Archivio tag: social

5 spazi di coworking a Parigi

L’ANTICAFÉ, uno spazio di coworking da intenditori
10, rue de Richelieu, 1er, http://anticafe.eu

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LA RUCHE, uno spazio di coworking social
84, quai de Jemmapes, 10e, www.la-ruche.net.

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NUMA, uno spazio di coworking high-tech
Silicon Sentier, 39, rue du Caire, 2e, www.numa.paris.com.

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LE LABO DE L’ÉDITION, uno spazio di coworking letterario
2, rue Saint-Médard, 5e, www.labodeledition. com.

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SOLEILLES, uno spazio di coworking al femminile
13, rue Vivienne, 2e, www.soleillescowork.com

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Fonte: MarieClaire

 

Un incubatore virtuale

miaUna startup per sostenere startup. Un incubatore virtuale di app. Una piattaforma per dare forma alle idee innovative, anche se non si hanno le competenze tecniche. Un aggregatore di creatività e professionalità. MakeItApp è tutto questo ed anche molto altro, una piattaforma mobile dove le persone creano Apps insieme, sviluppata da Federico Soncini Sessa, Giulio Roggero e Michele Facco.

MakeItApp si propone come editor delle idee: attraverso uno sviluppo collettivo e condiviso le aiuta a trasformarsi in applicazioni. Si tratta di una piattaforma social, simile a LinkedIn, in cui chi vuole si registra, caricando il proprio profilo e segnalando le proprie competenze. Attraverso un formulario è poi possibile inserire idee e progetti. “Un app angel, una sorta di mentore, aiuta il proponente e sviluppare la propria proposta e tracciare il business model più funzionale – racconta Federico –. Quando il progetto viene completato, lo si carica e diventa visibile alla comunità degli iscritti. Sul portale c’è una bacheca per le discussioni e i commenti, e una sezione in cui si evidenziano le posizioni aperte, per cui si cercano candidati, ad esempio sviluppatori o grafici”. Se l’idea è convincente, gli utenti interessati si candidano a collaborare e con l’ideatore ci si accorda sul compenso. “Non in termini economici, ma si stabiliscono le percentuali sui futuri ricavi. Quando si trova l’accordo, nasce il team di lavoro – spiega Federico –. In questo modo non ci sono costi iniziali per nessuno, l’unico investimento richiesto è il proprio tempo”.

MakeItApp è online da settembre e conta 2500 profili iscritti, i progetti proposti sono 350, 150 sono stati pubblicati; sono 30 i team formati e 9 le app già rilasciate, l’obiettivo è raggiungere quota 30 entro la fine dell’anno. Due di queste si sono classificate terze all’Apps Day 2014, che premia le migliori app iOS italiane: si tratta di myPlants , app che aiuta nella gestione delle piante, terza nella categoria migliore app italiana iOS; e Football Seasons, il primo gioco di carte sul calcio per iPhone e iPad, terzo nella categoria miglior gioco iOS italiano. “Una grande soddisfazione – ammette Federico –. Questi riconoscimenti dimostrano che il modello funziona e i risultati stanno arrivando in meno di un anno. Ma una delle più grosse soddisfazioni che ci regala il nostro progetto è che dietro ogni app sviluppata c’è una storia particolare, anzi diverse storie che si intrecciano per dar vita all’app”.

Ma MakeItApp non si limita ad assistere lo sviluppo dell’idea e favorire la formazione di un team per lo sviluppo. “Una volta che la squadra è formata, noi la sosteniamo fornendo un server chiavi in mano senza costi, offriamo il tracciamento dei dati e il crash report, in modo che il team di lavoro debba solo occuparsi dello sviluppo – sottolinea Federico –. Inoltre semplifichiamo anche l’aspetto burocratico, il team non deve costituirsi in società a responsabilità limitata, il contratto che realizza con noi permette di saltare i costi iniziali. E poi, come editori, ci occupiamo della distribuzione negli store online, della promozione e dell’attività di marketing. Infine, gestiamo i ricavi e garantiamo che siano rispettate le percentuali concordate. 

Per i servizi offerti, tratteniamo il 30% dei ricavi”. Come tutti gli altri soggetti coinvolti dunque, anche MakeItApp scommette su un’idea e sul successo dell’applicazione. Anche questa è la sua forza. “Il messaggio che vorremmo far passare è che anche se non hai i capitali di partenza, ma hai capacità e talento, con MakeItApp ci puoi provare – sottolinea Federico –. E noi in fondo ne siamo un esempio: abbiamo cominciato autofinanziandoci, grazie al sostegno di alcuni amici, e siamo riusciti ad arrivare fin qui, il difficile adesso è trovare un grosso investitore per far il salto. Che è poi il principale problema per le start up in Italia, anche s mi sembra che qualcosa si stia muovendo. Noi vorremmo riuscire a crescere in Italia, abbiamo scelto il dominio ‘.eu’ proprio perché vogliamo connotare territorialmente la nostra piattaforma il nostro progetto. Quando un’idea nasce in Italia e poi viene finanziata oltre oceano è una sconfitta per il sistema paese”.

