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Vita da coworking

Di seguito riportiamo l’articolo del nostro amico e collega coworker Luca Nicola, consulente di comunicazione e copywriter, che questa volta ci racconta la sua esperienza diretta come coworker. Chi desidera fare altrettanto può inviare una mail a desk@coworkingfor.com. Buona lettura.

Foto di Daniele Portanome

COSA HO TROVATO NEL COWORKING

Più di tre anni fa (era il maggio del 2011) ho varcato la soglia del Barra/A di Milano, il coworking che tuttora mi ospita. Arrivavo da una vita da freelance e avevo sempre lavorato nello studio di casa. L’impatto per me è stato forte.

Mi ha colpito subito la sensazione molto piacevole di lavorare immerso in un flusso di energia che arrivava da tante persone impegnate, come me, in un lavoro di ideazione.

Ma al di là delle percezioni personali, pur fondamentali, la cosa più importante sono stati gli incontri che hanno arricchito la mia prospettiva professionale:

  • Dentro al Barra/A ho trovato un gruppo specializzato in web marketing e questo ha prodotto risultati molto positivi per tutti: unendo le forze e le competenze siamo stati in grado di proporre a un grande cliente internazionale un progetto di ampio respiro, che integra lead generation, vendita offline e content marketing. L’operazione è partita due anni fa, è tuttora in corso e sta dando grandi soddisfazioni a noi e al cliente.
  • Mi è capitato di fare da consulente a un fotografo e a un gruppo di architetti, tutti giovani e con idee innovative. La sensazione di aiutarli almeno un po’ a realizzare i loro progetti è stata per me una grande soddisfazione.

Già, ti chiederai, ma come la mettiamo con la concorrenza? Può essere un problema.

La mia risposta è che no, non lo è, se ci si relaziona tra persone intelligenti e con un minimo di attitudine collaborativa.

Ognuno si tiene i suoi clienti e sviluppa il proprio business, come è giusto che sia, ma ci si scambia utilmente impressioni ed esperienze e, alla prima occasione, si lavora assieme.

  • Last but not least, è stato il coworking a ispirare la nascita di questo blog. In molti post compaiono tanti miei compagni di ventura intervistati o che arricchiscono quanto racconto con foto, illustrazioni, filmati.
  • Altri, nel backoffice, mi segnalano articoli e spunti interessantida utilizzare e sviluppare. E capita che i miei pezzi compaiano come guest post nel blog di un gruppo specializzato proprio in servizi legati al coworking.

I LIMITI DEL COWORKING

Tutto bello, tutto fantastico quindi? Beh, come in ogni esperienza umana ci sono anche i limiti.

  • Ho visto persone in gamba andarsene deluse da quanto (non) avevano trovato, in termini di vivacità intellettuale, scambio di esperienze, organizzazione generale, valorizzazione delle potenzialità presenti.

Queste, ovviamente, sono esperienze e valutazioni soggettive. Ma ci sono anche limiti oggettivi con cui ti trovi a fare i conti.

  • Spesso manca il coordinamento interno delle informazioni: si vive a pochi metri di distanza ma in certi casi è come essere chiusi in compartimenti stagni.
  • La connettività, con tante persone attaccate al wi-fi, a volte è lenta, molto più lenta dell’ADSL di casa. Per ovviare a questo limite, un coworking dovrebbe dotarsi di una  piattaforma tecnologica adeguata alle esigenze della sua utenza. Lo stesso discorso vale per l’offerta di servizi, da ampliare e personalizzare con il contributo di tutti.
  • Oltre a questi aspetti, il vero tallone d’achille di uno spazio di coworking è la privacy: a volte capita di dover discutere al telefono cose riservate (accordi commerciali con un cliente, eventi privati di una certa delicatezza) e l’unica soluzione è mollare la postazione, prendere il cellulare e andare all’esterno.

LE PROSPETTIVE DEL COWORKING

Ogni coworking è potenzialmente un’officina ideativa, un piccolo distretto dell’innovazione composto da tante competenze complementari fra loro.

Sarebbe interessante partire fin dall’inizio con l’idea di far emergere una “cifra stilistica” comune, un imprinting preciso a tutto quello che si progetta e realizza, in modo che sia immediatamente riconoscibile.

Ecco, credo che manchi ancora ai coworking la volontà e la forza di sviluppare un pensiero collettivo con cui proporsi al mercato. Penso sia questa la strada giusta da seguire.

E tu, hai un’esperienza di coworking da condividere o magari ti affascina l’idea di entrarci a far parte e vuoi saperne di più? Parliamone assieme.

 

Hai una buona idea? Eliminala!

Di seguito riportiamo l’articolo del nostro amico e collega coworker Luca Nicola, consulente di comunicazione e copywriter.

IDEEIl segreto dell’innovazione? Secondo Steve Jobs è dire di no a migliaia di idee buone per poter dire di sì a una davvero grande.

Certo ci vuole parecchio coraggio per abbandonare il vecchio modo di pensare e fare posto a nuove visioni che nascono da una nuova prospettiva.

Tutto vero, tutto bello. Ma, concretamente, come si procede? Continua a leggere

Lo storytelling? Tutta una questione di design

Di seguito riportiamo l’articolo del nostro amico e collega coworker Luca Nicola, consulente di comunicazione e copywriter.

origin_12069499276Creare una storia avvincente è un problema di Design. Ad affermarlo è Adam Westbrook in un post segnalato da Giuseppe Granieri e non a caso intitolato Storytelling+Design Thinking.

