Archivio dell'autore: Coworkingfor

Collettivo Virale: non solo coworking, competenze al servizio della comunicazione

Schermata 2016-01-11 alle 10.09.59Il nostro blog è sempre alla ricerca di modelli ed esperienze di coworking ad alto impatto sociale e professionale da raccontare ai suoi lettori. Realtà che si affermano per la loro particolare natura progettuale o per l’impronta marcata che sanno offrire i coworker che abitano, e vivono, lo spazio; del resto la pratica del lavoro condiviso non finisce mai di stupire per i diversi modelli che è in grado di offrire, e per la capacità creativa dei propri membri – startupper o liberi professionisti – che hanno fatto dell’interazione il loro punto di forza. 

In questo solco si inserisce il Collettivo Virale, un “collettivo di competenze” – come si legge nella home del sito – che ha aperto i battenti nel maggio 2014 a Milano, al numero 14 di viale Renato Serra. Lo spazio nasce grazie a un’intuizione di quattro professionisti della comunicazione (Placido Losacco, Davide Carafòli, Tommaso Orlandi, Giacomo Vaghi), i quali pur operano in ambiti differenti, ma complementari, hanno deciso di aggregare competenze e capacità in un unica realtà.

Dalla comunicazione multimediale alla produzione video, web, social; dalla fotografia professionale alla produzione e post-produzione audio per tv, radio e web, sono molti i settori in cui operano gli abitanti del Collettivo. Uno spazio accogliente, informale ma curato nei dettagli, che si connota proprio per questa sua specializzazione nel comparto comunicazione e media a 360 gradi.

Al suo interno non poteva mancare l’angolo cucina con macchina del caffè, un luogo che è diventato occasione di incontro e confronto fra gli abitanti dello spazio, che spesso davanti a una tazzina di macinato nero si confrontano, discutono ed elaborano idee che diventano poi progetti concreti. Il tutto all’insegna del sorriso, dell’ironia, del piacere di condividere un’esperienza che va al di là della mera sfera professionale o lavorativa tout-court.

Raccontando lo spirito che anima il Collettivo Virale Davide Carafòli, creativo esperto di web e multimedia, fondatore di Dajko comunicazione, spiega: “Di tutti gli ospiti che sono passati nello spazio, non ve n’é uno che non abbia collaborato con altri in un progetto”. Placido Losacco di LivingMedia è il fulcro, colui il quale finge da “pilastro portante attorno al quale gravitano molte altre persone”, alcune delle quali “sono poi diventate ospiti del Collettivo”.

“Lo spazio – prosegue Davide Carafòli – è diventato un hub con una forte componente video, molti dei professionisti che operano all’interno hanno una connotazione improntata al video-making”. E come in ogni realtà di coworking che si rispetti, l’elemento caffè riveste un ruolo preponderante, perché diventa occasione “di chiacchiere e creatività”, perché “più di una volta le riunioni informali si sono tenute proprio nell’angolo bar”. Del resto il contatto fisico, il lavoro spalla a spalla, aggiunge, “stimolano il lavoro e la creatività” dando vita a una “commistione fra professionalità diverse”.

Per Placido Losacco, il fulcro del coworking, il valore aggiunto “è la presenza di professionisti che operano in settori contigui fra loro” e che diventa un “grande impulso alla creatività”. La rete che si viene a creare fra professionisti che abitano e vivono lo stesso spazio, aggiunge, “facilita le risposte verso il cliente, velocizzando i tempi di reazione per la realizzazione di un servizio”. Un secondo elemento che esalta il lavoro in coworking è “la possibilità di entrare in punta di piedi nel mondo dell’imprenditoria, senza però avvertire il terrore di sentirti da solo. Ti trovi circondato da persone che vivono e condividono – chiosa – le stesse paure e questo diventa elemento di forza ed esperienza, una notevole spinta all’imprenditorialità”. “In questo contesto assume un nuovo significato anche il concetto di ‘sinergia’, una parola forse un po’ inflazionata – aggiunge il fondatore di LivingMedia – ma che si realizza nel concreto in uno spazio di coworking e che ti fa sentire più forte”. “Il nostro è un modello di lavoro che funziona – conclude – con un fatturato che cresce e l’affermazione personale di ciascun lavoratore”.

