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Il profilo del coworker

7ed2ce61acf2350a4a59e503e975a1eaSecondo i responsabili di tutti i coworking intervistati, il profilo dominante suole essere generalmente quello di un giovane professionista, in particolare in tre aree specifiche: nuove tecnologie, grafica e architetti. Per i primi due settori, la ragione principale del perché si trovano nei centri di coworking è perché il tipo di lavoro che svolgono non richiede uno spazio fisico costante. Inoltre, per ampliare le loro prospettive professionali si basano su un modello di lavoro flessibile e sulla comunità.

Nel caso degli architetti invece ci sono altri elementi che li hanno convertiti in uno dei gruppi professionali più presenti negli spazi di lavoro condivisi. In primis perché lo praticavano già prima che il fenomeno coworking si affermasse; non era inusuale che in studi di architettura diversi, professionisti lavorassero separatamente ma con le spese condivise. Ma anche perché la categoria è stata una di quelle più toccate dalla crisi, e hanno sperimentato sulla loro pelle come gli spazi occupati in precedenza fossero troppo grandi e quanto insostenibile il canone di affitto mensile.

Più in generale il coworker suole essere un professionista che non ha bisogno di molto spazio per praticare il suo lavoro, come traduttori e giornalisti freelance che iniziano con il lavoro da casa e poi passano al coworking, perché ne hanno abbastanza di lavorare in pigiama e pantofole. Continua a leggere

Dieci cose a cui pensare prima di aprire uno spazio di coworking

teamlab-design-pikiv-office-with-250m-interactive-work-desk-designboom-04Strumenti di analisi per imparare a riconoscere cosa cercano i futuri coworker e applicarlo nel proprio business plan.

1.FUTURI COWORKER. È importante identificare chi sono, che bisogni hanno e come trovarli.

2. SINTESI. Progettare il proprio spazio, evidenziare cosa lo differenzia dagli altri, gli obiettivi da raggiungere e quanto costerà.

3. PROIETTATI. Analizzare la propria immagine per saper a chi ci si  rivolge, qual è la propria personalità/attitudine e che servizi differenziati si desiderano offrire.

4. IL MERCATO. Fare un’analisi che fornisca una panoramica della situazione dei coworking nel proprio paese e trarre le conclusioni per progettare il proprio profilo.

5. LA CONCORRENZA. Imparare a identificare gli spazi di coworking circostanti e convertirli in alleati.

6. MARKETING. Scoprire come farsi conoscere e che possibilità abbiamo a portata di mano.

7. RISORSE. Scoprire quali strumenti è possibile utilizzare a costo zero per attrarre coworker.

8. VISIBILITÀ. Fare in modo che il proprio spazio emerga tra molti grazie all’offerta di servizi  “essenziali”.

9. MEDIA. Visualizzare quali sono le risorse materiali e umane che si necessitano nel progetto.

10. BILANCIO. Imparare a mettere numeri sulle voci del business plan e trarre conclusioni.

A Marsiglia il primo coworking che paga i suoi membri

top3Group’Union Coworking Marsiglia è il primo spazio che ha deciso di remunerare i suoi membri,  partendo dal concetto che i coworkers sono tutti i potenziali partner commerciali per altri coworkers e possono beneficiare di vantaggi o di un reddito aggiuntivo a seconda della natura delle loro raccomandazioni. Come funziona: i coworker che forniscono occasioni di lavoro ad altri coworker fornitori accumulano punti o una remunerazione extra, pari al 5 % degli importi fatturati ai clienti.

“È normale premiare i coworker più coinvolti, quindi quando sono loro ad apportare le collaborazioni è giusto che ricevano qualcosa in cambio” afferma Christophe Gauthier, il capo di Group’Union. Seguendo la teoria che i migliori venditori sono altri coworkers, Group’Union ha sviluppato un sistema unico in Francia che permette ad ogni coworker di emettere una raccomandazione a distanza tramite il proprio smartphone o computer. In qualsiasi momento si può “catturare” un bisogno, da formalizzare e condividere con il resto della comunità. Le raccomandazioni sono tutte registrate e sistematicamente convalidate prima di essere distribuite ai coworker con le competenze richieste.

Particolare attenzione è rivolta alla qualità delle raccomandazioni emesse: “La sostenibilità del modello dipende dalla qualità dei servizi che offriamo. Dobbiamo essere intransigenti sui tempi di risposta e sulle realizzazioni delle prestazioni” continua  Christophe Gauthier . Le raccomandazioni sono poi seguite con rigore e fino alla loro chiusura. Il processo è semplice da usare e inizia a produrre un reale valore aggiunto. In sei mesi sono state generate 45 raccomandazioni del valore di 90mila euro. I collaboratori sono indipendenti e quindi non sono assolutamente obbligati ad accettare le proposte.

Bella opportunità per i membri del Group’Union .

