Archivio tag: economia collaborativa

Milano nasce Cohub, la casa della collaborazione

10303752_946060385492309_6022122942661471742_nOggi 21 marzo 2016 prende vita a Milano, in Vicolo Calusca 10, il Cohub – La Casa della Collaborazione di Milano.

Un luogo dedicato all’economia collaborativa, pensato per accelerare e diffondere i valori e le pratiche che la contraddistinguono.

Sarà un servizio dedicato ad aziende, cittadini, amministratori e associazioni che desiderano approfondire i temi della sharing economy e sviluppare progettualità ad essa collegate.

Per l’occasione, oltre ai membri che compongono l’ATS di Cohub, interverrà anche l’Assessore Cristina Tajani.

Nel mese di Luglio 2015, l’assessorato alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca, ha aperto un bando dedicato ai membri della rete della Sharing Economy Milanese. Il bando era finalizzato alla realizzazione di un progetto per dare vita alla Casa della Collaborazione di Milano, un punto di riferimento per tutte le esperienze legate al mondo dell’economia collaborativa sul territorio Milanese e Metropolitano. Per questo il Comune di Milano ha messo a disposizione a titolo gratuito uno spazio fisico sito in Vicolo Calusca 10 (zona Darsena Navigli/ MM Porta Genova)

Fidia SRL, Collaboriamo e Welcome Pack, hanno raccolto la sfida di proporre una progettualità di due anni per la gestione della Casa della Collaborazione.

Dalla collaborazione con vari partner e con il Comune di Milano, è nato quindi Cohub Milano.

Nei prossimi due anni saranno proposte una serie di iniziative dedicate al tema della Sharing Economy, con: percorsi di formazione, incontri pubblici, dibattiti e progettazioni dedicati ad aziende, associazioni, start-up, singoli cittadini e tutti coloro che vogliono conoscere e implementare buone pratiche di economia della collaborazione.  Continua a leggere

Perché (non) abbiamo fiducia

8-passi-per-avere-maggiore-fiduciaLa fiducia è la nuova moneta di scambio del XXI secolo. L’aumento del consumo collaborativo ha rimesso la diffidenza al centro delle preoccupazioni. La fiducia è infatti il pilastro sul quale si basa l’economia collaborativa. Condividere con gli altri beni o servizi significa avere una certa fede nel prossimo. Attenzione perché ci troviamo di fronte ad aspetto molto importante e delicato. La vendita non dipende solo dal prodotto ma dal rapporto umano che si crea tra le parti.

Le piattaforme collaborative hanno certamente il compito di facilitare questa relazione mettendo gli utenti nelle condizioni migliori per potersi fidare dell’offerente e/o del richiedente. Si tratta di un lavoro molto importante quello di creare condizioni favorevoli per lo sviluppo di un rapporto di fiducia. Ciò implica anche di rinunciare a ipotetici offerenti; scegliere per esempio di non pubblicare annunci che soddisfino i requisiti di qualità e fiducia significa offrire ai propri utenti un servizio di qualità.

Tuttavia  ciò che facilità maggiormente lo scambio di fiducia non è solo un servizio professionale mediato da una piattaforma collaborativa, ciò che vale più di tutto è la conoscenza. Per conoscenza intendiamo la consapevolezza del fenomeno di cui facciamo parte e abbiamo scelto di utilizzare. Molto spesso l’inutilizzo, il risparmio economico, l’idea della novità ci portano ad sfruttare o a provare dei servizi collaborativi senza conoscerli. In questi casi i risultati sono spesso deludenti.

Guardiamo per esempio al lavoratore al quale avanza spazio nel proprio ufficio e decide di affittare la scrivania. Il problema essenziale di questa offerta, non è tanto l’improvvisazione di aprire il proprio luogo di lavoro ad altre collaborazioni. Quanto la scarsa conoscenza del fenomeno coworking da parte dell’offerente, che proprio perché privo di informazioni non sarà in grado di gestire il rapporto di fiducia con il futuro coworker che questa tipologia di lavoro richiede. Non si tratta della grandezza dello spazio, o dell’allestimento dedicato, poco importa se l’Host offre una o 100 postazioni, quello che conta è la gestione che a sua volta implica imprescindibilmente un rapporto umano, ma se non se ne è consapevoli è impossibile poterlo gestire adeguatamente.  Naturalmente ciò vale anche per i coworker, chi affitta una scrivania, senza valutare le potenzialità che risiedono nel rapporto di fiducia con gli altri e senza conoscere lo strumento coworking avrà sicuramente un senso di disagio e sarà poco propenso a portare avanti questo servizio.

