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Ufficio alla giornata: i coworking e i caffè

Coworkingfor - articolo 0331L’affitto della sede a giornata è una tendenza in costante aumento, a riprova che la rivoluzione in tema di spazi di lavoro continua ed è giunto il  momento di ripensare completamente il nostro rapporto con il nostro ufficio.

Con l’emergere del consumo collaborativo e l’arrivo sul mercato del lavoro della generazione nativa digitale, il design dello spazio in cui si esercita la professione è cambiato. La struttura è stata sostituita con l’uso; si è abbandonato lo stile di vita sedentario, a favore della mobilità.

Oggi un computer e uno smartphone come strumenti di lavoro sono sufficienti; gli incontri faccia a faccia si fanno sempre più rari, a favore delle riunioni online. Più convenienti e meno dispendiose a livello di tempo.  Continua a leggere

Sette spunti per rendere le aree di lavoro più produttive e stimolanti

lavoro-disabili-firenze-cooperativa-matrix1. Ridurre al minimo le distrazioni:
Con i nostri computer portatili, tablet e telefoni portiamo il divertimento con noi ovunque andiamo. Tutti questi dispositivi sono già distrazioni più che sufficienti, che potenzialmente abbassano la produttività e soffocano la nostra creatività. Per questo motivo il posto di lavoro non deve essere uno stimolo ulteriore alla distrazione. Basta mantenere le cose semplici, come le pareti pulite. L’arte per esempio è bellissima, ma uno spazio di lavoro non è un museo, e le opere d’arte a volte sono fonte di distrazione.

2. livello del suono
Vi piace lavorare con la musica? Qual è il livello di rumore che funziona per la vostra cultura aziendale o per le persone che utilizzano il vostro ufficio? Se avete un gruppo di ingegneri che indossano le cuffie non è necessario fare nulla. Ma se ospitate un mix di persone allora c’è bisogno di capire come ridurre il rumore. Se state progettando il vostro spazio ex novo è importante costruire soffitti sfalsati, in modo da creare diversi livelli di rumore. Oppure riservare delle aree telefono per chi non può fare a meno di usare un tono alto di voce.

3. Questioni di mobili
Se si sceglie di offrire un piano di lavoro non tradizionale, per dare un certo tono all’ambiente, è importante ricordarsi che le persone devono lavorare e potersi muovere con agilità. Le sedie devono abbondare e i coworkers devono avere la possibilità di sedersi o stare in piedi anche per la loro salute e non solo per la loro produttività.

4. Cercare la luce
Niente batte la luce naturale, ma non sempre vi è il lusso di averne in abbondanza. Non lesinate sulla luce e fornite fonti di illuminazione; le lampade per esempio possono essere divertenti e funzionali, inoltre sono facili da muovere e poco costose. Per mantenere l’ambiente luminoso le pareti devono rimanere chiare, possibilmente bianche.

5. La vista
La vista è “l’opera d’arte” all’interno di un coworking. Il cortile è un valore aggiunto incredibile per i lavoratori. Se non è possibile fornire uno spazio verde, cercate di crearne uno con piante e elementi naturali.

6. Divertitevi
Le persone spesso vogliono giocare con le mani quando hanno bisogno di una pausa. Fornite distrazioni tattili; puzzle, luci, pannelli. Un modo per tenere il cervello in una direzione diversa e prendere una pausa dal vostro schermo.

7. Fresco e pulito
Serve alla salute ancor prima che al nostro business. L’ambiente deve essere ossigenato ed i lavoratori devono poter respirare un’aria “non viziata”. Non sottovalutate inoltre la pulizia dell’ambiente, necessaria almeno una volta a settimana.

Vorrei aprire un coworking…cosa faccio?

office_space_03L’idea di aprire uno spazio coworking nasce da una specifica esigenza di creare degli ambienti di lavoro condivisi da liberi professionisti che svolgono lavori diversi all’interno di un ambiente unico.

Oltre a venire incontro alle esigenze dei lavoratori “solitari”, il coworking, non è inteso più soltanto come uno “spazio” da condividere, ma come una vera e propria cooperativa in cui i diversi lavoratori collaborano tra loro, pur svolgendo lavori diversi. Si tratta, infatti, di piccole comunità di lavoratori che, spesso, organizzano anche eventi al di fuori degli spazi del coworking stesso. Continua a leggere

L’ufficio collocamento…al bar!