Fonte: LaStampa.it

Dall’auto alla casa vacanze, in Europa spopola la ‘sharing economy’

tc-sharing-economy-graphicCrowdfunding e credito peer-to-peer, car o bike sharing, open source, social eating. Che sia l’auto, la casa per le vacanze o la cena, la parola d’ordine è “condividere”. Sono i mille volti della cosiddetta ‘sharing economy’, l’economia collaborativa o di condivisione, nata come fenomeno di nicchia per svilupparsi rapidamente e diffondersi un po’ ovunque e in tutti i settori, complici la crisi economica e una crescente sensibilità nei confronti dei temi ambientali e della sostenibilità. Secondo i dati dell’Observatoire de la Confiance, l’83% dei francesi preferisce avere accesso a un bene piuttosto che possederlo, il 23% pratica il baratto e il 50% aderisce a qualche forma di consumo collaborativo. Continua a leggere

Ziferblat: a Londra il locale social dove si paga “a minuti”

ziferblat-cafe-london-2A Londra, capitale mondiale dell’innovazione, lancia un locale pubblico che va oltre il semplice bar, per diventare un vero e proprio esperimento sociale. Si chiama Ziferblat, è situato al numero 388 di Old Street, ed è diventate famoso per una peculiarità davvero particolare: non si pagano le consumazioni, ma il tempo di permanenza al suo interno. Il proprietario è un giovane ed eccentrico imprenditore russo (Ivan Mitin) e rappresenta la filiale inglese di una catena di locali made in Russia basati sempre sulla formula del pay-per-minute.

I visitatori descrivono un ambiente raffinato, che unisce al salotto domestico l’atmosfera vintage, con tavoli e sedie diversi fra loro, luci soffuse, un giradischi d’annata. All’ingresso il cliente prende con sé una sveglia e può usufruire della cucina, di uno spazio comune per la preparazione di tè o caffè, o uno spuntino da mangiare prelevando gli ingredienti direttamente dalla dispensa o portandoseli da casa.

Conclusa la pausa, al cliente viene addebitato il tempo di permanenza nel locale a una tariffa davvero popolare e accessibile: 1,80 sterline (poco più di due euro) all’ora. Ecco quindi che il locale diventa più un esperimento sociale, piuttosto che un mero esercizio commerciale, aperto dalle 10 alle 24 e dove – come recita il motto – si è “liberi” di “essere se stessi” lavorando, facendo dell’arte, leggendo o suonando, facendo nuove amicizie e partecipando ad eventi. Il tutto nel rispetto degli altri avventori.

In un simile luogo di incontro non poteva mancare il wi-fi gratuito, all’insegna del ritmo “slow” e della tariffa popolare. Intervistato dal Guardian il proprietario dello Ziferblat – Quadrante di orologio, in russo – conferma che sono già molti i clienti abituali, in un ambiente “molto social” in cui gli ospiti sono “micro-inquilini che condividono tutti lo stesso spazio”.

Il mondo e i social parlano per immagini; il boom dei Selfie e degli Igers

selfie_infografica_ebayFotografie, autoritratti, autoscatti: il mondo dei social parla sempre più attraverso immagini comuni o studiate a tavolino, come nel caso delle infografiche, le informazioni trasmesse in forme prevalentemente grafiche, più che testuali. Dopotutto è l’era dell’istante, della rapidità ed è necessario comunicare con il mondo in modo facile e, perché no, raccontare sempre qualcosa di sé. Se non attraverso un dettaglio del proprio corpo, postando la nostra stanza o l’ufficio dove lavoriamo.

Non è un caso che l’Oxford Dictionary ha scelto come parola dell’anno selfie, il termine utilizzato per indicare l’autoritratto fatto con il telefonino e postato sui social network. Il fenomeno, già attivo da circa 10 anni, è letteralmente esploso quest’anno con un incremento in rete di autoritratti di ogni genere e in qualsiasi circostanza. Le derivazioni poi non si fanno attendere, esistono infatti termini a seconda della parte che si fotografa: si parla per esempio di helfie per la fotografia dei capelli e di belfie  per quella che ritrae il fondoschiena.