Sharitaly, la rivoluzione dell’economia collaborativa

sharitalyGiunto alla sua terza edizione Sharitaly è oggi l’evento nazionale più rilevante sull’economia collaborativa. Organizzato da Collaboriamo.org – piattaforma di informazione e consulenza sulla sharing economy – e da Trailab – laboratorio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore-, si terrà a Milano, nello spazio Ex Ansaldo di via Tortona 54, il 9 e il 10 novembre prossimi

“Non solo App. L’economia collaborativa in azienda, nelle amministrazioni e nel terzo settore”, è il titolo scelto quest’anno, per parlare di come i processi collaborativi possono aiutare aziende, amministrazioni e terzo settore a rispondere a nuovi bisogni.

Un’iniziativa che nasce soltanto due anni fa, grazie al lavoro congiunto di Collaboriamo e Università Cattolica  del Sacro Cuore di Milano che nel 2013, insieme anche a Fondazione Eni Enrico Mattei, decidono di creare uno spazio di confronto sull’economia collaborativa e anche un momento di conoscenza reciproca per tutti gli attori che, a vario titolo, si occupavano già da allora di sharing economy.  Continua a leggere

A Valenza la Coworking Spain Conference 2015

Port America's CupValenza si sta preparando per il più grande evento nazionale sul coworking. La quarta edizione della Coworking Spain Conference si terrà infatti il 23 e 24 aprile negli spazi Las Naves.

Per due giorni gli esperti più influenti sul coworking e l’economia collaborativa presenteranno le ultime tendenze sul nuovo lavoro e i modelli economici e sociali a livello nazionale e internazionale, davanti ad un ampia platea.

La città condivisa sarà il tema principale. Con questo topic il convegno propone nuove forme di organizzazione basate sulla collaborazione all’interno delle città. Nelle città condivise, infatti, i residenti collaborano per condividere spazi, servizi, beni e infrastrutture. L’obiettivo è quello di rendere la loro città sostenibile a fronte di condizioni sfavorevoli che i centri urbani si trovano ad affrontare come l’inflazione, la disoccupazione e l’inquinamento. Si nutrono di intelligenza collettiva, in modo che i suoi abitanti possano organizzare e condividere la conoscenza attraverso le piattaforme digitali e gli incontri. Il movimento coworking è diventato una delle attività più importanti dell’economia collaborativa ed il motore delle città condivise.

In questa quarta edizione sarà presentato un nuovo formato, più partecipativo e diversificato a seconda dell’esperienza dei partecipanti. La sua struttura è divisa in lezioni frontali, gruppi di discussione guidati da esperti, workshop, barcamp (proposto dai dibattiti del pubblico) e presentazioni di progetti di collaborazione innovativi.

Non mancherà la paella, una festa e il tour della città di Valencia, organizzato dalla piattaforma Copass per conoscere gli spazi collaborativi più interessanti che la città offre.

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Hoffice trasforma l’appartamento in un coworking gratuito e produttivo

3041322-slide-s-1-hoffice-turns-your-apartment-hoffice-stockholm-credit-amrit-forssStanco di non vedere un’altra faccia tutto il giorno quando lavori a casa? Invita società o freelance.

La panacea di tutti i mali, il lavoro da casa, o telelavoro che dir si voglia potrebbe trasformarsi in una rivoluzione sociale e culturale. Sì, perché il coworking non è solo un loft arredato con materiali di riciclo al cui interno prolificano start up super innovative che cambieranno il pianeta, il coworking è uno strumento versatile, un concetto adattabile a varie situazioni. Per questo motivo anche lavorare sulla poltrona di casa o sul tavolo di cucina potrebbe assumere nuovi significati, se l’ambiente viene trasformato in un coworking momentaneo ed estemporaneo.

Hoffice è un nuovo progetto svedese che mira ad aiutare i liberi professionisti, trasformando appartamenti e case in spazi di coworking temporanei. Accade a Stoccolma: al mattino un po’ di persone potrebbero presentarsi a casa di qualcuno altro, sedersi sul divano o al tavolo della cucina e prendere le telefonate dalla camera da letto. Riempiendo lo spazio operativo con gente al lavoro e attraverso la creazione di una struttura non convenzionale, tutti sembrano trovare più facile mettere a fuoco i propri obiettivi quotidiani.