Unlearning, un invito alla disobbedienza. Il film manifesto sulla sharing economy

maxresdefaultFilm manifesto della Sharing Economy, Unlearning – “disimparare” – è il concetto chiave delle trasformazioni socio-economiche che stanno investendo il mondo intero. Un’opera italiana, fondamentale nella storia del cinema documentario, che sta girando il mondo con il passaparola, ovviamente.

Unlearning è il viaggio di Lucio, Anna e Gaia attraverso ecovillaggi, comunità, famiglie itineranti per conoscere chi ha avuto il coraggio di cambiare.

Un documentario familydriven che racconta il punto di vista non certo oggettivo di un’ ansiosa insegnante in aspettativa, un regista televisivo stanco di format ripetitivi e una bambina di 5 anni in balia degli eventi.

Sei mesi di viaggio al costo di poche centinaia di euro: per realizzare il progetto la famiglia ha usato il baratto scambiando competenze, casa, oggetti e tempo.

Senza un’autovettura a disposizione hanno dovuto arrangiarsi con il carpooling, percorrendo così oltre 5000 Km in compagnia di sconosciuti; hanno vissuto ogni nuovo incontro come una possibilità, imparando a lasciare  a casa paranoie, retaggi culturali imposti, prestandosi a dare una mano nei modi più disparati per ottenere vitto e alloggio: dallo zappare la terra al vendere zucchero filato, vivendo ogni occasione per crescere come famiglia, per capire davvero cosa conti in una squadra per definirsi tale.

Un documentario sulla fiducia, su un’Italia di uomini, donne e bambini che, all’omologazione, hanno risposto facendo della propria esistenza un inno alla diversità per aprirsi al cambiamento.

Per saperne di più: www.facebook.com/letsunlearning
Recensione del film: http://www.ecoblog.it/…/159948/unlearning-cinemambiente-2015
Rassegna stampa parziale: www.unlearning.it/press
Presskit: www.unlearning.it/presskit-ita.pdf
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=2K6ikWN1_DE&feature=youtu.be
Tour: www.unlearning.it/in-tour

Coworking: per cominciare bene il 2016, parliamone con i nonni

Nonna_computer.jpg.webpCari lettori,
siamo nel bel mezzo delle festività e per tutti è il momento di fermarsi, rilassarsi e godersi a proprio piacimento questo periodo.

Chi si occupa di coworking non manca certo di progettazione, e questo è un buon periodo tra un panettone, una cena e un abbraccio con i propri cari per prendere le distanze dallo spazio di lavoro sia esso gestito che affittato. Allontanarsi aiuta a trovare nuove prospettive, idee, mette in luce i difetti, ecco perché è il tempo per pensare a come iniziare bene il 2016.

I coworking non sono una scienza, né una filosofia, né tanto meno un movimento. Lo spazio di lavoro condiviso è una pratica, diffusa da tempo ma che ha preso coscienza di sé e quindi consapevolezza solo negli ultimi 10 anni. Chi vive all’interno di un coworking, chi lo progetta, lo abita, è un pioniere del lavoro, che sperimenta sistemi e modalità di funzionamento, e come in ogni sperimentazione la valutazione dei risultati è essenziale.

Ecco dunque i compiti mentali per cominciare bene il 2016.

Partiamo da un’autovalutazione, guardate il vostro spazio da lontano senza preconcetti né sovrastrutture mentali. Fate emergere i punti di forza e i punti di debolezza.

Poi andate oltre, cercate di capire la direzione che sta prendendo il coworking in Italia ma soprattutto in Europa e nel mondo; non è più il luogo dei liberi professionisti in cerca di famiglia, è anche il luogo ideale dove far crescere delle società, dove promuovere eventi, o dove svolgere gli incontri professionali.