 

 

Perché gli spazi di coworking dovrebbero diventare una norma di business

35ec61ef62c79529e199f08282940b0bGli spazi di coworking sono sempre di più un bene prezioso; al loro interno i marchi e i settori affini si uniscono per occupare spazi condivisi. In questo modo sono in grado di perseguire obiettivi di business individuali, bilaterali e di collaborazione. Il posto di lavoro diventa così un “campo” di idee in fase di “impollinazione”. L’aumento della popolarità degli spazi di coworking nei centri urbani attesta il valore della condivisione di idee con altre imprese di categoria. Secondo il Global Coworking Survey, infatti, alla fine del 2014 nove spazi su dieci avranno attratto più membri, mentre il 75% avrà aumentato i propri guadagni. Il risultato è che all’interno di questi spazi si riempiono vasi di creatività; generando un livello di sinergia che deriva dalla vicinanza e dalla collaborazione di persone che si avvicinano al luogo di lavoro con la stessa “openmind”.

“Via il vecchio” è lo slogan e il vero obiettivo del business del futuro; come creare nuove forme di valore e sviluppare prodotti e servizi. Tutto ciò è possibile solo progettando sistemi virtuali e reali che permettono ai coworkers di generare un nuovo tipo di moneta sociale, culturale e commerciale: lo scambio e il confronto. Questo è l’atteggiamento del coworker del futuro: approccio innovativo e sempre aperto ad abbracciare il nuovo, il prossimo e l’occasione più vantaggiosa in termini di opportunità future. La tecnologia ha permesso che queste cose accadano, liberandoci dalle esigenze fisiche e restrittive di fili, cavi, desktop e sistemi di storage ingombranti. Adesso l’innovazione ci permette di vivere, almeno in parte, “nella nuvola” e il nostro compito è sfruttarne i vantaggi.
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Coworking Europe Conference: a Barcellona la nuova frontiera del coworking

7f8df6ed6ec0723a9f9c5bcae661c31dQuest’anno la Coworking Europe Conference – giunta alla sua quarta edizione – riveste un ruolo di primo piano fra i vari eventi e iniziative sul tema, ormai diffusi in tutta Europa; sarà infatti l’occasione e il luogo privilegiato per rispondere a un fenomeno in grande espansione e che richiede sempre più strategie e confronti: il coworking. La prima  Coworking Europe Conference ha avuto luogo a Bruxelles nel novembre del 2010; all’evento si sono registrati più di 150 partecipanti, provenienti da 22 diversi paesi Europei. Una occasione per riunire pensatori, attivisti, politici e tutti coloro che erano interessati a scoprire le potenzialità del coworking. Abbinando una dimensione locale, europea e mondiale con i professionisti dei coworking già esistenti, Coworking Europe fu caratterizzato da presentazioni emozionanti e dibattiti ispiratori.

La città prescelta per il 2013 è Barcellona e la sede Fabra I Coats, Barcellona Creation Factory, un luogo che non è solo uno spazio ma un nuovo concetto di struttura culturale che dà sostegno alla creatività, al talento e all’innovazione. Sempre a stretto contatto con la creazione più emergente e con le diverse collettività locali, ambisce a diventare uno spazio di portata internazionale. Promosso dall’Istituto di Cultura di Barcellona, è ospitato all’interno di un edificio emblematico che fa parte del patrimonio industriale del capoluogo della Catalogna.  Continua a leggere

CowoCamp2013, quando il coworking crea valore!

In un periodo di grandi trasformazioni economiche, sociali, culturali, quando la crisi diventa occasione per modificare modelli ormai vecchi e incapaci di indicare nuove prospettive, il coworking “crea valore?”. È questa la domanda iniziale, che guiderà gli interventi dei relatori di CowoCamp2013 in programma sabato 29 giugno, una giornata di incontri e discussioni attorno al tema del lavoro condiviso, nel contesto del 4° Barcamp nazionale sul Coworking. Sede dell’evento il Camplus City Living Rubattino, in via Caduti di Marcinelle 2 a Milano, e come nelle precedenti occasioni l’ingresso è aperto a tutti e la partecipazione è libera.

coworking-barcamp-cowo-milano-OProtagonisti della giornata i gestori di spazi, i coworker, giornalisti e opinion leader, studenti e quanti altri desiderano approfondire le tematiche del coworking e comprendere più a fondo l’attuale situazione e l’evoluzione di un settore in continua espansione.

