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A Londra, spunta un coworking sull’albero

TreexofficeLo abbiamo già detto, il coworking è un mondo in ascesa e i suoi sviluppi sono imprevedibili. Questa volta a far parlare di sé è uno spazio provvisorio, innovativo ed eco-friendly che come una navicella spaziale, si è materializzato un mattino nel bel mezzo di un parco londinese, così come racconta la fonte Artribune

Si chiama TREExOFFICE e ha aperto nel parco di Hoxton Square, nella zona est della città, in occasione del London Festival of Architecture. Progettato da artisti e designer per lavorare immersi nel verde, lo spazio è stato costruito attorno ad un albero ed è dotato di elettricità, connessione wi-fi e di otto postazioni per co-workers. La struttura portante è stata realizzata con carta pressata e pannelli traslucidi in policarbonato apribili, per delimitare un confine permeabile tra l’ambiente naturale esterno e lo spazio di lavoro. Anche per la copertura si è scelto un materiale trasparente, così da permettere alla luce naturale di filtrare all’interno.

Ed ecco un nuovo concetto di ufficio che cambia il modo di lavorare in città, parafrasando le parole dello studio Tate Harmer, che è stato coinvolto nella progettazione della struttura. Il design, l’ecosostenibilità del progetto sono un valore non solo per il verde cittadino, ma anche per la città e il suo modo di abitarla.

L’ufficio pop-up resterà operativo per i prossimi sette mesi e il ricavato dell’affitto delle postazioni sarà investito per valorizzare altri parchi e zone verdi di Londra.

A Londra il coworking è all’interno di container

_DSF0998Il riciclo degli spazi industriali non è più solo una moda nell’area ad Est di Londra, ma è un modo di conservare il patrimonio della zona, frutto di un duro lavoro, e soprattutto un modo di intrecciare il business delle imprese locali nel tessuto urbano.

Per questo nell’estate del 2014 un blocco di container, destinato ad uso marittimo, è stato installato lungo il Regents Canal, non con l’intenzione di scarico merci, ma con l’aspirazione di fornire spazi di lavoro destinati a start up focalizzate sulle arti locali e/o sulla tecnologia.

Così è nato Containerville, una nuova grande casa per start-up e piccole imprese. 30 container disposti su 2 piani e adattati a moderni spazi di lavoro nei pressi del Regents Canal.

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Ogni contenitore può ospitare fino a otto scrivanie. Ogni postazione ha un costo di circa £ 35 a settimana.

Nelle vicinanze si trovano molte attrazioni, abbondanza di cibo, caffè, pub, e una grande offerta culturale (Broadway Market, London Fields).

Ogni contenitore è attrezzato per funzionare perfettamente come un moderno spazio di lavoro, con una splendida vista sul canale.

Si tratta di una destinazione e/o un luogo di lavoro, dove gli inquilini hanno facile accesso a collaborazioni, partner e clienti.

 

Ziferblat: a Londra il locale social dove si paga “a minuti”

ziferblat-cafe-london-2A Londra, capitale mondiale dell’innovazione, lancia un locale pubblico che va oltre il semplice bar, per diventare un vero e proprio esperimento sociale. Si chiama Ziferblat, è situato al numero 388 di Old Street, ed è diventate famoso per una peculiarità davvero particolare: non si pagano le consumazioni, ma il tempo di permanenza al suo interno. Il proprietario è un giovane ed eccentrico imprenditore russo (Ivan Mitin) e rappresenta la filiale inglese di una catena di locali made in Russia basati sempre sulla formula del pay-per-minute.

I visitatori descrivono un ambiente raffinato, che unisce al salotto domestico l’atmosfera vintage, con tavoli e sedie diversi fra loro, luci soffuse, un giradischi d’annata. All’ingresso il cliente prende con sé una sveglia e può usufruire della cucina, di uno spazio comune per la preparazione di tè o caffè, o uno spuntino da mangiare prelevando gli ingredienti direttamente dalla dispensa o portandoseli da casa.