In ultimo progettate il 2016, pensate a quello che potete fare in questo nuovo anno per dare un valore al vostro spazio. Parlatene con gli amici e soprattutto con chi non conosce o addirittura prova diffidenza verso questa modalità di lavoro. Una prova su tutte: fare capire alle nonne e ai nonni cosa fate, e cosa vorreste fare… se superate psicologicamente questo momento siete pronti per comunicare al mondo i vostri progetti!

Buon anno a tutti.

Gli errori più comuni dei coworking manager

28229b66f2a538bc0a5908ce3cf05eeeSi parla molto delle aperture dei coworking, ma molto meno degli spazi che chiudono durante i primi anni. Per questo motivo è davvero importante conoscere quelli che sono gli errori comuni in cui si imbattono i coworking manager.

Abbiamo voluto riassumere per punti i più importanti commessi dai gestori, che abbiamo raccolto in questi mesi dalla loro viva voce:

1) Credere che la gente smetterà di lavorare da casa solo perché il prezzo della scrivania è basso. Il valore che si vende consiste nell’opportunità e nelle competenze.

2) Essere convinti che il concetto di coworking è già bene piantato nella società. Questo cambia di molto la strategia di comunicazione da adottare.

3) Pensare che in futuro il coworking sarà pieno e che sarà possibile vivere di questo. È necessario lavorare molto per farsi conoscere e fatturare.

4) Non creare una comunità prima di aprire. Uno spazio vuoto non attrae nessuno.

5) Confondere il coworking con l’ufficio condiviso, avviarlo e pensare che funzionerà da solo.

La maggior parte di questi errori potrebbero essere evitati elaborando una strategia adeguata, che permetta di decidere il corso del progetto e ottimizzare il suo rendimento.

Cinque idee sbagliate ricorrenti sul coworking

30228d0dc78c11089cfe29a72e8fde771 Il coworking è solo per liberi professionisti e startup.
In realtà il numero di grandi organizzazioni che adottano pratiche di lavoro alternative è in crescita; il coworking sta attirando l’attenzione delle grandi aziende, che lo scelgono per uffici locali o sedi distaccate.

2 Tutti i coworking sono uguali.
Basta vederne due o tre per smentire l’affermazione. Alcuni spazi sono prevalentemente suite per uffici privati, altri offrono solo postazioni aperte in scrivanie condivise, altri ancora sono un mix di entrambi. Se state pensando al coworking per un lungo o un breve periodo è importante che stabiliate a priori le vostre esigenze, perché solo in questo modo troverete la formula adatta a voi.

3 Sarete confinati in un piccolo spazio.
Non si può definire coworking uno spazio che si limita a 40 cm di scrivania. Chi guarda in prospettiva infatti sta investendo nell’ampliare le aree di lavoro; alcuni hanno deciso di costruire uffici più grandi per le aziende in crescita, caratterizzate da un design aperto, creativo con sale conferenze private.

4 Perderete la vostra cultura aziendale o identità.
Una paura molto diffusa ma poco fondata. Aderire ad una comunità con una forte identità aumenta il valore della propria. Gli eventi, la formazione e anche le ore di svago in compagnia degli altri coworkers danno valore alla vostra attività.

5 I coworking sono in concorrenza con i proprietari immobiliari.
Non esiste questo tipo di conflitto, è un luogo comune che emerge dalla scarsa conoscenza dei coworking. Come per ogni rapporto professionale, quando si decide di sottoscriverlo, si stabiliscono accordi auspicabilmente vantaggiosi per entrambi.

Coworking? come scelgo?