Insomma ce ne sono per tutti i gusti, ma che cosa nasconda questa necessità di mostrarsi e raccontarsi in maniera così autoreferenziale è ancora un mistero per la massa che però presa dall’epidemia segue la folla. Psicologi e sociologi vanno a nozze sui significati di questi comportamenti, ma noi al momento ci limitiamo a dare qualche dato che confermi un boom dell’immagine. Istagram, per esempio, ha avuto un aumento incredibile del numero di iscritti; gli utenti del social fotografico per definizione, chiamati Igers in gergo, hanno superato quota 3 milioni e si avvicinano a quelli di twitter.  Così le foto si sostituiscono alle parole, grazie anche alla facilità con cui grazie agli smartphone si possono scattare e inviare in tempi record. Parliamo sicuramente di un pubblico relativamente giovane, ma il target di età potrebbe crescere con il tempo.

L’aspetto positivo è che la diffusione di immagini in modo caotico, riesce a volte a riportare alla luce bellezze dimenticate, come nel caso di territori italiani degni di attenzione ma per ragioni sconosciute poco frequentati dai turisti; o ancora, assumono anche una valenza di informazione. Ricordiamo per esempio che con Instagram sono state documentate le rivolte in nord Africa.  Continua a leggere

Sfida all’innovazione sociale, seconda edizione del concorso Ue

innovaAvete in mente un’idea che può contribuire alla lotta contro la disoccupazione? Il vostro progetto potrà migliorare le condizioni dei lavoratori, in particolare di quanti sono sottopagati per motivi di genere, età, stato sociale o perché portatori di handicap? Sapere come contribuire al miglioramento della vita dei 27 milioni di cittadini europei che, ad oggi, sono esclusi dal mercato del lavoro? Allora ecco il concorso giusto per voi: la European Social Innovation Competition.

La Commissione europea promuove la seconda edizione del concorso European Social Innovation Competition, in partnership con UniCredit Foundation, dedicato a progetti innovativi in campo sociale.

Il tema è “La sfida per il lavoro”: i partecipanti sono invitati a trovare nuove soluzioni per ridurre la disoccupazione e migliorare la vita dei lavoratori nella Ue con retribuzioni modeste.   Continua a leggere

CHANGEMAKERS FOR EXPO MILANO 2015

10 idee per un 1 progetto comune: cambiare la vita di 10 milioni di persone

Innovatori e startupper, l’appuntamento è alle 16,30 del 31 maggio 2013 nella sede di Avanzi, in via Ampère 61/A a Milano. Le 10 startup di Changemakers for Expo Milano 2015, protagoniste della prima Esposizione Universale digitale della storia, presenteranno ufficialmente i loro progetti innovativi al pubblico. Organizzato nell’ambito di Changemakers Weekend, l’evento è aperto a tutti previa registrazione (clicca qui per accedere).

logo_changemakersChangemakers è un progetto Expo Milano 2015 e Telecom Italia, sviluppato da Make a Cube³, primo incubatore in Italia specializzato nell’accelerazione di imprese ad alto valore sociale e ambientale e nato su iniziativa di Avanzi.

A presentare l’evento, Filippo Solibello, conduttore radiofonico, tra le voci storiche di Caterpillar e Davide Agazzi, project manager di Changemakers.

Dalle colonne del nostro blog, torneremo presto a parlare dell’iniziativa dalla viva voce dei protagonisti. Stay Tuned!

Trieste, State of the Net 2013: la terza edizione della conferenza sul web

577494_525808630788075_322348930_nÈ ormai assodato che il web ha migliorato la qualità di vita di molti di noi. È una risorsa in continua evoluzione, che in molti casi si è rivelata un’ancora di salvezza per chi ha deciso di investire in idee e progetti innovativi. Una modalità efficace – e a basso costo – per intraprendere una nuova esperienza lavorativa.

Per questo, oggi più che mai, è importante monitorare con costanza e attenzione il web!

Nella conferenza State of the Net, in programma il 31 maggio e 1 giugno a Trieste, ci si interrogherà sullo stato di “salute” della rete. Un’occasione per analizzare a fondo le influenze esercitate da internet.                                                                              Il convegno, ad ingresso libero, è giunto alla terza edizione. Tema di quest’anno è la complessità: come Internet può aiutare le persone e le organizzazioni ad essere più efficienti, abbattendo i costi di transazione e esaltando i propri valori.sulla società, esplorandone i cambiamenti nella cultura, nell’economia e nel lavoro.

Chi desidera partecipare può registrarsi da qui.

CSI New York: da Toronto alla “Big Apple”, la più grande community di innovazione sociale

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Dal primo maggio anche la Grande Mela ospita il primo, innovativo centro targato CSI. E non stiamo parlando della celebre serie televisiva made in Usa, ma del Centre for Social Innovation che ha inaugurato ufficialmente la sua sede a New York. Ad ospitarla è lo Starrett-Lehigh, uno degli edifici storici e più prestigiosi di Manhattan, nel quartiere di Chelsea; con i suoi 24 mila metri quadri di spazi dedicati al coworking, è destinato a divenire la sede di una grande community di impresa e di innovazione sociale.

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