Ma cosa hanno in comune la creazione di una storia e il design di un oggetto? In entrambi i casi, prima di iniziare a scrivere devi chiederti: come faccio a progettare in una logica di User Experience? Risposta: devi creare un flusso narrativo che tiri dentro il tuo pubblico, senza limitarti a una semplice disposizione logica dei fatti.

Quindi briglia sciolta alla fantasia? Niente affatto. Design Thinking significa scegliere un approccio disciplinato, oggettivo e metodico per risolvere un problema di progettazione. Continua a leggere

Affrontare la crisi: 9 cose da fare subito

Di seguito riportiamo l’articolo del nostro amico e collega coworker Luca Nicola, consulente di comunicazione e copywriter.


imprese_chiuseImprese e professionisti sanno benissimo cos’è la crisi. Non sanno altrettanto bene cosa fare per uscirne.
 Di sicuro non viviamo in tempi semplici. Eppure esistono alcune buone pratiche che possono aiutare concretamente a migliorare la situazione.

 

PARTIRE COL PIEDE GIUSTO

Il primo ostacolo è proprio questo: da dove cominciare? Sembra incredibile, ma la risposta è facile. Si inizia dalla definizione del problema. Per arrivarci, ci sono due passi da compiere: Continua a leggere

Quello che i clienti non dicono

Di seguito riportiamo l’articolo del nostro amico e collega coworker Luca Nicola, consulente di comunicazione e copywriter.

Occhio a chi vuole cucire un abito apposta per te!Quando si incontra un nuovo cliente per un briefing, la parte più difficile è cogliere, al di là delle informazioni ufficiali, qual è la sua vera aspettativa e, quindi, il suo vero bisogno. Per quanto possa sembrare strano, sono aspetti fondamentali che non vengono quasi mai dichiarati.

Le ragioni possono essere molteplici:

  • Voglia di mettere alla prova il nuovo team di lavoro;
  • Paura di sbilanciarsi;
  • Desiderio di essere stupiti con proposte innovative.

 

Oppure il motivo è quello che tempo fa mi ha dichiarato il titolare di una PMI al termine del nostro incontro: Continua a leggere

Perché dovrei leggere questo post?

Il nostro amico e collega coworker Luca Nicola, consulente di comunicazione e copywriter, ha analizzato alcuni interessanti aspetti dei blog. Di seguito, il suo articolo.

E’ la domanda cruciale che ci facciamo ogni volta che arriviamo su un blog. E la risposta non è mai scontata. Qualcuno ci chiede di impegnare 10 minuti del nostro tempo per dargli ascolto. Come fa a convincerci? Offrendoci contenuti di qualità, si sente ripetere sempre, come un mantra. Già, ma cosa definisce la qualità in un post? 

Rosie_The_BloggerCONTENUTI DI QUALITA’

Prima di parlare dei contenuti, è meglio dire qualcosa sullo stile.

Conoscere e applicare le regole “per scrivere un buon post” è importante, ma non basta. Una narrazione per essere coinvolgente deve avere uno stile riconoscibile, una nota personale.

A parità di contenuto informativo, la differenza la fa l’efficacia della narrazione.

Detto questo, non solo lo stile, ma anche le informazioni devono essere originali: si capisce al volo quando un post non nasce a caso, ma è frutto di una ricerca e di un lavoro personale.  Continua a leggere

COSA FA SCATTARE LA CONDIVISIONE

Anche a novembre pubblichiamo l’articolo del collega coworker Luca Nicola, consulente di comunicazione e copywriter.

img_1658Quali sono le regole che funzionano per far girare sul web i contenuti che pubblichiamo? In un recente post Giuseppe Granieri segnala una infografica molto interessante che prova a rispondere a questa domanda. Vale la pena di dare un’occhiata perché ci sono parecchie indicazioni e spunti importanti.

Ecco i 5 fattori che aiutano la diffusione virale dei contenuti (fonte negosentro.com, qui l’articolo originale):

 

  1. RARITA’
    I contenuti originali e di valore non si consumano in fretta. La paura di poter perdere informazioni che non si trovano altrove è un “gancio” eccellente per far interessare la gente a quello che pubblicate.
  2. SELEZIONE
    Chi naviga sul web ama raccogliere “assaggi” di informazioni per assicurarsi che il contenuto sia facile da selezionare. “Mediamente gli utenti consultano circa il 20% del contenuto di una pagina web” (Jacob Nielsen).
  3. UTILITÀ
    I post che segnalano informazioni concrete, utilizzabili subito dai lettori, trainano la diffusione virale dei contenuti.
  4. COERENZA
    I contenuti di valore, postati in modo regolare, contribuiscono a costruire fiducia e autorevolezza. Quando i lettori si fidano di voi, le cose che pubblicate diventano più facili da condividere.
  5. PULSANTI
    Inserite sempre, prima e dopo ogni post, i “pulsanti di condivisione”: sottovalutarli fa male alla viralità di quello che pubblicate.

Contenuti originali e di immediata utilità pratica, postati con regolarità, impaginati in modo da poter estrarre le informazioni più interessanti e con i pulsanti di condivisioni subito a portata di clic: ecco la “formula magica” della viralità.  Continua a leggere