Advent Coworking (3)Gli spazi in coworking sono in piena espansione, le città in particolare ospitano un’ampia gamma di offerte: spazi progettati con prezzi accessibili, ambienti condivisi, adatti a start-up e imprenditori.Per chi sta cercando una scrivania o un ufficio in uno di questi luoghi, ecco cosa tenere in considerazione:

1. Scegliete la vostra atmosfera
Gli spazi sono stati progettati non solo per fornire un luogo di lavoro, ma anche un senso di appartenenza. Per questo motivo è importante valutare con attenzione l’open space, le aree relax, spesso fornite di divani – sono un buon punto per entrare in contatto con i coworkers. Al contempo, l’ambiente deve garantire la possibilità di lavorare, un luogo dove sbloccare la propria creatività e dove è possibile crescere.

2. Non aspettatevi tradizione
L’idea è quella di sentirsi come a casa propria, con il vantaggio di avere a disposizione un ambiente flessibile che diventa formale e informale a seconda delle necessità. Tutto ciò giustifica degli arredi discutibili per un ambiente di lavoro; alcuni spazi infatti offrono letti, cuscini e coperte da utilizzare a proprio piacimento. Perché quest’ultima affermazione non ci conduca ad argomenti off topic, facciamo un esempio concreto. Un ambiente di questo tipo è ideale per ospitare laboratori per bambini.

3. Considerate i vantaggi
L’offerta dei servizi è uno degli aspetti principali su cui fanno leva i coworking. Uno dei punti comuni è il wifi e l’accesso libero alla cucina, mentre la sala riunioni è un ambiente che ogni spazio gestisce a proprio modo: chi include l’utilizzo illimitato nella tariffa mensile e chi progetta un utilizzo pagamento. Alcuni luoghi offrono caffè e spuntini inclusi nella tariffa, chi addirittura il parcheggio.

4. Ricordate le buone maniere
I coworking manager devono ricordare le regole e i coworkers devono contribuire non solo a rispettarle ma a farle rispettare. Chi utilizza la cucina, per esempio, deve mettere i piatti nel lavandino e pulire le briciole dal tavolo, anche se, come nella maggior parte dei casi, lo spazio ha un servizio di pulizie. La gestione del rumore è un altro punto cardine delle buone maniere, un’idea davvero divertente che abbiamo trovato in uno spazio newyorkese è quella di mettere a disposizione un cestino pieno di paperelle gialle, come quelle utilizzate per il bagnetto dei bimbi. Se il coworker ne ha una sulla scrivania significa che la ciarla al momento è off, è come un cartello con scritto non disturbare.

 

Esempi di coworking e recupero urbano

404050_4833684402978_63848367_nMaglia Mercato: è questo il nome con il quale la giunta comunale di Molfetta ha approvato un progetto preliminare di riqualificazione di un’area pubblica, precisamente quella dell’ex mercato ortofrutticolo all’ingrosso, attualmente in disuso e caratterizzata da uno stato di abbandono. 

L’idea progettuale si basa sulla riqualificazione dell’area esterna e la ristrutturazione degli immobili esistenti da destinare ad attività mercatali, socio/educative e culturali tese a ridurre i fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale.

Il progetto – spiega il sindaco Paola Natalicchio – si ispira al nuovo modello dei mercati delle grandi città europee, come i mercati verdi di Barcellona, o le buone pratiche del nostro paese come il mercato Logge del Grano di Arezzo. […] un’area di carattere socio-ricreativa e lavorativa dedicata al rilancio socio-culturale del quartiere, istituendo i primi spazi di coworking cittadino family friendly, servizi per start up, una ludoteca, un centro diurno, un centro di orientamento e formazione, un’area dedicata alla banca del tempo. Per far vivere questo spazio durante tutto l’arco della giornata ed essere al servizio della città e del quartiere.

Si tratta di un piano originale, capace di combinare creatività e funzionalità e di rispondere al doppio obiettivo: riqualificare la parte mercato e al contempo creare spazi socio-ricreativi. Nel quale non poteva mancare la parte dedicata al coworking; sul piano simbolico, lo spazio di lavoro condiviso funge da ponte tra l’area di lavoro, dove si produce e si genera profitto, e l’hub culturale, dove si genera un altro tipo di valore, quello sociale.

