Archivio tag: innovazione sociale

Il valore sociale del posto di lavoro

d4c2f646dd8d0b58a87e6e5470f8be46L’obiettivo di promuovere una forza lavoro sana e felice passa inevitabilmente attraverso la qualità dell’ambiente in cui si opera. Il luogo può determinare le prestazioni fisiologiche e psicologiche delle persone, per cui è necessario progettare in modo adeguato i coworking e gli ambienti condivisi per incoraggiare l’interazione sociale e la collaborazione, fornire servizi di qualità, fare eventi; ma, anche e soprattutto, gestire il binomio casa lavoro migliorando così la qualità della vita.

Queste sono caratteristiche molto diverse dai parametri convenzionali utilizzati per misurare la qualità lavorativa. Pongono l’attenzione sulle persone, sulla comprensione della natura sociale e dinamica del lavoro e non solo; puntano i riflettori sull’ambiente che li ospita e sul valore di quest’ultimo non solo in termini economici.

Per ottenere il giusto equilibrio e fornire valore all’interno di un coworking, abbiamo bisogno di guardare i luoghi già esistenti, dove le persone scelgono di andare a lavorare e socializzare, per imparare come si può cambiare il posto di lavoro.

Partiamo dall’inizio. Caffè e lavoro sono sempre andati d’accordo, erano gli spazi di coworking originali. Agli inizi del XVIII secolo i caffè erano i luoghi di nascita di imprese come le assicurazioni Lloyds a Londra. Dopotutto il valore sociale del caffè non è mai stato messo in discussione, è il modo migliore per entrare in contatto. Oggi, a distanza di quattro secoli, i confini tra il luogo dove le persone si godono il loro cappuccino mattutino e il lavoro stanno svanendo velocemente e ridefinendo sia gli uffici, che la nostra esperienza di vita/lavoro.

I coworking di successo curano esperienze autentiche; onnipresente wi-fi, immancabile caffè, cibo e servizi utili, insieme a eventi di networking. Nel 2011 vi erano solo 1.000 spazi di coworking in tutto il mondo, con una presenza dominante in Europa e negli Stati Uniti. Quattro anni dopo, nel 2015, ci sono quasi 7.800 spazi di coworking. Le previsioni indicano che la crescita è inarrestabile: entro il 2018 ci saranno 37.000 spazi di coworking sparsi in tutti i continenti e ci saranno oltre 2,5 milioni di professionisti che decideranno di appartenere ad uno spazio di coworking.

Sono finiti i giorni in cui coworking era un concetto sconosciuto, ora stiamo sentendo il termine più comunemente usato nel linguaggio di tutti i giorni. L’espansione delle reti come Talent Garden, ha fatto i titoli dei giornali per il loro valore di mercato ed ha messo il termine coworking sotto i riflettori dei media. Continua a leggere

Imprenditoria ed innovazione sociale. Nuovo bando Fabriq.

IMG_20140429_180757-kWZF--592x444@CorriereinnovazioneIl Comune di Milano lancia il nuovo bando FabriQ per il sostegno allo sviluppo di progetti imprenditoriali nel campo dell’innovazione sociale. Il bando, gestito da Impact Hub Milano e Fondazione Brodolini, prevede la selezione di 7 progetti di impresa che riceveranno un contributo fino a  € 20.000 e saranno inseriti all’interno di uno speciale programma di accelerazione della durata di 9 mesi.
Questa edizione è dedicata a 3 tematiche centrali per le attività del Comune di Milano:
smart city;
servizi per una “città accessibile”
sharing economy

Ogni impresa avrà a disposizione un proprio spazio a FabriQ e potrà contare su un tutor che la supporterà nelle scelte gestionali e strategiche. Sarà inoltre supportata con promozione e comunicazione nei differenti mercati e canali di riferimento.

Al bando possono partecipare tutte le imprese costituite da meno di 24 mesi e quelle che si impegnano a costituirsi entro 3 mesi dall’assegnazione del contributo. La call for ideas è aperta fino al 16 marzo 2015.

I progetti di impresa saranno valutati in base a: la capacità di produrre impatto sociale, le ricadute per l’area metropolitana milanese, la fattibilità e sostenibilità del progetto e al suo grado di innovazione. Entro 45 giorni dalla data di chiusura del bando, la giuria definirà i vincitori e ne stilerà la graduatoria.

