Archivio tag: smart city

I coworking di Milano

Schermata 2015-04-01 alle 10.05.20Se cercate un coworking, una scrivania, una sala riunioni o semplicemente un ufficio a Milano avete l’imbarazzo della scelta. Digitate il nome della città nella barra di ricerca e se gli spazi a disposizione sono troppi, selezionate  per prezzo, distanza o tipologia.

Lavorare in coworking a Milano è ancora più interessante perché il Comune prosegue anche per quest’anno con la politica di incentivi e promozioni per quanti – professionisti, startupper, partite Iva – decidono di lavorare in coworking, rilanciando (come avvenuto nel 2013) il bando per ottenere un contributo di 1500 euro. Pubblicato sul sito internet del Comune (clicca qui per visualizzarlo), il bando rientra nel settore dell’Innovazione Economica Smart City e Università.

 

 

Dal comune di Milano nuove misure in favore del coworking

skylineIl Comune di Milano prosegue anche per quest’anno con la politica di incentivi e promozioni per quanti – professionisti, startupper, partite Iva – decidono di lavorare in coworking, rilanciando (come avvenuto nel 2013) il bando per ottenere un contributo di 1500 euro. Pubblicato sul sito internet del Comune (clicca qui per visualizzarlo), il bando rientra nel settore dell’Innovazione Economica Smart City e Università e si suddivide in tre settori:

Misura A.
Aggiornamento dell’elenco qualificato di soggetti fornitori di servizi di coworking nella Città di Milano
Possono presentare richiesta di inserimento nell’elenco qualificato i soggetti in possesso alla data di presentazione della domanda dei seguenti requisiti:
- essere un’impresa regolarmente iscritta nel Registro delle Imprese di Camera di Commercio oppure essere Fondazione/ Associazione riconosciuta;
- avere sede operativa, nella quale vengono offerti i servizi di coworking, nel Comune di Milano. Continua a leggere

2015, l’anno della Sharing Economy

3022840-poster-p-1-is-your-business-ready-for-the-sharing-economyL’ economia della condivisione basata sul concetto di “accesso tramite proprietà” non è la panacea di tutti i problemi. Essa porta con sé la sua quota di polemiche.

Tuttavia, si tratta di uno strumento incredibilmente potente che consente agli individui, alle aziende e alle comunità di ottenere di più con ciò che si ha a disposizione. Fornisce nuove e flessibili opportunità di reddito, di riduzione dei costi, di consumo sostenibile e di valore sociale.

Guardando al futuro, l’economia della condivisione diventa una parte sempre più importante del nuovo contesto globale. Nel settore privato significa: crescita aziendale, partecipazione individuale, business, e anche fallimenti. Nel settore pubblico include: una maggiore adesione e, in particolare per le città, più condivisione da parte dei residenti, una partecipazione più diretta e progressi significativi in materia di riforme politiche.

Quando si parla di economia della condivisione le città sono sempre più di supporto: Portland, in Oregon ha annunciato la sua partnership con Airbnb, adottando un approccio attivo per consentire lo sviluppo dell’economia della condivisione .

Seoul ha lanciato la sua iniziativa di sharing nel 2013. La capitale della Corea del Sud non valorizza solo la condivisione delle imprese, ma mette le proprie risorse sottoutilizzate in uso comune. Ha aperto più di 900 spazi di proprietà comunale a residenti per scopi creativi e produttivi; da gruppi di musica allo yoga. In meno di un anno, più di 23.000 gruppi hanno utilizzato questi luoghi, sbloccando un enorme valore sociale. Continua a leggere

Expo 2015: un bando per le startup innovative

Startup-idea-buildingC’è tempo fino al 16 gennaio per partecipare al bando “Start up per Expo” promosso dalla Regione Lombardia insieme alle camere di commercio lombarde. L’obiettivo è quello di incentivare lo sviluppo di nuove imprese che propongano al mercato idee originali, nuovi prodotti o servizi legati al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” di Expo Milano 2015.

Beneficiari:

1 Start up innovative, iscritte all’apposita sezione speciale del Registro delle Imprese presso una delle Camere di Commercio della Lombardia (ai sensi dell’art. 25 della Legge 221 del 17/12/2012) alla data di pubblicazione del bando;

2 MPMI, iscritte al registro delle imprese di una delle Camere di Commercio della Lombardia da non più di 48 mesi dalla data di pubblicazione del bando.