workcoffeeslide4ANon solo coworking ma anche co-job hunting, ovvero ricerca del lavoro condivisa. E’ quello che promette WorkCoffee, il primo bar a Milano che mette al centro proprio il lavoro. Appena inaugurato nella centralissima via Torino, Workcoffee infatti non è solo un caffè dove sedersi acolazione, è anche uno spazio che ha saputo interpretare il bisogno di fare rete dei nostri tempi, come spiega bene Luigi Ronda, coordinatore nazionale della catena WorkCoffee (che ha già aperto aBergamoPiacenza e Tolmezzo, in provincia di Udine), “Cercare occupazione è spesso un’esperienza solitaria e frustrante, in uffici grigi e poco accoglienti, con centinaia di curricula inviati senza ricevere risposta o freddi colloqui in qualche agenzia interinale”. Continua a leggere

Regione Lazio: bando “Innovazione sostantivo femminile”

wwwwwwwwFavorire la creazione e lo sviluppo di idee e progetti innovativi da parte dell’imprenditoria e dell’associazionismo femminile promuovendo la creatività e la valorizzazione del capitale umano “rosa”. È questo l’obiettivo del Bando “Innovazione Sostantivo Femminile”, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e finanziato con 1 milione di euro. L’avviso pubblico prevede l’assegnazione di contributi a fondo perduto per progetti realizzati da Pmi (anche in forma di impresa individuale, o società di capitali o cooperative) o associazioni “al femminile”, ossia guidate o controllate maggioritariamente da donne e localizzate nel territorio laziale. Sono finanziabili due tipologie di progetti innovativi (che dovranno avere una durata massima di sei mesi): quelli della categoria “Smart” e Social”, riservata alle imprese, e quelli della categoria “Societal Challenges”, riservata alle associazioni. Continua a leggere

Cobaby e coworking: mamme e figli in ufficio

10155779_307939179363375_5580585305901886536_n“Cambiare lavoro o cambiare il lavoro?” Se lo sono chieste le associazioni Laby e Fidapa-BPW Italy durante il convegno che hanno organizzato lo scorso 4 aprile nella rinnovata sala Piccola Fenice, restituita alla città dopo un accurato restauro del Circolo Fincantieri-Wärtsilä.

La ricerca di nuovi modelli di lavoro basati sul supporto delle nuove tecnologie e della rete sia online sia offline è stato il tema portante scelto per aprire un dibattito cittadino su quali possono essere le soluzioni migliori a livello locale per dare nuova energia professionale soprattutto alle donne, che con la crisi risultano essere particolarmente svantaggiate sul posto di lavoro così come nella vita familiare, dal momento che è soprattutto su di loro che pesa gran parte del welfare. Questa è stata la premessa di Sabina Della Putta, Presidente dell’associazione FIDAPA-BPW Italy e di Silvia Mazzolin, Vicepresidente dell’associazione Laby, che hanno voluto offrire ai partecipanti l’occasione per iniziare a parlare di supporto al cambiamento del lavoro delle donne. Continua a leggere

Babel Cafè, un nuovo progetto di integrazione e innovazione culturale

ge09069_sCoworking, si sa, è sinonimo di aggregazione. A volte, però, i progetti dei centri che se ne occupano vanno ben oltre. Si chiama Babel Cafè ed è la proposta di lab121 alla Fondazione Edison Start. La volontà è quella di creare uno spazio multifunzionale, composto da un coworking, un caffè letterario gestito da soggetti svantaggiati, una biblioteca con libri scritti nelle lingue più diffuse sul territorio (romeno, spagnolo e albanese) e la redazione di un blog (ospitato da AlessandriaNews, il portale di news più letto sul territorio) gestito da ragazzi immigrati di prima o seconda generazione ai quali verrà chiesto di raccontare, in italiano, quello che significa vivere in città. Continua a leggere

CoworkingProgress, il primo saggio italiano dedicato al “bosco” del coworking

coworkingprogress“Il coworking è come un bosco, una foresta in cui moltissime specie diverse fra loro prosperano, coesistono e si adattano in modo spontaneo, in un ecosistema favorevole alla vita e ognuna rimane indipendente ma rafforzata dal sistema di relazioni da cui è circondata”. È questa la definizione che Riccardo Valentino, curatore di CoworkingProgress – Il futuro è arrivato, offre in merito a questa nuova pratica di lavoro, che sta prendendo sempre più piede (anche) in Italia. Nel primo saggio dedicato al coworking, edito da Nomos Edizione e nelle librerie a partire dal 10 novembre, l’autore offre uno spaccato a livello nazionale e internazionale del fenomeno, ricca di esempi concreti e di spunti correlati da ben 43 esperienze diverse già in atto.