Informazioni più dettagliete sul sito dell’incubatore Fabriq

Culturability, spazi di innovazione sociale

imagesCulturability è una piattaforma aperta a progetti d’innovazione culturale e sociale che promuovono benessere e sviluppo sostenibile. Per aiutare queste iniziative a diventare realtà, la Fondazione Unipolis lancia il bando culturability – spazi d’innovazione sociale.

La dotazione complessiva del bando è di 360 mila euro. Al termine del percorso, verranno selezionati 6 progetti fra quelli arrivati, ognuno riceverà 40 mila euro come contributo economico e 20 mila euro in attività di formazione e incubazione.

Destinatari

La call è aperta a progetti che coniughino cultura e creatività, innovazione e coesione sociale, capacità di promuovere reti e occupazione giovanile. Proposte innovative che abbiano l’obiettivo di riqualificare spazi urbani abbandonati o degradati, creando occasioni di rigenerazione urbana e di sviluppo a vocazione culturale. Progettualità che prevedano azioni e interventi in campo culturale o creativo che, sviluppando nuovi modelli di welfare, promuovano e generino valore sociale.

Possono partecipare: organizzazioni non profit con un organo amministrativo o direttivo composto prevalentemente da under 35, reti di organizzazioni che presentino un progetto in partnership (anche con realtà che hanno sede all’estero e soggetti imprenditoriali), cooperative e imprese sociali, team di giovani under 35 pronti a costituire un soggetto associativo se selezionati. Continua a leggere

Visioni e opportunità di innovazione sociale

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Domani, 6 maggio 2014, dalle 16.30 presso lo spazio Everest di Vimodrone (MI), si terrà il 5° appuntamento di “Milano Social Innovation City 2105″.

TRANSITION – Transnational Network for Social Innovation Incubation è un progetto di 30 mesi che ha l’obiettivo di promuovere e sostenere lo scaling-up delle esperienze di innovazione sociale in tutta Europa.

Finanziato all’interno del settimo programma quadro dell’Unione Europea, TRANSITION coinvolge i principali pionieri europei nei settori dell’innovazione sociale e dell’ incubazione: EBN European Business and Innovation Centre Network (Belgio), The Young Foundation andNESTA (UK), Polimi DESIS Lab e Make a Cube³  (Italy), WESTBIC (Ireland), PRICE (France) and New Factory (Finland). Continua a leggere

Piano C festeggia il primo compleanno all’insegna della sostenibilità sociale

20121211_PianoC_7191Lo spazio Milanese Piano C, vincitore nel 2012 del primo premio come miglior “Progetto di Innovazione Sociale” della Banca Europea per gli Investimenti, festeggia martedì 10 dicembre il suo primo anno di vita. L’invito è aperto a tutti: membri della community, appassionati di coworking o semplici curiosi. 

Dalle ore 9 al via l’open day, durante il quale sarà possibile provare gratuitamente il coworking e/o il cobaby fino alle 18, mentre al pomeriggio sarà lanciato uno Swap Party dedicato all’abbigliamento per l’infanzia. Alle 19, l’evento clou della giornata è l’incontro: Le identità femminili nella cucina, nel food blogging e nella imprenditoria. Le ospiti: Anna Prandoni, giovane neo direttore de La Cucina Italiana; Lisa Casali (in arte Lisca), eco food blogger; Riccarda Zezza, fondatrice e CEO di Piano C. Modera Francesca Panzarin, fondatrice di Piano C e di Womenomics. E poi, aperitivo e torta per tutte. Per chi volesse venire con i bimbi, durante l’evento sarà disponibile gratuitamente il servizio cobaby, previa prenotazione a info@mammaechefatica.it.

La partecipazione all’open day e/o allo swap party è gratuita, ma necessita di prenotazione scrivendo a simona.vella@pianoc.it. Anche l’iscrizione all’incontro serale è gratuita ma obbligatoria: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-buon-compleanno-piano-c-7171330643.