Il bando prevede una dotazione finanziaria complessiva è pari ad € 1.550.000,00,  divisa in due fasi:

Fase 1 – Business Plan: contributi a fondo perduto in servizi di affiancamento, consulenza e/o investimento in capitale umano : l’importo per impresa è  pari a € 15.000,00

Fase 2 – Start up per Expo: selezione delle start up per la partecipazione al programma Spazio Start Up di Padiglione Italia.

Per ulteriori informazioni

Bando Reti per Expo

EXPO 2015.Posa della prima pietra al cantiere  di Rho FieraPer il martedì delle possibilità presentiamo il bando Reti per Expo.

Si fa un gran parlare dell’esposizione del 2015, e c’è una grande attesa non solo per la visibilità ma anche per le opportunità che si creeranno. A nostro avviso il seguente bando risulta molto interessante per il nostro settore e lo segnaliamo con interesse.

Si tratta di un concorso rivolto a micro, piccole e medie imprese, con sede legale e/o sede operativa nella provincia di Milano, che si aggregano in rete. La rete deve essere composta da almeno tre imprese, la maggioranza delle quali (metà + 1) abbia sede legale e/o operativa nella suddetta provincia.

Si cercano imprese che presentino progetti di rete innovativi, in grado di ampliare e migliorare l’offerta di beni e/o servizi capaci di accrescere l’interesse e la competitività del territorio in vista dell’evento Expo:

• PRODOTTI/SERVIZI: Interventi mirati ad ampliare e innovare l’offerta di beni e servizi a disposizione, in occasione dell’EXPO

• RICETTIVITÀ E SMART CITY: Interventi mirati a migliorare, in vista di EXPO, la ricettività, l’attrattività e la vivibilità del territorio Continua a leggere

Le startup che ci miglioreranno la vita

enel1_0Le smart city non sono un’idea astratta, ma un investimento concreto in grado di fornire ricadute immediate anche sui bilanci dei Comuni. Un esempio arriva da Bracciano e da L’Aquila dove Smart Eye, il dispositivo ideato dall’azienda romana Smart-I – tra i vincitori del bando Enel Lab – è stato installato in via sperimentale lo scorso anno. Continua a leggere

Smart city, Trento al top mondiale

trento2Trento è una delle dieci città più intelligenti del pianeta. Per ora, anzi, è tra le prime due. L’«Institute of Electrical and Electronics Engineers» (Ieee), la più importante organizzazione mondiale nell’ambito dell’ingegneria elettrica ed elettronica e delle tecnologie dell’informazione, ha annunciato di aver accolto la candidatura del capoluogo trentino all’«Ieee smart cities initiative». Il progetto è finalizzato a selezionare e coinvolgere le dieci città che si sono maggiormente distinte in tutto il mondo per le proprie soluzioni di città intelligenti. Oltre a Trento, selezionata per occuparsi del settore qualità della vita, al momento è stata selezionata solo la città cinese di Wuxi. Le candidature europee erano diverse decine; centinaia in tutto il mondo. Come si è arrivati a questo risultato? «La città lavora da tempo in questa direzione — sottolinea Andrea Bondi, innovation manager di Trento Rise —: già alla fine degli anni ’90 sono stati installati dei sistemi intelligenti per la gestione del traffico, è stata una delle prime nel nostro Paese con una rete wifi gratuita e non dimentichiamo che ospita il nodo italiano dell’Eit Ict Labs, l’istituto europeo di tecnologia e innovazione». Continua a leggere

Inquinamento e sostenibilità: riparte il Treno Verde di Legambiente

treno_2014slideLegambiente e Ferrovie dello Stato collaborano dall’ormai lontano 1988 ad un’iniziativa a tutela del cittadino. Anche durante la sua ventiseiesima edizione, il Treno Verde percorrerà i binari del Belpaese per diffondere informazione scientifica e promuovere la tutela ambientale. Continua a leggere

Giornata del Lavoro Agile, la prima a Milano

Smart_working-478x276Il 6 febbraio 2014 a Milano è la Giornata del Lavoro Agile. Un esperimento di fatto, per promuovere un’organizzazione del lavoro che segua le trasformazioni della città. Più tempo per sé, migliore qualità della vita, meno stress e meno inquinamento sono gli obiettivi di questa lodevole iniziativa. 

