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Nuove idee per uffici mobili

Sappiamo quanto sia difficile avere nuove idee tra le stesse quattro mura dell’ufficio dove andiamo ogni giorno. Se la vostra unica fonte d’ispirazione si trova in un angolo di natura che si intravede dalla finestra del vostro ufficio, allora forse siete pronti ad un’esperienza estrema come l’ufficio mobile. Ecco a voi due esempi un po’ estremi.

Kantoor-KaravaanLa Startup olandese Kantoor Karavaan ha scelto di trasformare dei caravan in spazi di lavoro. Situati nel mezzo della campagna dei Paesi Bassi, i caravan sono attrezzati per un ambiente di lavoro ottimale, con macchina da caffè e wifi, e sono anche ecocompatibili grazie alla loro energia solare. La quantità di affitto spazi è direttamente correlata al coinvolgimento dei partecipanti. Più lavoratori saranno coinvolti nel progetto e nell’ecosistema intorno alle carovane, meno dovranno pagare per accedere al servizio.

Nel sud della Francia invece incontriamo Yelloworking, un camion giallo che permette di fare delle pause surf tra i vari invii di mail quotidiani. Questo ufficio giallo canarino è dotato di due postazioni di lavoro e può ospitare fino a 3 persone. Con un terminale 4G, una fornitura di acqua e una batteria dedicata, permette di fuggire per una giornata al mare o tra campi di lavanda.

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A Palermo inaugurata la formula hotel+coworking

Hotel_Lido_Blu_Gardasee_Fruehstueck_Getreidefruehstueck_3Si comincia, una nuova formula per nomadi digitali ma non solo, un’offerta di servizi completa che potrebbe attrarre molte categorie di coworker. Questa volta la novità è promossa da un hotel di Palermo, per la precisione il Marbela Hotel & Residence, storica struttura ricettiva che accoglie molti professionisti e manager che viaggiano per lavoro. 

Da ottobre all’interno dell’albergo verranno inaugurati degli spazi di coworking creando un perfetto ambiente di lavoro. In questo modo l’ospite avrà a disposizione un nuovo tipo di offerta: pernottamento e spazio di lavoro. Una nuova opportunità di lavorare e viaggiare per lavoro, quindi essere sempre produttivi anche quando si è lontani dalla propria sede, in linea con le nuove realtà social e di condivisione e la necessità di diminuire il budget.

I coworker che usufruiranno degli spazi a loro dedicati avranno a disposizione anche internet gratuito wi-fi, reception con possibilità di servizio centralino, videosorveglianza a circuito chiuso, parcheggio privato, stampanti di rete condivise, il bar bistrot per colazioni e aperitivi per riunioni di lavoro, ed in estate il comodo salotto nell’area esterna della struttura.

Le migliori (e più economiche) città al mondo per nomadi digitali

amsterdamcoworkingDi solito sono situati in quartieri vivaci e attraggono una molteplicità di figure professionali. Stiamo parlando degli spazi di coworking, dove imprenditori, liberi professionisti e altri lavoratori autonomi scelgono di svolgere la propria attività.

Secondo una ricerca condotta da DeskMag.com attualmente, più di 160.000 persone in tutto il mondo sono membri di circa 3.000 spazi di coworking.

WeWork, un fornitore di spazi di coworking che si ribattezza la Uber del settore, prevede di crescere fino a più di 50 punti quest’anno. Ma anche l’Italia in questo non è da meno, Talent Garden, il grande network di coworking europeo focalizzato sul digitale, sta puntando all’apertura di 50 nuovi spazi in Europa entro il 2018.

Con questo fiorire di spazi in coworking ci si chiede dove andare e quanto spendere per una scrivania. Ecco dunque un elenco delle città “più calde” di tutto il mondo per i diversi tipi di nomadi digitali

Asia
Chiang Mai
È una delle migliori destinazioni per i nomadi digitali che cercano una fuga invernale. 636 dollari è la cifra sufficiente a coprire i costi di vita e di coworking. L’accesso a uno spazio vivace come Punspace e Guru’s Box  costa 106 dollari al mese. Il fine settimana è possibile effettuare escursioni ai templi di montagna o puntare sulle numerose opzioni di salute e benessere in offerta.

Singapore
È attualmente uno dei numero uno in Asia. Una sfilza di spazi coworking stanno spuntando in tutta la città-Stato. Alcuni di questi anche dotati di una piscina e spa. Per vita e costi di lavoro a Singapore si arriva approssimativamente a 2.476 dollari al mese, di cui 218 dollari per uno spazio coworking.