Si parlerà quindi di “incentivi economici al coworking” e il conseguente valore “che possono creare”; nel contesto verranno presentati i primi dati dell’operazione di Comune e Camera di Commercio di Milano. Seguirà poi l’intervento dell’Assessore alle Politiche Sociali e alle Pari opportunità del comune di Lucca, Federica Mainieri, che presenterà l’operazione “Donne in coworking”, che prevede uno stanziamento di 18mila euro per l’apertura di tre spazi al femminile nella provincia. Continua a leggere

Aprire un coworking nella tua città: ecco i consigli utili

Avete a disposizione un ufficio e vorreste aprire uno spazio di coworking? La cosa più difficile per chi vuole iniziare questo tipo di attività non è tanto aprirne uno, quanto mantenerlo vivo e attivo. Inizialmente bisogna dotare l’ufficio di una serie di servizi funzionali, come wifi veloce e in grado di supportare svariate connessioni, una sala riunioni, una cucina o comunque un luogo adibito alla  irrinunciabile “pausa caffè”.co-working

Inoltre, bisogna informarsi sulla modalità di contratto da stipulare tra host e coworker, in modo da chiarire il servizio in tutti i suoi aspetti: orario, costi, prestazioni, responsabilità furti e infortuni, rispetto della privacy, comportamento adeguato.  Essere piuttosto flessibili può aiutare nella gestione dei coworker che – molto spesso – sono freelance e abituati a lavorare in autonomia. Per questo avere a disposizione ad esempio uno spazio aperto h24 può essere un incentivo in più.

Altro punto importante: da non tralasciare affinché il nostro ufficio in coworking sia tale nel senso più pieno del termine, è generare contatti mediante l’organizzazione di incontri e workshop. Finalità primaria? Promuovere la conoscenza e lo scambio fra professionisti, con una certa propensione al lavoro in condivisione.

Ancora, spargere la voce tra le nostre conoscenze in modo da iniziare a creare una nostra community. L’interazione genera proposte stimolanti, su cui basare una potenziale collaborazione tra le diverse professionalità che ne fanno parte. Perché il coworking aumenta anche le proprie possibilità lavorative. Alcuni dei vantaggi del coworking infatti sono l’aumento della propria creatività e del lavoro collaborativo.

Una volta aperto il nostro spazio di coworking è fondamentale continuare l’attività di promozione dello spazio, organizzando meeting, workshop ed eventi per mantenere attiva la comunità.

E naturalmente non potremmo che consigliarvi di avvalervi del motore di ricerca tutto italiano per farvi conoscere e contattare!

Berlino, rete e design per vincere la sfida dell’innovazione

Da fabbrica di cioccolato a luogo dedicato al coworking, lo spazio berlinese di The Business Class.Net – una rete mondiale di operatori attenti non solo alle aree industrializzate, ma anche e soprattutto ai Paesi in via di sviluppo – è uno dei più significativi luoghi di lavoro condiviso della capitale tedesca. Situato nel quartiere di Kreuzberg, vivace dal punto di vista culturale e dove si concentrano gli spazi di lavoro condiviso, il complesso ha cambiato più volte “faccia”: da fabbrica di cioccolato a birrificio, da atelier a tipografia. Si trova in un cortile in cui convivono – nelle immediate vicinanze – studi di danza, di registrazione, uffici grafici, negozi di dischi, scuole di lingua così come officine automobilistiche e falegnamerie. Continua a leggere

Contro la crisi, Ferrara sceglie il coworking

Sulla scia di quanto già avvenuto a Milano, ora anche Ferrara ha deciso di istituire un piano di sviluppo per l’attività di coworking. Il presidente della Camera di Commercio della città estense ha infatti annunciato di voler favorire i giovani che, per la nascita e lo sviluppo di una nuova impresa, decidono di condividere esperienze e progetti con altri, risparmiando sui costi di avvio.ferrara
Il Piano conterrà due misure di intervento: la prima finalizzata alla costituzione di un Elenco qualificato di soggetti fornitori di servizi di coworking; la seconda diretta all’erogazione di incentivi economici, a parziale copertura delle spese sostenute, presso gli spazi facenti parte dell’Elenco qualificato.
Il progetto del comune di Ferrara conferma una volta di più il vero e proprio boom nel settore del coworking, che anche in Italia comincia ad attirare l’interesse e l’attenzione delle Istituzioni e delle amministrazioni locali. Il lavoro condiviso è ormai una vera e propria risorsa, in grado di favorire anche nel nostro Paese una rivoluzione del modi di lavorare e un mezzo per contrastare la disoccupazione.

Per ulteriori informazioni e dettagli sull’iniziativa, oltre che i requisiti specifici per aderire, potete leggere il comunicato ufficiale, sul sito della Camera di Commercio di Ferrara.

Affittasi poltrona…dal parrucchiere

Messa-in-piega-capelli-perfettiTra le ultime tendenze lavorative in America, c’è il “booth rental station”: la possibilità di offrire uno spazio in coworking da parte dei saloni di bellezza a giovani hair stylist con una propria clientela.

Un coworking space per soli parrucchieri, dove noleggiare una postazione fashion, usufruendo di spazi e mezzi in comune, come il lavatesta o l’elettricità, ma anche gli “attrezzi del mestiere”, quali forbici, asciugacapelli e spazzole.

I vantaggi che se ne ricavano sono molteplici; sul piano economico, si condividono le spese abbattendo i costi di gestione di un negozio proprio. Al tempo stesso il professionista, stanco di lavorare su commissione, valorizza anche la propria creatività e indipendenza, consolidando il proprio stile e il proprio portafoglio clienti.

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