Il concetto non è nuovo ma risale a quasi un decennio fa,  quando Amit Gupta ha cominciato invitando colleghi freelance nel suo piccolo appartamento di Manhattan dopo che si rese conto che mancava il brainstorming e il cameratismo di un ufficio. L’idea, da lui soprannominata Jelly, si diffuse in oltre 100 città statunitensi.

La versione svedese, Hoffice, adotta un approccio diverso e più strutturato. Il gruppo lavora in turni di 45 minuti; la regola si basata sulla ricerca che le persone non possono concentrarsi per più di 40 minuti alla volta. Quando finisce il turno, una sveglia suona, e il gruppo prende una breve pausa per  esercitarsi o meditare. Prima di iniziare di nuovo, ognuno spiega cosa spera di ottenere, in modo che la pressione sociale lo aiuti a realizzare realmente qualcosa. Continua a leggere

A Milano laboratori di Sharing Economy

Drill-Collaborative-ConsumptionLunedì 15 dicembre, alle 18.30, presso l’Informagiovani del Comune di Milano – via Dogana 2 - primo appuntamento di una serie di incontri che hanno l’obiettivo di spiegare ai giovani  le opportunità della sharing economy intesa come nuovo modello economico ma anche culturale.

L’economia collaborativa promuove un nuovo modello di sviluppo economico che si basa sul riuso e sulla condivisione delle risorse. Questo nuovo modello offre opportunità a tutti i cittadini e in particolare i giovani che utilizzando i servizi collaborativi possono risparmiare o guadagnare qualcosa, contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e, soprattutto, costruire nuove forme di socialità. Gli incontri avranno un taglio laboratoriale in modo che attraverso la pratica e l’esperienza si possa entrare in contatto con il significato del tema proposto.

L’evento sarà curato da Timerepublik, banca del tempo digitale e prevederà oltre a una breve introduzione sull’economia collaborativa un gioco-laboratorio su lavoro, tempo e denaro.

Notizia da Collaboriamo

Perché gli spazi di coworking dovrebbero diventare una norma di business

35ec61ef62c79529e199f08282940b0bGli spazi di coworking sono sempre di più un bene prezioso; al loro interno i marchi e i settori affini si uniscono per occupare spazi condivisi. In questo modo sono in grado di perseguire obiettivi di business individuali, bilaterali e di collaborazione. Il posto di lavoro diventa così un “campo” di idee in fase di “impollinazione”. L’aumento della popolarità degli spazi di coworking nei centri urbani attesta il valore della condivisione di idee con altre imprese di categoria. Secondo il Global Coworking Survey, infatti, alla fine del 2014 nove spazi su dieci avranno attratto più membri, mentre il 75% avrà aumentato i propri guadagni. Il risultato è che all’interno di questi spazi si riempiono vasi di creatività; generando un livello di sinergia che deriva dalla vicinanza e dalla collaborazione di persone che si avvicinano al luogo di lavoro con la stessa “openmind”.

“Via il vecchio” è lo slogan e il vero obiettivo del business del futuro; come creare nuove forme di valore e sviluppare prodotti e servizi. Tutto ciò è possibile solo progettando sistemi virtuali e reali che permettono ai coworkers di generare un nuovo tipo di moneta sociale, culturale e commerciale: lo scambio e il confronto. Questo è l’atteggiamento del coworker del futuro: approccio innovativo e sempre aperto ad abbracciare il nuovo, il prossimo e l’occasione più vantaggiosa in termini di opportunità future. La tecnologia ha permesso che queste cose accadano, liberandoci dalle esigenze fisiche e restrittive di fili, cavi, desktop e sistemi di storage ingombranti. Adesso l’innovazione ci permette di vivere, almeno in parte, “nella nuvola” e il nostro compito è sfruttarne i vantaggi.
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Sharitaly, il primo evento in Italia dedicato all’economia collaborativa

27095451_sharitaly-0Il 29 novembre a Milano si terrà Sharitaly, il primo evento dedicato all’economia collaborativa in Italia. Sharitaly si propone di offrire una prima panoramica del fenomeno e di riflettere – insieme a esperti internazionali, start up, imprese e amministrazioni – del potenziale di nuovi modelli di produzione e consumo basati sulla condivisione.

Al centro dell’attenzione le sfide poste da quella che ormai non è più una crisi, ma un cambiamento strutturale dell’economia mondiale e le risposte che si offrono a un cittadino sempre più consapevole delle opportunità offerte da formule di produzione e consumo che prediligono l’accesso al bene piuttosto che la proprietà. Continua a leggere