Europa
Fatta eccezione per città come Berlino (spese mensili: 2.887 dollari, 175 dollari per una scrivania) e Londra (costi mensili: $ 4052, $ 297 per un coworking) ecco le altre città europee più all’avanguardia:

Amsterdam
È stata valutata uno dei centri più importanti per le startup grazie alle sue leggi fiscali liberali e ad un alto tasso di fluidità inglese. I costi medi mensili si attestano a 3.121 dollari (262 dollari per una scrivania in coworking). Wework ha recentemente aperto il suo secondo spazio europeo di coworking (Londra è il primo). Un altro spazio frizzante è B Amsterdam che si trova in quella che era la sede IBM. Lo spazio ha un giardino sul tetto dove i membri possono coltivare quello che desiderano, e macchine retrò funzionanti come cabine telefoniche. Continua a leggere

I diversi tipi di professionisti

bicycle-bike-driving-5261-e1427277374745Si parla da tempo dei diversi tipi di professionisti che lavorano in autonomia, un numero che è cresciuto significativamente negli ultimi anni. Un dato piuttosto sorprendente, considerando che l’Italia rimane uno dei paesi con le peggiori condizioni per i liberi professionisti.

In questa panoramica gli spazi di coworking dovevo cogliere  le opportunità ed essere in grado di identificare i bisogni per soddisfare la domanda di questi gruppi attraverso servizi e strutture. Una delle chiavi del successo di uno spazio coworking è la capacità di cambiare. Uno spazio camaleontico che viene costantemente aggiornato su quello che il mercato richiede, in grado di adattarsi rapidamente, porta con sé la chiave del successo.

Ecco una rapida panoramica di alcuni professionisti con un piede mezzo dentro e mezzo fuori:

Nomadi Digitali
Un nomade digitale è qualcuno che sfrutta la tecnologia per vivere e lavorare da qualsiasi parte del mondo. Questo profilo implica che il coworker scelga luoghi che offrono comodità e sfrutta i coworking con bonus ad ore e/o visite sporadiche. Si tratta di un profilo piuttosto definito, che ha bisogno di sentirsi a proprio agio, quindi se lo spazio offre tutto il necessario ci sarà un’alta probabilità di ritorno.

Profilo aziendale
Sembra ancora difficile pensare al coworking applicato alle grandi aziende, ma il profilo è sempre più comune negli spazi condivisi. Il coworking aziendale è solo l’idea, il concetto non prescinde da organizzazione, flessibilità, apertura e innovazione. Questo profilo professionale necessita di luoghi per incontri aziendali in un ambiente creativo e diverso. Se si dispone di uno spazio ben arredato in grado di accogliere un numero elevato di persone, può risultare una grande risorsa.

Sede autonoma
Per quanto si possa parlare dei benefici del coworking esiste un profilo che ha comunque deciso di non abbandonare il lavoro da casa. Un po’ per comodità, o perché la sua professione richiede più spazio personale, o semplicemente perché uno spazio coworking non è per tutti. In ogni caso questo tipo di professionista può necessitare di una sala riunione sporadicamente per incontri o presentazioni formali.

Freelance da caffetteria
Il professionista che lavora in caffetteria cerca per lo più un luogo piacevole e comodo. Se al tutto si aggiunge una deliziosa varietà di cibo per la prima colazione e della luce, le esigenze sono quasi soddisfatte. Professionisti come giornalisti o blogger potrebbero ancora preferire questo tipo di spazio per scrivere, ed è consuetudine che si fondano con il lavoratore da casa. In ogni caso potrebbero diventare un profilo da spazio di coworking perché sono spesso interessati a partecipare a eventi creativi o conferenze per rafforzare il proprio networking.

L’eventuale insegnante
Ci sono molti professionisti che svolgono corsi di formazione professionale o di altro tipo. Questa categoria è interessante perché gli spazi di coworking sono luoghi ideali dove impartire corsi. Questi professionisti richiedono di affittare spazi in modo tempestivo. Hanno bisogno di stanze luminose, il compito di uno spazio è facilitarne le manovre.

 

Due parole sui nomadi digitali

171716de5db3db3d6ac3b41b28f10bbaUn crescente numero di imprenditori sta lasciando il proprio lavoro per diventare un “lavoratore senza fissa dimora”, secondo una scelta di vita a lungo termine.

La proliferazione di spazi di coworking e di siti web per gli affitti lampo hanno facilitato la strada a questa categoria, auto-identificatasi con un certo orgoglio nella categoria dei nomadi digitali.

