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A Genova il primo Hub italiano per l’innovazione

Innovation-Hub-Genova-744x445A Genova apre le porte il primo hub italiano per l’innovazione, frutto di una collaborazione fra la Confindustria locale e la Fondazione R&I; il progetto vedrà come protagoniste le start up liguri e le Pmi di tutto il territorio nazionale.

La Call resterà aperta sino al 15 gennaio 2016 e potranno partecipare realtà attive in Liguria e Pmi innovative basate sul tech; le imprese selezionate riceveranno premi in denaro, consulenze e formazione. Continua a leggere

Il profilo dell’utente in cerca di un coworking è cambiato, e di molto

8c70ffad8e1e23a889ab35b8dcc70e7cChi pensa che un coworking si rivolge solo a freelance che lavorano da soli è totalmente in errore. Alcuni spazi sono costretti a chiudere proprio perché sono convinti che il loro potenziale ed unico utente sarà il freelance che lavora in autonomia, ma nulla è più lontano dalla realtà.
Ecco a voi le tre categorie dei coworker:

AUTONOMI:
Questo è il profilo che tutti i gestori hanno ben chiaro, il primo che ha cominciato a chiedere il servizio. Si tratta di professionisti che lavorano da soli, principalmente da casa, o in caso di riunioni, in caffè che dispongono di wifi.
Vantaggi principali:
In uno spazio di coworking evitano l’isolamento ed entrano in contatto con il mercato del lavoro, consentendo loro di essere riciclati in vari modi e soprattutto di generare contatti.
Quali servizi richiedono:
Affitto del desktop principalmente a tempo pieno.

PMI:
Hanno fatto capolino nel mondo del coworking da molto meno tempo rispetto ai liberi professionisti, le PMI stanno cominciando a comprendere i benefici del coworking. Si tratta di gruppi di 2-5 persone ed in alcuni spazi godono di una riduzione del canone.
Vantaggi principali:
OpenMind: vedere la realtà di altre aziende permette loro di adattare la propria e identificare deviazioni o miglioramenti che non sono stati pianificati.
Partners a pochi metri di distanza: l’arduo compito di trovare partner è ridotto a iniziare una conversazione con i propri vicini di scrivania.
Quali servizi richiedono:
Uffici chiusi o aree più isolate per evitare di disturbare gli altri colleghi e avere un po’ di privacy.

MULTINAZIONALE
Le multinazionali sono state le ultime ad aderire al movimento e per motivi diversi dai due gruppi precedenti. La loro necessità non è quella di avere uno spazio proprio, perché contano generalmente di grandi edifici, ma vedono nel coworking un’ecosistema perfetto per aumentare la creatività e motivare i dipendenti ad unirsi ad un percorso creativo.
Vantaggi principali:
Distinguersi ed ottenere nuovi risultati.
Quali servizi richiedono:
Sale riunioni o aule. Spesso hanno bisogno di essere personalizzati con l’immagine aziendale sulla vetrata del box (nel caso in cui gli uffici siano dotati di pareti o porte in vetro), o con materiale decorativo aziendale all’interno della stanza. (Rulli, manifesti, mobili nel caso di una presentazione del prodotto ect).

Se avete uno spazio di coworking o state pensando di aprirlo tenete ben presente questi tre gruppi ed in particolare le loro esigenze, in questo modo sarà più semplice pensare a quali servizi proporre per animare il vostro spazio.

Il profilo del coworker

7ed2ce61acf2350a4a59e503e975a1eaSecondo i responsabili di tutti i coworking intervistati, il profilo dominante suole essere generalmente quello di un giovane professionista, in particolare in tre aree specifiche: nuove tecnologie, grafica e architetti. Per i primi due settori, la ragione principale del perché si trovano nei centri di coworking è perché il tipo di lavoro che svolgono non richiede uno spazio fisico costante. Inoltre, per ampliare le loro prospettive professionali si basano su un modello di lavoro flessibile e sulla comunità.

Nel caso degli architetti invece ci sono altri elementi che li hanno convertiti in uno dei gruppi professionali più presenti negli spazi di lavoro condivisi. In primis perché lo praticavano già prima che il fenomeno coworking si affermasse; non era inusuale che in studi di architettura diversi, professionisti lavorassero separatamente ma con le spese condivise. Ma anche perché la categoria è stata una di quelle più toccate dalla crisi, e hanno sperimentato sulla loro pelle come gli spazi occupati in precedenza fossero troppo grandi e quanto insostenibile il canone di affitto mensile.