La promozione della sostenibilità e dell’innovazione in campo sociale continua nel mese di dicembre al Piano C, con un altro importante appuntamento: MaaM – Maternity as a Master. Un percorso formativo destinato a cambiare il paradigma della maternità sul lavoro, trasformando un momento che oggi sembra essere costoso e difficile da gestire in un’esperienza unica di sviluppo della leadership. La maternità è infatti un momento di crescita intellettiva, di aumento delle competenze e di esplosione delle energie. In Italia è ancora troppo spesso vissuta dalle aziende (e dalle persone) come un “periodo di crisi”. Per questo Piano C, insieme al partner Inspire, presenta un percorso formativo che trasforma le competenze genitoriali in competenze di leadership. Continua a leggere

Terza età e innovazione: dalla Svizzera arriva “Affitta il pensionato”

mal_microsite_main5Lo ha ricordato al pubblico l’attore e regista Gianni Di Gregorio, nel film “Pranzo di ferragosto” (2008): l’allegria che caratterizza le ferie d’agosto spessissimo non è corrisposta dagli anziani, che rimasti soli in città si sentono abbandonati e annoiati. Così un pensionato svizzero di 68 anni, dispiaciuto nel vedere i suoi amici trascorrere le giornate al bar, ha deciso di dare una svolta alla sua vita e a quella dei suoi coetanei. E non solo per le ferie d’agosto.

L’uomo è Peter Hildebrand e la sua start up si chiama Rent a Rentner, un gioco di parole ironico che letteralmente significa “affitta un pensionato”. Un’idea semplice, come l’ingrediente che sta alla base del successo: i pensionati possono registrarsi al sito e indicare l’attività che sono interessati a svolgere. È dunque possibile noleggiare un pensionato per dogsitting, come baby-sitter, giardiniere o per montare un armadio e così via.  La regola è che ogni anziano ingaggiato sia retribuito con 25 franchi all’ora per evitare sfruttamento e concorrenze sleali. Continua a leggere

Roma: Millepiani Coworking, un “Bene Comune” fonte di innovazione sociale

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Enrico Parisio, presidente di “Millepiani”, racconta in questa intervista al blog di Coworkingfor la nascita del progetto, il valore aggiunto in tema di condivisione di spazi e di innovazione “di seconda generazione”, oltre alle prospettive future. L’idea si inserisce in una realtà particolare come quella della capitale, che guarda alle 125.000 partite Iva “iscritte alla gestione separata INPS sul territorio romano”, alle quali aggiungere “micro e piccole imprese”: un esercito di 160/180.000 soggetti “completamente scoperti in tema di diritti, di tutele e di welfare”.
Per il futuro, il proposito – col sostegno della Regione Lazio – è di aprire 200 spazi di coworking favorendo l’aggregazione di diverse realtà professionali, per costituire filiere produttive coerenti e qualificate. E a chi gli chiede di descrivere lo spazio, lo racconta usando queste parole: non “una sommatoria di ‘individualità irrelate’, ma una comunità articolata”.
Enrico Parisio è art director e amministratore di Sectio, studio fondato nel 1990 e affermato nell’ideazione e realizzazione di progetti di comunicazione complessi, incentrati in particolare nello sviluppo di marchi.

Ecco, di seguito, l’intervista del presidente di Millepiani a Coworkingfor: 

Come è nato il progetto Millepiani?
Il progetto “Millepiani”, con nucleo originario nel quartiere popolare della Garbatella a Roma, nasce principalmente da un’aggregazione di una filiera di professionisti e di micro-imprese operanti nel campo del design della comunicazione, nel design di prodotto, nell’architettura, nell’informatica, nella produzione multimediale e video. Essi hanno fondato l’associazione di promozione sociale “Millepiani” per gestire le attività comuni dello spazio. Hanno sostenuto l’iniziativa l’Aiap (Associazione design della comunicazione visiva), enti locali (assessorato al Lavoro e formazione della Provincia di Roma, l’ex XI Municipio di Roma Capitale), la cittadinanza attiva dei lavoratori della conoscenza, le reti che si occupano di autogoverno e produzione culturale dal basso attive nella Capitale.
Il gruppo di professionisti e di micro-imprese che ha contribuito alla nascita di questa esperienza ha inteso fornire una sorta di modello, sia a livello pratico sia teorico, per la creazione di una rete di spazi di “coworking di seconda generazione” nel territorio regionale del Lazio.
“Millepiani”, in sostanza, è uno spazio di coworking né pubblico e né privato. Possiede caratteristiche per certi versi riconducibili a uno spazio privato, per certi versi a uno spazio pubblico. Di fatto “Millepiani” è un Bene Comune. Continua a leggere