L’aumento di siti peer-to-peer, per aiutare le persone con competenze spendibili ovunque a trovare posti dove vivere e lavorare in remoto, ha certamente incrementato il fenomeno. Questi lavoratori evitano la convenzione di un unico spazio professionale, l’intero pianeta è un luogo di lavoro collaborativo, limitato solo dalla connessione Wi-fi.

I nomadi effettivamente fanno quello che molti sognano ad occhi aperti: girano l’Italia, e il mondo. Le condizioni però non sono sempre glamour, per usare un termine alla moda. E l’aspetto della sostenibilità economica è un duro scoglio da superare.

La rete però rafforza lo spirito zingaro e imprenditoriale, che in questa figura si fondono. Aiutati da un loro hashtag, #digitalnomad e dalle reti sociali come Twitter, Instagram e Facebook che facilitano la comunicazione tra i chilometri e la costruzione di un senso di comunità.  Alcuni hanno addirittura creato un inno digitale nomade, un video parodia chiamato Daily Café Hustlin.

Una micro economia sta nascendo per servire questi viaggiatori. Il Digital Nomad Hub, per esempio, fornisce un servizio per chi vuole esplorare blog, podcast e libri con titoli come The Art of Noncomformity  e  Be a Nomad Digital. Mentre The Nomad List cataloga molte delle migliori città del mondo per vivere e lavorare in remoto, fornendo un costo della vita stimato, velocità di Internet e anche il numero di nomadi presenti.

I nomadi digitali generalmente prediligono i coworking. La scelta non è solo dettata da un luogo di lavoro adeguato alle esigenze professionali, ma anche dal vantaggio di incontrare altri imprenditori potenzialmente digitali.

E voi vi definite nomadi digitali? O semplicemente coworkers?

 

In Francia si studiano le pratiche di coworking

large_Duke_Studios__-_Coworking__2_Francia. Sotto l’impulso della flessibilità, della mobilità e dell’aumento del telelavoro, è nata la necessità di spazi di lavoro alternativi che vengono a cambiare le abitudini dei lavoratori. Per analizzare, in materia di comportamento, l’impatto dei dipendenti “fuoriusciti” dalle società è stato dato il via ad uno studio dal titolo “Quale ufficio di domani?”

L’esigenza nasce dal fatto che il fenomeno non è una moda, ma una vera e propria tendenza: l’impresa si smaterializza e i dipendenti si nomadizzano. La Francia ha più di 4 milioni di persone (il 17% della popolazione) che lavorano più di una volta alla settimana fuori dalle pareti della società: a casa o in uffici condivisi.

In risposta a questo profondo cambiamento, gli spazi collaborativi sono in crescita esponenziale: quasi 200 posti di lavoro “terzi” (telecentri, coworking, centri commerciali) sono emersi, in Francia, in appena tre anni. Se la flessibilità e il telelavoro spiegano in parte questi cambiamenti, dobbiamo anche tener conto del numero crescente di lavoratori autonomi (infatti i dipendenti di imprese rappresentano solo il 6% degli utenti di questi nuovi spazi di lavoro).

È dunque per prendere coscienza dei profili e delle abitudini di questi lavoratori mobili, e per analizzare le pratiche e i comportamenti del “trasferito” dall’ufficio tradizionale, che è stato lanciato lo studio. Avviato dalla ditta LBMG Worklabs, in collaborazione con il Centro di Michel Serres, il programma studierà, per otto mesi, l’uso di questi nuovi spazi. Continua a leggere

L’incontro perfetto: Nomadi digitali e spazi di coworking

La vita dei nomadi digitali può essere dura e non è sempre una scelta. Continuamente in viaggio, la propria casa dentro una 24ore, mancanza di una comunità professionale, l’eterna ricerca di un wi-fi e di un bar dove lavorare qualche ora.10144071-uomo-d-39-affari-divertente-bere-caffe-caldo-e-di-lavoro-su-internet

Per questo l’incontro con gli spazi di coworking è un amore a prima vista. Ci sono infatti servizi e vantaggi non sempre acquistabili; stiamo parlando di contatti, relazioni umane, scambio di idee, prospettive e la possibilità di rafforzare la propria rete professionale anche in trasferta.

I coworking rispondono ai bisogni dei “nomadi”, offrendo postazioni, sale riunioni o stanze per le proprie conferenze. In questo modo i lavoratori fuori sede possono svolgere il proprio business in un ambiente professionale, vivendo la giornata lavorativa senza distrazioni o stress. Continua a leggere