Conclusa la pausa, al cliente viene addebitato il tempo di permanenza nel locale a una tariffa davvero popolare e accessibile: 1,80 sterline (poco più di due euro) all’ora. Ecco quindi che il locale diventa più un esperimento sociale, piuttosto che un mero esercizio commerciale, aperto dalle 10 alle 24 e dove – come recita il motto – si è “liberi” di “essere se stessi” lavorando, facendo dell’arte, leggendo o suonando, facendo nuove amicizie e partecipando ad eventi. Il tutto nel rispetto degli altri avventori.

In un simile luogo di incontro non poteva mancare il wi-fi gratuito, all’insegna del ritmo “slow” e della tariffa popolare. Intervistato dal Guardian il proprietario dello Ziferblat – Quadrante di orologio, in russo – conferma che sono già molti i clienti abituali, in un ambiente “molto social” in cui gli ospiti sono “micro-inquilini che condividono tutti lo stesso spazio”.

SkyCycle, passaggio tra le nuvole: a Londra piste ciclabili nei cieli

SkyCycle4_CNT_5sep12_SamMartin_b_646x430Un progetto che, se verrà realizzato, può cambiare radicalmente i costumi e le abitudini dei londinesi. Presentato dall’architetto Norman Foster e dal nome futuristico, “SkyCycle” prevede la costituzione di una pista ciclabile tra le nuvole, al di sopra dello smog e dei rumori della città.

Come per le precedenti opere del famoso architetto – il Millennium Bridge e lo Stadio di Wembley – l’obiettivo è davvero importante, ma questa volta punta ancora più in alto in ogni senso: 221 km di cielo ciclabile da realizzarsi in 20 anni. Prevista una prima fase di costruzione, dopo la quale sarà già attivo un percorso di 6 km. Il primo tratto in programma è quello che va dall’East London alla stazione di Liverpool Street, con una pista al di sopra delle linee ferroviarie.

Bici che volano, non più scontri con le auto ma soprattutto un nuovo modo di attraversare e vivere la città: ecologico, sostenibile e sicuro. La speciale pista sarà inoltre formata da tre livelli con numerosi punti di accesso. In questo modo, chi va in bici potrà pedalare tranquillamente senza paura.

Norman Foster ha dichiarato recentemente al The Sunday Times: “Il ciclismo è una delle mie grandi passioni, in particolare con un gruppo di amici. Credo che le città dove si può passeggiare o andare in bicicletta piuttosto che in auto sono luoghi più congeniali per vivere. Realtà – conclude l’architetto – in cui, per migliorare la qualità della vita di tutti e per incoraggiare una nuova generazione di ciclisti, dobbiamo rendere le piste più sicure”.

Londra, una piazza itinerante per ringiovanire Cricklewood

img_03156_ed23_0Un progetto simpatico e innovativo che punta sulla presa di coscienza dei cittadini. Si tratta di una piazza itinerante, che ha lo scopo di risvegliare l’interesse comune sulla mancanza di spazi pubblici. Siamo a Londra, precisamente a Cricklewood, dove sarà attivata la piazza itinerante.

L’agenzia Spacemaker, in collaborazione con lo studio Kieren Jones, ha realizzato una struttura di dieci metri quadrati poggiata su cinque ruote e trasportata in bicicletta. Una sorta di bandiera che traccia strutture invisibili ma dalla forte connotazione; infatti, dove si fermerà la piazza itinerante, sarà luogo di eventi gratuiti con particolare attenzione per quelli di carattere culturale – concerti, cinema all’aperto, discussioni sul tema dell’urbanistica e dell’architettura.