Più in generale il coworker suole essere un professionista che non ha bisogno di molto spazio per praticare il suo lavoro, come traduttori e giornalisti freelance che iniziano con il lavoro da casa e poi passano al coworking, perché ne hanno abbastanza di lavorare in pigiama e pantofole. Continua a leggere

Open Innovation Lombardia

01f8f173afc7690de2ddfb9438b2f057Open Innovation Lombardia ha lo scopo di proporre un nuovo modello di policy per l’innovazione regionale che sfrutta le potenzialità della rete per permettere alle imprese di innovare velocemente con un approccio collaborativo.

L’iniziativa consentirà di mettere a sistema i numerosi attori del sistema imprenditoriale e della ricerca, a livello nazionale ed internazionale, incentivando ed accelerando processi di knowledge transfer e di sviluppo di innovazioni a livello di prodotto, processo, servizio o modello organizzativo. Un maggiore valore aggiunto, unito ad un ampliamento delle competenze aziendali, porterà potenzialmente ad una maggiore solidità e ad un miglior posizionamento delle imprese anche a livello internazionale. La promozione di forme collaborative costituirà inoltre un fattore funzionale anche per politiche future indirizzate alla competitività, ponendo di fatto le basi per partnership anche di lunga durata tra imprese ed altri operatori del mondo imprenditoriale e della ricerca.

Sono in fase di attivazione 2 misure dirette a supporto delle imprese:

Bando per l’accesso a piattaforme di Open Innovation
Sostiene le micro, piccole e medie imprese singole operanti nel settore manifatturiero e delle costruzioni e dei servizi alle imprese, per l’accesso a piattaforme di Open Innovation, che comprende costi di consulenze e servizi accessori (scouting, technology audit) nonché servizi avanzati funzionali alla migliore fruizione della piattaforma. La dotazione finanziaria della misura ammonta a € 500.000,00; copre il 50% dei costi ammissibili, fino ad un massimo di € 20.000,00 euro. La procedura è a sportello, con apertura a dicembre 2014. Le domande possono essere presentate fino al 1 giugno 2015.

Bando per la creazione e lo sviluppo di communities all’interno della piattaforma regionale di Open Innovation, coerenti con la strategia di specializzazione intelligente regionale. L’iniziativa si rivolge a organismi di ricerca e a micro, piccole e medie imprese operanti nel settore manifatturiero e delle costruzioni e dei servizi alle imprese. Finanzia attività progettuali dirette a promuovere la creazione di comunità virtuali di interesse sulla piattaforma regionale di Open Innovation, che aggreghino i portatori di competenze per la creazione di ecosistemi di aggregazione. La dotazione finanziaria complessiva della misura di agevolazione ammonta a € 500.000,00; copre il 50% dei costi ammissibili, fino ad un massimo di € 12.500,00. La procedura è a sportello, con apertura a dicembre 2014. Le domande possono essere presentate fino al 30 giugno 2015. 

Per ulteriori informazioni

UE: 80 milioni per startup e progetti innovativi

Smart-CitiesL’Europa sta cominciando a muovere i suoi primi passi verso l’innovazione, lanciando una call per imprenditori del web, e progetti innovativi. Saranno infatti distribuiti 80 milioni di euro in tutta Europa a PMI e startup con un’idea innovativa capaci di penetrare il mercato e gettare le fondamenta per un business sostenibile. Persone appassionate e volenterose, in grado di portare benefici nella vita quotidiana così come nell’organizzazione e negli affari.

Si chiama Fiware Accelerator Programme, la call prevede l’assegnazione di 80 milioni di euro alle realtà che utilizzeranno FIWARE; una piattaforma opensource che offre funzionalità avanzate di cloud hosting, una ricca libreria di componenti e API standard aperte che rendono più semplice realizzare applicazioni e sistemi innovativi.

Il programma prevede che le proposte selezionate siano seguite e sponsorizzate. Ecco gli step da compiere: sviluppare un’idea per un nuovo servizio online, mettere insieme un team, scegliere tra i 16 progetti di accelerazione quelli più utili per il proprio progetto; infine mettere online una proposta.

La piattaforma è già stata utilizzata e sperimentata su larga scala; una serie di studi sono stati infatti eseguiti in aziende operanti nei settori dell’energia, della salute, della logistica, dell’agricoltura e delle industrie creative per testare Fiware in ambienti di grandi dimensioni e di vita reale.

Horizon 2020, i vantaggi per le PMI

europa-500Horizon 2020 è un programma di finanziamento 2014-2020 messo in campo dall’Unione Europea, con una dotazione che supera i 79 miliardi di euro, di cui 7,8 disponibili per il solo 2014. Il programma mira a costruire un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione e si articolerà secondo tre direttrici principali: eccellenza scientifica, leadership industriale, con particolare attenzione alle tecnologie abilitanti KET(Key Enabling technology) e sfide della società, fra cui occupano un ruolo importante temi come energia pulita, sicura ed efficiente, trasporti intelligenti ed efficienza delle risorse.

