenze tecniche. Un aggregatore di creatività e professionalità. MakeItApp è tutto questo ed anche molto altro, una piattaforma mobile dove le persone creano Apps insieme, sviluppata da Federico Soncini Sessa, Giulio Roggero e Michele Facco.

MakeItApp si propone come editor delle idee: attraverso uno sviluppo collettivo e condiviso le aiuta a trasformarsi in applicazioni. Si tratta di una piattaforma social, simile a LinkedIn, in cui chi vuole si registra, caricando il proprio profilo e segnalando le proprie competenze. Attraverso un formulario è poi possibile inserire idee e progetti. “Un app angel, una sorta di mentore, aiuta il proponente e sviluppare la propria proposta e tracciare il business model più funzionale – racconta Federico –. Quando il progetto viene completato, lo si carica e diventa visibile alla comunità degli iscritti. Sul portale c’è una bacheca per le discussioni e i commenti, e una sezione in cui si evidenziano le posizioni aperte, per cui si cercano candidati, ad esempio sviluppatori o grafici”. Se l’idea è convincente, gli utenti interessati si candidano a collaborare e con l’ideatore ci si accorda sul compenso. “Non in termini economici, ma si stabiliscono le percentuali sui futuri ricavi. Quando si trova l’accordo, nasce il team di lavoro – spiega Federico –. In questo modo non ci sono costi iniziali per nessuno, l’unico investimento richiesto è il proprio tempo”.

MakeItApp è online da settembre e conta 2500 profili iscritti, i progetti proposti sono 350, 150 sono stati pubblicati; sono 30 i team formati e 9 le app già rilasciate, l’obiettivo è raggiungere quota 30 entro la fine dell’anno. Due di queste si sono classificate terze all’Apps Day 2014, che premia le migliori app iOS italiane: si tratta di myPlants , app che aiuta nella gestione delle piante, terza nella categoria migliore app italiana iOS; e Football Seasons, il primo gioco di carte sul calcio per iPhone e iPad, terzo nella categoria miglior gioco iOS italiano. “Una grande soddisfazione – ammette Federico –. Questi riconoscimenti dimostrano che il modello funziona e i risultati stanno arrivando in meno di un anno. Ma una delle più grosse soddisfazioni che ci regala il nostro progetto è che dietro ogni app sviluppata c’è una storia particolare, anzi diverse storie che si intrecciano per dar vita all’app”.

Ma MakeItApp non si limita ad assistere lo sviluppo dell’idea e favorire la formazione di un team per lo sviluppo. “Una volta che la squadra è formata, noi la sosteniamo fornendo un server chiavi in mano senza costi, offriamo il tracciamento dei dati e il crash report, in modo che il team di lavoro debba solo occuparsi dello sviluppo – sottolinea Federico –. Inoltre semplifichiamo anche l’aspetto burocratico, il team non deve costituirsi in società a responsabilità limitata, il contratto che realizza con noi permette di saltare i costi iniziali. E poi, come editori, ci occupiamo della distribuzione negli store online, della promozione e dell’attività di marketing. Infine, gestiamo i ricavi e garantiamo che siano rispettate le percentuali concordate. 

Per i servizi offerti, tratteniamo il 30% dei ricavi”. Come tutti gli altri soggetti coinvolti dunque, anche MakeItApp scommette su un’idea e sul successo dell’applicazione. Anche questa è la sua forza. “Il messaggio che vorremmo far passare è che anche se non hai i capitali di partenza, ma hai capacità e talento, con MakeItApp ci puoi provare – sottolinea Federico –. E noi in fondo ne siamo un esempio: abbiamo cominciato autofinanziandoci, grazie al sostegno di alcuni amici, e siamo riusciti ad arrivare fin qui, il difficile adesso è trovare un grosso investitore per far il salto. Che è poi il principale problema per le start up in Italia, anche s mi sembra che qualcosa si stia muovendo. Noi vorremmo riuscire a crescere in Italia, abbiamo scelto il dominio ‘.eu’ proprio perché vogliamo connotare territorialmente la nostra piattaforma il nostro progetto. Quando un’idea nasce in Italia e poi viene finanziata oltre oceano è una sconfitta per il sistema paese”.

Fonte: LaStampa.it

L’Azienda di design e comunicazione THE Studio vince il Bando Miur Startup

containerIl progetto Made In Container-Trasportiamo Cultura,  elaborato da THE Studio, giovane azienda di design e comunicazione con sede a Gioia Tauro (Reggio Calabria), è arrivato al primo posto tra i progetti presentati per il Bando Miur Startup. Primo step del progetto sarà il lancio on-line di un webmanifesto, dove si potrà visualizzare l’ambito di sviluppo del progetto stesso, quale l’architettura del container. Tale disciplina è in forte evoluzione e THE Studio intende promuovere il progetto proprio a Gioia Tauro, dove ha sede il più grande porto per container del Mediterraneo il cui terminal è gestito dalla Medcenter Container Terminal Spa (Gruppo Contship Italia), e grazie ad un protocollo di intesa con la società, THE Studio avrà la possibilità di studiare da vicino i containers presso un’area dedicata proprio all’interno di MCT. Continua a leggere

Le tecnologie “touchless” per i nostri smartphone

snapbackTouchscreen addio. In futuro basterà semplicemente soffiare sullo smartphone. Ma anche battere le mani o schioccare le dita, in prossimità del device. Tutto il resto lo fa l’innovativo sistema di Snapback (da snap schiocco), la startup che sviluppa interfacce innovative e che permettono di interagire senza bisogno di sfiorare ed appannare lo schermo con i polpastrelli. La startup del co-fondatore e ceo Giuseppe Morlino è stata selezionata nella sede di Luiss Enlabs da una giuria di esperti per partecipare (14 – 19 settembre), al boot-camp di Tel Aviv, dove a sua volta dovrà sfidare altre 20 startup vincitrici provenienti da tutto il mondo. Continua a leggere