La rigenerazione urbana, la riduzione dei fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, il rilancio economico, nonché il miglioramento della qualità urbana e ambientale sono finalità ambiziose ma di grande valore.  In questo senso attivare servizi e interventi di ristrutturazione edilizia senza ulteriore consumo di suolo è un plus ulteriore.

Fonte

 

 

Il valore sociale del posto di lavoro

d4c2f646dd8d0b58a87e6e5470f8be46L’obiettivo di promuovere una forza lavoro sana e felice passa inevitabilmente attraverso la qualità dell’ambiente in cui si opera. Il luogo può determinare le prestazioni fisiologiche e psicologiche delle persone, per cui è necessario progettare in modo adeguato i coworking e gli ambienti condivisi per incoraggiare l’interazione sociale e la collaborazione, fornire servizi di qualità, fare eventi; ma, anche e soprattutto, gestire il binomio casa lavoro migliorando così la qualità della vita.

Queste sono caratteristiche molto diverse dai parametri convenzionali utilizzati per misurare la qualità lavorativa. Pongono l’attenzione sulle persone, sulla comprensione della natura sociale e dinamica del lavoro e non solo; puntano i riflettori sull’ambiente che li ospita e sul valore di quest’ultimo non solo in termini economici.

Per ottenere il giusto equilibrio e fornire valore all’interno di un coworking, abbiamo bisogno di guardare i luoghi già esistenti, dove le persone scelgono di andare a lavorare e socializzare, per imparare come si può cambiare il posto di lavoro.

Partiamo dall’inizio. Caffè e lavoro sono sempre andati d’accordo, erano gli spazi di coworking originali. Agli inizi del XVIII secolo i caffè erano i luoghi di nascita di imprese come le assicurazioni Lloyds a Londra. Dopotutto il valore sociale del caffè non è mai stato messo in discussione, è il modo migliore per entrare in contatto. Oggi, a distanza di quattro secoli, i confini tra il luogo dove le persone si godono il loro cappuccino mattutino e il lavoro stanno svanendo velocemente e ridefinendo sia gli uffici, che la nostra esperienza di vita/lavoro.

I coworking di successo curano esperienze autentiche; onnipresente wi-fi, immancabile caffè, cibo e servizi utili, insieme a eventi di networking. Nel 2011 vi erano solo 1.000 spazi di coworking in tutto il mondo, con una presenza dominante in Europa e negli Stati Uniti. Quattro anni dopo, nel 2015, ci sono quasi 7.800 spazi di coworking. Le previsioni indicano che la crescita è inarrestabile: entro il 2018 ci saranno 37.000 spazi di coworking sparsi in tutti i continenti e ci saranno oltre 2,5 milioni di professionisti che decideranno di appartenere ad uno spazio di coworking.

Sono finiti i giorni in cui coworking era un concetto sconosciuto, ora stiamo sentendo il termine più comunemente usato nel linguaggio di tutti i giorni. L’espansione delle reti come Talent Garden, ha fatto i titoli dei giornali per il loro valore di mercato ed ha messo il termine coworking sotto i riflettori dei media. Continua a leggere

A Milano arriva CoHub, il punto di riferimento sulla sharing economy.

39eae2d47e2e2e5fb7a09da513091e3fCari lettori,
la settimana collaborativa è stato un momento intenso, ricco di spunti. Abbiamo parlato delle nuove tendenze, della situazione attuale e di prospettive per il futuro. Come aggregatore delle realtà di lavoro condiviso, nei prossimi articoli vi racconteremo che cosa è stato detto sul coworking e pubblicheremo gli studi di settore più recenti, allargando la prospettiva ad un panorama più ampio, quello della sharing economy.

La prima novità che desideriamo comunicarvi, presentata durante la Collaborative week, è l’apertura di CoHub a Milano, uno spazio punto di riferimento per i cittadini e gli operatori interessati all’economia condivisa.  CoHub, situato in Vicolo Calusca 10, è uno spazio messo a disposizione dal Comune per  due anni. Un progetto ideato grazie alla collaborazione tra l’Assessorato alle Politiche del Lavoro e Sviluppo Economico e l’Ats composta da coworkingfor, Collaboriamo, Fidia, Biblioshare e Welcome pack .