Tra le novità, il fatto che le PMI potranno presentarsi anche da sole, senza dover più cercare alleanze con altri partner. Le imprese selezionate, si stima circa 7.000, saranno aiutate nelle tre fasi del progetto imprenditoriale: la redazione del business plan, la realizzazione vera e propria del progetto e, infine, la sua commercializzazione.

Non solo, una particolare attenzione è poi dedicata proprio alla semplificazione delle procedure, soprattutto in ottica di favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese. La semplificazione rappresenta un elemento cruciale per far si che Horizon 2020 sia in grado di operare in questa fase economica difficile, come volano per la crescita.

In particolare, è stato predisposto uno strumento appositamente dedicato alle PMI, denominato Support to SME through a dedicated SME Instrument, la cui gestione verrà affidata a un’unica struttura e a cui verrà allocato il 4% del budget complessivo del programma quadro. Lo strumento si configura come una nuova misura specifica espressamente dedicata alle piccole e medie imprese all’interno di Horizon 2020 con il principale obiettivo di favorire la partecipazione delle PMI al programma e valorizzare il loro potenziale innovativo, rendendo i meccanismi di finanziamento più semplici e rispondenti alle peculiari necessità delle imprese più piccole. Continua a leggere

A Milano un laboratorio di Esperienza Digitale

albero_beeUn nuovo laboratorio di Esperienza Digitale targato Microsoft è stato inaugurato a Milano presso la sede del Politecnico, noto centro di eccellenza per l’innovazione e la formazione.

Lo spazio aiuterà le PMI d’Italia a informatizzarsi, visto che il loro livello di digitalizzazione è la metà rispetto alle concorrenti europee e un terzo rispetto alle PMI negli Stati Uniti. L’iniziativa si basa su una ricerca di Microsoft, che evidenzia come le aziende italiane maggiormente digitalizzate hanno creato negli ultimi tre anni il 10% in più dei posti di lavoro rispetto alle concorrenti meno concentrate sull’aspetto tecnologico grazie ad un fatturato di circa 13% superiore.

Concretamente il laboratorio rientra nell’ambito del progetto Digitali per crescere e intende fornire tecnologie e strumenti ad aziende il cui core business non è la tecnologia; aiutando, al contempo, imprenditori e professionisti a entrare in contratto con questo mondo e a compiere scelte adeguate al riguardo.

PMI e start-up rientrano fra i principali target, ma l’idea si rivolge anche a istituzioni pubbliche (Scuola, Sanità), e al terzo settore. I luoghi digitali sono parte integrante del piano di lavoro, e alle iniziative di formazione uniscono due obiettivi strategici: avvicinare il mondo produttivo delle PMI ai giovani nativi digitali e promuovere la collaborazione le aziende.

Il sito Digitali per crescere raccoglie inoltre eventi in programma nei vari laboratori, corsi di formazione, materiali informativi e case history. Il progetto ha già toccato le città di Bari, Napoli, Torino e Milano e nel 2014 raggiungerà altre tappe italiane, accompagnato da eventi formativi per le PMI.

10 buone ragioni per scegliere il coworking

Oggi pubblichiamo l’articolo del collega coworker Luca Nicola, consulente di comunicazione e copywriter.

Negli ultimi mesi stiamo assistendo a un’irresistibile ascesa dei coworking: ne nascono di continuo, mentre Comuni, Province e Regioni fanno a gara nel lanciare nuove iniziative sul territorio o sostenere le presenze già esistenti. Ma cosa rende così attraente uno spazio di coworking? E quali vantaggi professionali ed economici se ne possono ricavare? Provo a rispondere a queste domande, partendo dalla mia esperienza personale.

MemberWall5 BUONE RAGIONI PER LAVORARE IN UN COWORKING…

Posso testimoniare che, per chi ci lavora, accadono alcune cose importanti:

  • Il Coworking crea nuove opportunità di collaborazione e di business
    Spesso si associa il coworking all’idea di uno spazio condiviso in cui le scrivanie costano meno. E’ un’idea decisamente riduttiva. Per dirla con una felice intuizione di Aurelio Balestra: “Il coworking non è figlio della crisi, è figlio di internet”. Proprio come avviene nel web, si creano reti di persone che possono scambiare informazioni, collaborare e unire le forze in qualsiasi momento.
  • Il Coworking concentra in un unico luogo competenze specializzate e complementari
    Ci si muove all’interno di un ecosistema dove risulta naturale sviluppare approcci interdisciplinari. E’ questo il vero valore aggiunto del coworking.
  • Il Coworking favorisce l’arricchimento e l’aggiornamento professionale
    Vivere costantemente a contatto con persone interessanti, che hanno un’attitudine simile alla tua e competenze complementari, aiuta a imparare cose nuove e a rimanere al passo.
  • Il Coworking spinge all’innovazione
    Incontrarsi e chiacchierare in modo informale è un ottimo modo per far emergere nuove nuove idee o testare intuizioni ancora da sviluppare. E last but not least:
  • Il Coworking migliora la qualità della vita (non solo lavorativa)
    “Mi piace stare in questo posto perché si percepisce un’onda positiva, è bello lavorarci”. Provate a entrare in un coworking che funziona e chiedete a chi ci lavora come si trova: il più delle volte avrete risposte molto simili a questa.