Il progetto, finanziato dall’Outer London Fund, è nato con lo scopo di dar vita a una città più fruibile dove i suoi abitanti si riappropriano in modo intelligente degli spazi pubblici. In particolare, con l’idea di ringiovanire il centro di Cricklewood situato in una zona più periferica della city londinese. Continua a leggere

La start up londinese che insegna a programmare in un giorno

decodedUn altro case study di successo, la start up in questione nasce a Londra e la sua mission è chiara: superare il divide tra chi è in grado di programmare e chi non lo è. La riflessione è semplice: accade che le aziende perdano soldi perché non comprendono a fondo i prodotti o i servizi di cui stanno parlano. I programmatori non svolgono i ruoli di “comunicatori” e spesso il linguaggio parlato risulta incomprensibile per chi ha il compito di tradurre al grande pubblico

I fondatori di Decoded, Kathryn Parsons, fondatrice e Ceo e Steve Henry, decidono dunque di raccogliere la sfida; aprire una start up  in grado di insegnare a chiunque in un solo giorno il linguaggio di programmazione.

Decoded aiuta le persone e le organizzazioni nella comprensione dei codici di programmazione. Offre una formazione digitale specializzata e un’esperienza di apprendimento giornaliera. Un metodo di insegnamento messo a punto in un lungo arco di tempo e che vanta ormai migliaia di ore di esperienza. I formatori hanno bene presente che i loro clienti non devono solo capire i codici e imparare le basi della programmazione ma anche cercare di vedere il mondo in modo diverso, avere dunque una nuova prospettiva delle potenzialità del web e dello sviluppo. Continua a leggere

Tech City Uk, cuore dell’innovazione digitale a Londra

london-city-620x465Il momento per le start up a Londra è d’oro. Il cuore dell’innovazione si trova nella Tech City, ad est della città e conta circa 1.300 aziende nel campo delle nuove tecnologie ed internet.  Conosciuta anche come Silicon Roundabout, è ormai diventata  il principale hub per le agenzie di comunicazione e le società di tecnologia digitale.

Vengono organizzate periodicamente delle fiere ed eventi tra investitori e imprese, in cui si fanno conoscenze e dove le più famose start up ogni anno si “aggiudicano” giovani programmatori.

La città tecnologica ha lanciato il guanto di sfida alla più celebre Silicon Valley californiana e vuole essere una risposta in stile “British” alla vicina Berlino.

L’area si dirama dalla Old Street Roundabout – rinominata Silicon Roundabout proprio per il numero fenomenale di aziende tech presenti – fino alla City. Negli ultimi anni sono nate nella zona diverse realtà dedita al coworking, che agevolano startup e singoli professionisti dando loro un posto attrezzato dove operare, interagire con gli altri, per realizzare i propri progetti.  Continua a leggere

LeWeb London 2013: Sharing Economy per rilanciare l’impresa

An ornate clock with the words Time to Share on its faceSharing economy e consumo collaborativo hanno dominato la scena dell’edizione londinese di LeWeb, conferenza europea per l’innovazione e l’imprenditoria digitale che si è tenuta la scorsa settimana nella capitale inglese.  Lanciata a Parigi nel 2004, negli anni è cresciuta diventando il più importante appuntamento su scala continentale per le aziende e gli opinion leader del settore e attira – fra gli altri – centinaia di compagnie, startupper, blogger e giornalisti.

Tema centrale della due giorni (5 e 6 giugno) a Londra la new sharing economy, che, alimentata dalla potenza del web sociale e mobile, cambia le interazioni fra persone, frantuma vincoli e divisioni e aumenta la capacità collaborativa. Il consumo collaborativo offre i vantaggi della proprietà, con una significativa riduzione non solo dei costi ma anche dell’impatto ambientale da essi generato; si dimostra al contempo una valida alternativa alle forme tradizionali di acquisto.

Persone che hanno le stesse esigenze o interessi in comune, possono condividere beni poco tangibili come il tempo, lo spazio, le competenze. In genere questi scambi si realizzano a livello locale, come nel caso del coworking in cui le persone condividono gli spazi di lavoro creando nuove opportunità sul piano professionale.  Continua a leggere