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Open Innovation Lombardia

01f8f173afc7690de2ddfb9438b2f057Open Innovation Lombardia ha lo scopo di proporre un nuovo modello di policy per l’innovazione regionale che sfrutta le potenzialità della rete per permettere alle imprese di innovare velocemente con un approccio collaborativo.

L’iniziativa consentirà di mettere a sistema i numerosi attori del sistema imprenditoriale e della ricerca, a livello nazionale ed internazionale, incentivando ed accelerando processi di knowledge transfer e di sviluppo di innovazioni a livello di prodotto, processo, servizio o modello organizzativo. Un maggiore valore aggiunto, unito ad un ampliamento delle competenze aziendali, porterà potenzialmente ad una maggiore solidità e ad un miglior posizionamento delle imprese anche a livello internazionale. La promozione di forme collaborative costituirà inoltre un fattore funzionale anche per politiche future indirizzate alla competitività, ponendo di fatto le basi per partnership anche di lunga durata tra imprese ed altri operatori del mondo imprenditoriale e della ricerca.

Sono in fase di attivazione 2 misure dirette a supporto delle imprese:

Bando per l’accesso a piattaforme di Open Innovation
Sostiene le micro, piccole e medie imprese singole operanti nel settore manifatturiero e delle costruzioni e dei servizi alle imprese, per l’accesso a piattaforme di Open Innovation, che comprende costi di consulenze e servizi accessori (scouting, technology audit) nonché servizi avanzati funzionali alla migliore fruizione della piattaforma. La dotazione finanziaria della misura ammonta a € 500.000,00; copre il 50% dei costi ammissibili, fino ad un massimo di € 20.000,00 euro. La procedura è a sportello, con apertura a dicembre 2014. Le domande possono essere presentate fino al 1 giugno 2015.

Bando per la creazione e lo sviluppo di communities all’interno della piattaforma regionale di Open Innovation, coerenti con la strategia di specializzazione intelligente regionale. L’iniziativa si rivolge a organismi di ricerca e a micro, piccole e medie imprese operanti nel settore manifatturiero e delle costruzioni e dei servizi alle imprese. Finanzia attività progettuali dirette a promuovere la creazione di comunità virtuali di interesse sulla piattaforma regionale di Open Innovation, che aggreghino i portatori di competenze per la creazione di ecosistemi di aggregazione. La dotazione finanziaria complessiva della misura di agevolazione ammonta a € 500.000,00; copre il 50% dei costi ammissibili, fino ad un massimo di € 12.500,00. La procedura è a sportello, con apertura a dicembre 2014. Le domande possono essere presentate fino al 30 giugno 2015. 

Per ulteriori informazioni

Cosa succede nei coworking? Una ricerca su lavoro cognitivo, Sharing Economy e nuova creatività

114650903-3e81f4c2-7b6c-465c-a5ad-9a7fc220e845Dal blog di Espresso Coworking, una ricerca sul lavoro all’interno degli spazi atipici. Parla Adam Arvidsson, del Centro Studi Etnografia Digitale all’Università di Milano.

Negli ultimi anni si è parlato molto dei coworking e della Sharing Economy come di un modo per dare nuove energie al lavoro cognitivo: sembra di entrare in una terza fase nella storia del lavoro cognitivo e dei ceti medi che lo esercitano.

Per molti decenni i lavoratori del sapere hanno vissuto un’esistenza profondamente apolitica e, sicuri nelle carriere delle grandi organizzazioni, si sono orientati verso il privato e verso i consumi.

A questo periodo di prosperità e calma sono seguiti tre decenni di marginalizzazione e precarietà: i lavoratori cognitivi sono sempre di più diventati freelance, e costretti a difendersi individualmente su un mercato del lavoro che offre sempre meno possibilità.

Negli ultimi anni però, parole come coworking o sharing economy sembrano segnalare che è in atto un processo di riorganizzazione: i lavoratori cognitivi trovano nuove forme di collaborazione, di permanenza nel mercato, di aiuto reciproco e insieme, pare, una nuova prospettiva politico sociale, dove parole come sharing, social e collaborazione sono centrali.

Ma cosa succede veramente nei coworking?
Il nostro gruppo di ricerca al Centro Studi Etnografia Digitale all’Università di Milano ha lanciato un programma d’indagine sulla Sharing Economy in Italia. In questa fase ci stiamo occupando di Coworkers.   Continua a leggere

Co-working e le nuove forme del lavoro cognitivo

coworkingPer tutti gli interessati al tema del coworking mercoledi 5 novembre h.19 presso il coworking Barra/a e Avanzi, Adam Arvidsson e Elanor Colleoni del Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università’ di Milano presentano i risultati della loro ricerca sul ruolo degli spazi di coworking nell’economia finanziata dal Comune di Milano. Cosa succede veramente nei co-working