Siamo la prima città italiana – ha dichiarato l’Assessore alle politiche per il Lavoro, Sviluppo economico, Università e Ricerca Cristina Tajani durante Milano Sharing city– ad aver intrapreso un percorso strutturato di promozione e valorizzazione della sharing economy e più in generale di tutte le pratiche collaborative che hanno l’obiettivo di costruire nuove forme di comunità e nuovi processi economici. Oggi mettiamo a disposizione della città un luogo fisico che sarà punto di riferimento per tutti i soggetti interessati a condividere, sviluppare e promuovere idee, progetti e professionalità legate al mondo della sharing economy.

CoHub ha lo scopo di accelerare i processi di diffusione e implementazione pratica delle logiche di sharing economy, di contaminare, favorendo l’incontro e lo scambio di idee ed esperienze fra soggetti già attivi nel panorama dell’economia condivisa. Di ricercare e progettare, per sviluppare e diffondere buone pratiche nel tessuto socio-economico, includendo in modo diretto persone e organizzazioni all’interno di percorsi di progettazione partecipata, di diffondere i principi dell’economia condivisa, per ampliare la rete di soggetti interessati a sperimentare nuovi servizi e opportunità. 

Non mancherà un ricco calendario di eventi e appuntamenti aperti a tutti e open day rivolti alle scuole, allo scopo di incentivare un modello di pensiero condiviso oltre a promuovere, attraverso concorsi e workshop, una nuova idea di imprenditoria partecipata.

Stay tuned.

 

La collaborative week è iniziata, buona settimana

Milano, dal 7 al 14 novembre 8  giorni, 5 occasioni per parlare di casa, lavoro, comunità e piattaforme nell’era dell’economia collaborativa.

SHARITALY-RECT-01-300x3009-10
Il primo evento in Italia interamente dedicato all’economia della collaborazione.Il suo obiettivo è promuovere l’economia collaborativa in un contesto di regole chiare, favorendo la contaminazione fra comunità, piattaforme collaborative, amministrazioni e grandi aziende.

LOGO-CWE-15-e144183451129011-12-13
Giunta alla sesta edizione, la Conferenza Europea del coworking è un evento unico, che raccoglie le più significative esperienze in tema di lavoro condiviso del Vecchio Continente.
400 persone, tra coworking manager, imprenditori, freelance, nomad worker provenienti da tutto il mondo, si incontreranno a Milano per discutere del futuro del lavoro, della crescita delle community collaborative e del ruolo dei freelance nella società.

EC15_orizzontale-e144183695350813-14
Espresso Coworking, promosso da lab121 in sinergia con la rete dei coworking italiani è il principale momento d’incontro nazionale per la community italiana del coworking.Giunto alla quarta edizione, Espresso Coworking mantiene invariato il suo obiettivo: coinvolgere e rendere protagonisti il maggior numero possibile di progetti, community, manager e coworker nelle discussioni e nei confronti sui temi e sui valori del coworking L’edizione 2015 costituirà la cornice entro cui raccontare le diverse iniziative che hanno impegnato le community collaborative sui territori nel corso di questi mesi.

MSC-Verde-mela-113-14
Organizzato e promosso dal Comune di Milano, l’evento chiude idealmente la settimana della collaborazione con una panoramica sulle iniziative messe in campo dall’Amministrazione comunale per fare di Milano una “sharing city”: dai servizi di sharing per la comunità e il lavoro, alla produzione e al riuso degli spazi, dalla mobilità elettrica al car/bike sharing. Nella giornata di sabato 14 novembre una sessione plenaria di respiro internazionale metterà a confronto i migliori esperti di sharing economy con istituzioni governative e gli Assessori Cristina Tajani e Pierfrancesco Maran.