The Hub Milano: “rete” ad alta innovazione sociale, per rilanciare il no-profit

hub-networkDal calo dei finanziamenti, alla dispersione di energie e risorse in un settore tuttora frammentato; dai percorsi di sostenibilità, alla fattiva collaborazione fra quanti si occupano di innovazione sociale e gli enti legati al mondo del no-profit, un mare magnum che dipende in larga misura dalle erogazioni del pubblico. Sono molti gli spunti di conversazione emersi nel confronto con Alberto Masetti-Zannini, imprenditore sociale dedito all’innovazione e alla sostenibilità, studi di storia alle spalle e sguardo proiettato al futuro.  Fra i suoi obiettivi quello di dar vita a “percorsi di sostenibilità all’interno del no-profit”, che permettano di affrancarsi da “egoismi personali” ed erogazioni pubbliche “sempre più marginali” in tempi di crisi. Con l’Italia vetrina e laboratorio privilegiato per questo esperimento di riforma del settore.

Laurea in Storia Contemporanea all’università di Bologna e Master in Politiche Globali alla London School of Economies, il 37enne “social innovator” ha toccato con mano problemi e difficoltà che caratterizzano il mondo della cooperazione internazionale, collaborando con varie Ong. Ed è proprio da questa esperienza e dal modello di sostenibilità adottato, che ha sviluppato un profondo interesse per l’imprenditoria sociale. Un percorso che lo ha portato a fondare The Hub Milano, una delle realtà più interessanti nel variegato mondo del coworking internazionale; un settore che registra anche in Italia un vero e proprio boom tanto nella domanda, quanto nell’offerta.

Il network The Hub è formato da oltre 25 spazi fisici in tutto il mondo, in grado di ospitare più di 4mila imprese e innovatori dediti al sociale, che operano all’insegna della condivisione di spazi e conoscenze. Il primo centro è nato a Londra, nel 2005, ma ben presto si è esteso sino a diventare un “movimento globale” che tocca San Francisco (Usa), Johannesburg (Sud Africa), Melbourne (Australia) e San Paolo del Brasile. Il polo milanese nasce nel 2009, in un periodo caratterizzato già dai primi segni della futura (e profonda) crisi economica. Ma è solo il primo “nodo” di una rete che vanta oggi sei centri in tutta Italia – Milano, Roma, Firenze, Bari, Rovereto e Siracusa – indipendenti fra loro ma accomunati dalla medesima filosofia di base.  Continua a leggere

Bruxelles premia l’innovazione sociale, tre progetti contro la crisi

In un periodo di crisi economica, anche le istituzioni europee guardano con attenzione all’innovazione sociale per incentivare nuovi modelli occupazionali. La scorsa settimana il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha assegnato tre premi a tre idee diverse, dalla visione pionieristiche che battono nuove vie per rafforzare il mercato del lavoro a livello continentale. Per abbattere il problema occupazionale, questi tre progetti intendono promuovere la condivisione dell’impiego fra dipendenti giovani e senior, ampliare il raggio d’azione e la qualità dei servizi di assistenza sociale e sanitaria su piccola scala (mediante un’applicazione telematica) e a migliorare l’accesso al mercato del lavoro per persone economicamente svantaggiate, aumentando la visibilità delle singole competenze. the-recently-renovated

Partito il 1 ottobre 2012 col proposito di rilanciare l’innovazione sociale in Europa, il progetto Ue in memoria di Diogo Vasconcelos ha raccolto oltre 600 proposte, tre delle quali premiate – dopo un’attenta selezione – con 20mila euro.

In riferimento all’iniziativa, il presidente della Commissione europea Barroso ha dichiarato che “le idee premiate”dimostrano che l’innovazione sociale può essere “determinante nella creazione di nuove opportunità di lavoro”. E ha aggiunto che “idee nate a livello locale” possono diffondersi sui mercati e favorire “un’economia sociale” più “dinamica, inclusiva e sostenibile”. Continua a leggere