Non mancano al suo interno esempi di interventi e collaborazioni con Pubbliche Amministrazioni, Comuni, Camere di Commercio, Associazioni Imprenditoriali e Organizzazioni Sindacali, che hanno saputo cogliere l’enorme potenziale racchiuso in questa nuova pratica. Di particolare valore anche l’esposizione dei contenuti, in omaggio al principio di scambio e confronto che il curatore e i coautori (gli innovatori visionari, ndr) hanno voluto perseguire; da qui il racconto di esperienze e punti di vista, sotto forma di dialoghi teatrali.

Riccardo Valentino, esperto di gestione e sviluppo organizzativo nella Pubblica Amministrazione, è egli stesso un coworker: il volume, infatti, è nato in un coworking della rete Cowo (quello di Sovico/Monza), la rete fondata da Massimo Carraro e Laura Coppola che, dal 2008 a oggi, è cresciuta tanto da superare i 50 spazi in tutta Italia. È stato lo stesso Carraro a curare l’introduzione al volume, a ulteriore conferma del sostegno entusiasta che ha mostrato verso l’impresa editoriale. Continua a leggere

Espresso coworking – Non conferenza su Coworking e lavoro

db8e919b250cd88ce88a4f45fcfe622bSi terrà a Roma il 6,7,8 dicembre la seconda edizione della non Conferenza su Coworking e lavoro. Format collaudato l’anno scorso ad Alessandria da lab121. Espresso Coworking  riprenderà e amplierà le tematiche affrontate in precedenza  con la collaborazione di SPQwoRk, Combo Project e altri centri di coworking italiani.

La scelta della capitale come città ospitante, oltre che facilitare logisticamente la partecipazione, è motivata dal voler idealmente mettere al centro dell’attenzione il crescente fenomeno del coworking e delle modalità lavorative a esso connesse.

Di coworking si parla in modo diffuso da oltre 10 anni, e dalle indagini di Deskmag il numero di spazi risulta essere in espansione geometrica. Pur con sue caratteristiche peculiari, accade lo stesso anche sul territorio nazionale e le iniziative riconducibili al coworking sono già oggi varie. Tag, cowo, Toolbox, lab121, The Hub, Piano C, SPQwork, Multiverso, solo per citare alcuni esempi, stanno sperimentando modelli tra loro diversi, cercando lo scambio reciproco di esperienze e creando momenti di confronto dedicati.

L’appuntamento di dicembre sarà focalizzato su temi di attualità per le community di coworking e i freelance: migliori pratiche, impatto sociale sulle comunità locali, rapporto con le Pubbliche Amministrazioni.

La Pubblica Amministrazione ed i corpi intermedi quali associazioni di categoria, università, consorzi stanno infatti cominciando a muoversi con progetti promossi sotto la bandiera del coworking. Parallelamente, nel corso della prima metà di quest’anno hanno cominciato a prendere avvio alcune esperienze pilota di bandi concepiti proprio per far nascere nuove iniziative sui territori o per sostenere quelle esistenti. Ci riferiamo al sistema di voucher promosso dal Comune di Milano, al tavolo per il coworking della Regione Toscana, al bando dei comuni di Vegli e Foligno, al bando della Provincia di Lucca, all’annunciato progetto Millepiani. Continua a leggere

Piccole imprese: motore dell’Italia, risorsa per l’occupazione

disoccupazioneIn cinque anni di crisi in Italia sono andati persi quasi un milione di posti di lavoro. Secondo quanto emerge dai dati Istat, il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 41,9% e ha toccato il 51,9% nel Mezzogiorno, arrivando al 52,8% per le giovani donne del Sud.

A ricordare ancora una volta che le risorse del Belpaese – artigianato, cultura, turismo – sono ancora trascurate, arriva la Cgia di Mestre secondo cui il 64% dei nuovi posti di lavoro é stato creato dalle piccole imprese. Dal 2001 infatti sono più di 457mila gli assunti in aziende con meno di 50 addetti, più del doppio dei posti di lavoro creati dalla grandi imprese.

In questa fascia risulta più dinamico il centro-sud: in pole position il Lazio (+17,4%), tallonato da Calabria e Sicilia (+14%), seguite a loro volta dal Trentino, Campania, Puglia, Valle d’Aosta. Agli ultimi posti le regioni del Centro Italia, tradizionalmente ricche di piccole imprese, quali Toscana e Emilia-Romagna che registrano -1,1% e -1,2%.

Dati incredibili che dovrebbero far riflettere il governo sulle misure urgenti da adottare per far ripartire l’occupazione e, di conseguenza, l’economia del nostro Paese. Per uscire dalla crisi abbiamo bisogno di aiutare il mondo delle imprese e di pensare alle esigenze delle piccole, micro realtà produttive che richiedono una particolare attenzione, visto che producono più posti di lavoro delle grandi aziende.  Continua a leggere