… E 5 BUONE RAGIONI PER PUNTARE SUL COWORKING

Guardiamo ora la cosa dal punto di vista di imprese ed enti pubblici: perché vale la pena di puntare sulla formula del coworking? Ecco 5 possibili risposte:

  • Il Coworking è l’ambiente ideale per far nascere e sviluppare una startup
    Un’idea innovativa di impresa si sviluppa meglio in un ambiente interamente dedicato all’innovazione. E ogni startup che cresce può generare nuovi posti di lavoro.
  • Il Coworking consente ai migliori talenti di rimanere nella propria città
    In un articolo pubblicato sul sito di Deskmag si mette in luce un aspetto non abbastanza considerato: senza il coworking, molte persone che abitano in aree urbane di medie dimensioni sarebbero costrette fare i pendolari o spostare le loro famiglie in città più grandi, in cerca di nuove opportunità. Il Coworking li aiuta a restare nel luogo dove vivono, con evidenti vantaggi per l’economia locale.
  • Il Coworking favorisce politiche per il lavoro e lo sviluppo economico
    Di esempi recenti ce ne sono molti. Basta citare il sistema di voucher promosso dal Comune di Milano, il tavolo per il coworking della Regione Toscana, il bando per un coworking “al femminile” promosso dalla Provincia di Lucca, il progetto Millepiani di Roma. Tutte iniziative trainate dall’idea di coworking.
  • Il Coworking può trasformarsi in un piccolo distretto dell’innovazione
    Nel medio periodo, ogni luogo di coworking assume un proprio stile caratteristico e sviluppa forme innovative di specializzazione.
  • Il Coworking è congeniale alle piccole imprese
    Le PMI sono la linfa vitale dell’economia italiana. E le postazioni di un coworking sono ideali per essere occupate da micro e piccole imprese, che trovano l’ambiente più adatto per arricchirsi del know-how di persone con competenze specializzate.  Continua a leggere

Firenze, fondi per le PMI

firenzeNuovo bando dalla Camera di Commercio di Firenze per agevolare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese fiorentine. I fondi messi a disposizione saranno destinati al sostegno delle Piccole e Medie Imprese (PMI) non in difficoltà di Firenze e provincia; fanno eccezione le realtà operanti nell’acquacoltura, nel settore della pesca ed in quello carbonifero, che volessero effettuare investimenti basati sulla richiesta di un prestito bancario non garantito.

Il credito sarà perciò concesso alle imprese sotto forma di finanziamenti chirografari, che possono essere erogati solo dalle banche convenzionate; inoltre, devono basarsi su un importo minimo di 20mila euro e una durata variabile tra 36 mesi e 84 mesi con periodicità di ammortamento mensile, trimestrale o semestrale. Continua a leggere

Regione Lombardia: progetti di mobilità nella Ue per lo sviluppo delle imprese culturali

monna-lisa-legoMicro e piccole imprese, associazioni e fondazioni operanti nel settore culturale e creativo, incubatori, centri di coworking e gestori di residenze per artisti potranno presentare progetti di stage all’estero destinati ad imprenditori, lavoratori o professionisti del settore. L’obiettivo è promuovere, attraverso esperienze in altri paesi europei, lo sviluppo di competenze tecnico-professionali e manageriali di imprenditori, lavoratori e professionisti finalizzate a conseguire lo sviluppo di innovazioni di processo, di prodotto o di servizi e l’internazionalizzazione a vantaggio del settore culturale e creativo.

I progetti sono rivolti allo svolgimento di stage in un altro paese della UE. Per ogni progetto di mobilità dovranno essere previsti minimo tre e massimo cinque stage. L’importo massimo finanziabile per ciascun progetto è pari a 150.000,00 euro. Il periodo di tirocinio può variare da un minimo di un mese a un massimo di tre mesi. Ogni partecipante dovrà presentare a conclusione dell’esperienza un “prototipo”, con le relative proposte di fattibilità operativa e di piano economico-finanziario.

Settore di intervento

Il settore culturale e creativo, con riferimento a: 

  • arti visive, spettacolo dal vivo e patrimonio culturale: musei, archivi, biblioteche, aree archeologiche e complessi monumentali;
  • imprese culturali: editoria, anche multimediale, musica, radio-televisione, cinema e video giochi;
  • imprese digitali, trasversali ai settori citati. Continua a leggere