Insieme ai makers e il P2P, i co-working fanno parte di una nuova economia collaborativa, ovvero un nuovo modo di organizzare il lavoro cognitivo. E’ curioso, perché i lavoratori del sapere, i famosi ceti medi, hanno per molto tempo vissuto un’esistenza profondamente apolitica, sicuri nelle carriere delle grandi organizzazioni si sono orientati verso il privato e verso i consumi. A questo periodo di prosperità e calma sono seguiti tre decenni di marginalizzazione e precarietà: sempre più i lavoratori cognitivi sono diventati freelance, e costretti a difendersi individualmente su un mercato di lavoro che offre sempre meno possibilità. Negli ultimi anni però, parole come co-working o sharing economy sembrano segnalare che è in atto un processo di riorganizzazione. I lavoratori cognitivi trovano nuove forme di collaborazione, di permanenza nel mercato, di aiuto reciproco e insieme, pare una nuova prospettiva politico sociale, dove parole come sharing, social e collaborazione sono centrali. Continua a leggere

Dal MIUR 350 milioni a favore delle Smart Cities

Billings1Dopo una lunga attesa il MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha firmato il decreto che ammette alle agevolazioni economiche i vincitori del bando “Smart Cities and Communities and Social Innovation”. Verranno messi a disposizione 350 milioni di euro a favore della ricerca applicata alle Smart Cities, di cui 305 stanziati dal Ministero attraverso credito agevolato e contributi a fondo perduto, e altri 45 concessi da imprese private, Centri di ricerca e Università.

Si tratta di un bando, il primo in Italia dedicato esclusivamente alle “Città intelligenti”, innovativo che punta sui giovani e sull’innovazione per rendere le nostre città sempre più a misura di cittadino ed eco-sostenibili, favorendo il welfare, l’inclusione sociale, la mobilità e l’edilizia sostenibili. Continua a leggere

CleanTech Challenge 2014, la sfida nell’innovazione “green”

cleantech-challengeAll’insegna dello slogan “Aiuta il pianeta, partecipa alla sfida” ha preso il via il capitolo italiano della nuova edizione di CleanTech Challenge 2014 (CTC), rassegna internazionale che analizza, valuta e premia le idee più innovative in tema di tecnologie “green”. Il trionfatore potrà, in un secondo momento, confrontarsi con i vincitori degli altri Paesi nella sfida finale in programma a Londra.

Per partecipare è necessario sottoporre la propria idea “green” entro il 16 febbraio, riassumendola in 330 parole e registrandola secondo procedure; per l’edizione italiana sono in palio 5mila euro, messi a disposizione dal Mip Politecnico di Milano, in collaborazione con la prestigiosa London Business School. A questi si aggiunge l’University College London Business per i premi a livello internazionale.  Continua a leggere

Reggio Emilia, un Tecnopolo per sfidare la crisi

CANTIERE CAPANNONE 18 EX OFFICINE REGGIANECon l’inaugurazione ufficiale in programma per oggi apre ufficialmente le porte il Tecnopolo di Reggio Emilia, un centro all’avanguardia dove imprese e ricercatori possono incontrarsi nell’obiettivo comune dell’innovazione. Uno spazio di 30mila m2 che accoglierà quattro centri di ricerca e 90 operatori del settore, per la cui realizzazione sono stati investiti 16,1 milioni di euro dei quali 5,5 per la riqualificazione dell’edificio e 10 per programmi di ricerca e sviluppo. I laboratori trovano ospitalità in una struttura di legno alveare, completa di terrazze, come luogo di incontro e socializzazione; essa è in grado di unire istituti pubblici e privati per offrire competenze innovative al territorio.

Il Tecnopolo di Reggio Emilia nasce dalle radici delle Officine Meccaniche Reggiane, memoria di un passato fatto di lavoro, ricerca e innovazione ed è il primo polo tecnologico ad essere ultimato nel contesto della Rete Alta Tecnologia Regionale.

Nel complesso troveranno spazio quattro centri per la ricerca avanzata e il trasferimento tecnologico alle imprese: Intermech-Mectron per il settore meccanica-meccatronica, En&Tech per la ricerca industriale, Crpa Lab laboratorio di ricerca nei settori ambiente energia e agro-alimentare, Biogest Siteia per la valorizzazione delle risorse agro-alimentari. Infine saranno presenti anche il Rei, Reggio Emilia Innovazione, che gestirà il portare della Rete Alta Tecnologia; il Fab Lab un laboratorio che grazie all’uso di stampanti 3d permette alle aziende di creare prototipi a basso costo. Continua a leggere

Dal Cnr un bando per start up nel settore Itc

immagineokMancano ancora pochi giorni per poter partecipare al bando lanciato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dedicato alle start up del settore Itc. L’iniziativa intende sviluppare 16 progetti – con un business plan pronto o allo stato di bozza – da presentare agli investitori durante l’ItCup Day, in programma il 12 ottobre a Pisa nel contesto dell’Internet festival. Fra i requisiti richiesti per la partecipazione originalità, creazione di valore aggiunto e spendibilità sul mercato.

Insomma, otto start up in cerca di autore (e capitale) per avviare l’impresa, assieme ad altre otto ancora abbozzate ma già capaci di far intravedere le proprie potenzialità. È questo lo spirito che anima la competizione ItCup Registro , riservata a progetti nell’Itc e promossa da Registro.it, l’anagrafe dei domini italiani, in collaborazione con il Polo Tecnologico di Navacchio. Continua a leggere