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A Milano arriva CoHub, il punto di riferimento sulla sharing economy.

39eae2d47e2e2e5fb7a09da513091e3fCari lettori,
la settimana collaborativa è stato un momento intenso, ricco di spunti. Abbiamo parlato delle nuove tendenze, della situazione attuale e di prospettive per il futuro. Come aggregatore delle realtà di lavoro condiviso, nei prossimi articoli vi racconteremo che cosa è stato detto sul coworking e pubblicheremo gli studi di settore più recenti, allargando la prospettiva ad un panorama più ampio, quello della sharing economy.

La prima novità che desideriamo comunicarvi, presentata durante la Collaborative week, è l’apertura di CoHub a Milano, uno spazio punto di riferimento per i cittadini e gli operatori interessati all’economia condivisa.  CoHub, situato in Vicolo Calusca 10, è uno spazio messo a disposizione dal Comune per  due anni. Un progetto ideato grazie alla collaborazione tra l’Assessorato alle Politiche del Lavoro e Sviluppo Economico e l’Ats composta da coworkingfor, Collaboriamo, Fidia, Biblioshare e Welcome pack .

Siamo la prima città italiana – ha dichiarato l’Assessore alle politiche per il Lavoro, Sviluppo economico, Università e Ricerca Cristina Tajani durante Milano Sharing city– ad aver intrapreso un percorso strutturato di promozione e valorizzazione della sharing economy e più in generale di tutte le pratiche collaborative che hanno l’obiettivo di costruire nuove forme di comunità e nuovi processi economici. Oggi mettiamo a disposizione della città un luogo fisico che sarà punto di riferimento per tutti i soggetti interessati a condividere, sviluppare e promuovere idee, progetti e professionalità legate al mondo della sharing economy.

CoHub ha lo scopo di accelerare i processi di diffusione e implementazione pratica delle logiche di sharing economy, di contaminare, favorendo l’incontro e lo scambio di idee ed esperienze fra soggetti già attivi nel panorama dell’economia condivisa. Di ricercare e progettare, per sviluppare e diffondere buone pratiche nel tessuto socio-economico, includendo in modo diretto persone e organizzazioni all’interno di percorsi di progettazione partecipata, di diffondere i principi dell’economia condivisa, per ampliare la rete di soggetti interessati a sperimentare nuovi servizi e opportunità. 

Non mancherà un ricco calendario di eventi e appuntamenti aperti a tutti e open day rivolti alle scuole, allo scopo di incentivare un modello di pensiero condiviso oltre a promuovere, attraverso concorsi e workshop, una nuova idea di imprenditoria partecipata.

Stay tuned.

 

I nuovi intermediari della Sharing Economy

dfdba1303e4970702ad8a3277f8375c7L’economia della condivisione è generalmente pensata come un modo per guadagnare affittando un bene che già si possiede, come la propria casa o auto. Ma oggi la sharing economy sta diventando professionalizzata, per alcuni non è più una fonte secondaria di reddito, ma un lavoro primario. In virtu di questo cambiamento alcuni imprenditori si sono posti come intermediari – un concetto, una volta inimmaginabile nell’economia condivisione, ma oggi sempre più necessario.
Per capire meglio cosa sta succedendo proponiamo tre tipologie di intermediari:

1. Il condivisore: ottimizza il risparmio e l’utilizzo
Nelle grandi città, dove c’è molta domanda, i condivisori scelgono di acquistare beni al fine di affittarli ai fruitori della sharing economy. Prendiamo in considerazione Breeze. Per una quota di adesione e una tassa settimanale, è possibile affittare un’auto, che sarà a sua volta usata per alimentare la propria attività di condivisione economica. Come un driver per Lyft , un acquirente per Instacart, o un detergente per Homejoy (o tutti e tre). E, a differenza di un contratto di locazione tradizionale, è possibile annullare la sottoscrizione con un preavviso di appena due settimane. Continua a leggere