Il Comune di Milano, già promotore nel settore “smart city” di forme di flessibilità lavorativa, sostiene questo progetto di Lavoro Agile; il termine in sé richiama ad un’occupazione che non richiede una postazione fissa in ufficio, ma consente di lavorare ovunque, da casa, dal bar, dal parco, dalla palestra o da una postazione in coworking.

L’agilità, la mobilità sono modalità lavorative che soddisfano chi lavora e generalmente rendono le imprese più competitive. L’obiettivo è la qualità della vita cittadina e individuale. Ridurre i tempi di spostamento e la rigidità degli orari abbassa lo stress, aumenta i momenti da dedicare a se stessi e migliora la qualità del lavoro. In una metropoli tutto questo comporta una potenziale riduzione dei momenti di congestione del traffico e delle sostanze inquinanti dovute ai mezzi di trasporto.

Concretamente la Giornata del Lavoro Agile è un giorno in cui, a Milano e dintorni, aziende private e pubbliche amministrazioni ampliano la possibilità di lavorare ovunque e ne misurano i vantaggi rispetto alla riduzione dell’inquinamento e al risparmio di tempo per le persone.

Possono aderire all’iniziativa aziende private, enti pubblici e studi professionali, basta accedere al sito del Comune di Milano www.comune.milano.it/GiornataLavoroAgile dove il titolare dell’azienda potrà compilare la scheda online.

La Giornata è promossa insieme con ABI, AIDP, Anci Lombardia, Assolombarda, CGIL Milano, CISL Milano Metropoli, UIL Milano e Lombardia, SDA Bocconi School of Management, Unione Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza, Valore D.

Abitare sicuri: a Bolzano una risposta intelligente per l’assistenza domiciliare

pixar_up_wallpaper_6_by_pwn247Bolzano oltre a essere una delle città più ricche d’Europa è anche, almeno in Italia, una delle città più “smart”. L’aggettivo di città intelligente viene in questo caso attribuito grazie a un progetto che aiuta il Comune a creare un modello di business sostenibile per l’assistenza agli anziani. Il progetto si chiama Abitare Sicuri ed è frutto di una collaborazione avviata da tempo tra il Comune di Bolzano, IBM e diversi partner locali. Lo scopo è quello di aiutare gli anziani a vivere nelle proprie case in piena indipendenza, fornendo loro assistenza grazie all’adozione di soluzioni tecnologicamente all’avanguardia.

Una forma di tele-monitoraggio e tele-assistenza per gli anziani e per quei soggetti che richiedono un’assistenza presso le proprie abitazioni. Il sistema comunica un senso di sicurezza agli assistiti, perché li mette in contatto con professionisti, famigliari e amici, oltre che con i servizi sanitari e sociali. Come funziona: i sensori registrano con continuità i parametri dell’anziano e dell’abitazione. La centrale viene automaticamente avvisata in caso di valori al di fuori dei limiti. In tal modo l’assistito riceve le cure necessarie e i servizi socio-sanitari possono intervenire in modo mirato. Il vantaggio principale è che tutto ciò permette di mantenere le persone nelle proprie case, anziché costruire strutture dedicate; inoltre riduce notevolmente i costi del servizio socio-sanitario.

I servizi ai cittadini dovranno cogliere la sfida del futuro; che non significa solo utilizzare la tecnologia, ma anche saper interpretare i dati per migliorare qualitativamente la vita di tutti. In questo senso le soluzioni offerte dalla tecnologia non hanno confini e il business delle smarter city si sviluppa in diversi e ampi settori: sanità, istruzione, mobilità, servizi sociali, sicurezza urbana. Speriamo che si parli sempre più spesso di smart city, riferendosi a forme di innovazione il cui obiettivo è risolvere problemi dei cittadini, impegnando la tecnologia nell’assistenza sociale, nell’istruzione e nella prevenzione della criminalità. Solo così potremo parlare di città più inclusive socialmente e con un migliore accesso ai servizi.