Archivio mensile:dicembre 2015

Coworking: per cominciare bene il 2016, parliamone con i nonni

Nonna_computer.jpg.webpCari lettori,
siamo nel bel mezzo delle festività e per tutti è il momento di fermarsi, rilassarsi e godersi a proprio piacimento questo periodo.

Chi si occupa di coworking non manca certo di progettazione, e questo è un buon periodo tra un panettone, una cena e un abbraccio con i propri cari per prendere le distanze dallo spazio di lavoro sia esso gestito che affittato. Allontanarsi aiuta a trovare nuove prospettive, idee, mette in luce i difetti, ecco perché è il tempo per pensare a come iniziare bene il 2016.

I coworking non sono una scienza, né una filosofia, né tanto meno un movimento. Lo spazio di lavoro condiviso è una pratica, diffusa da tempo ma che ha preso coscienza di sé e quindi consapevolezza solo negli ultimi 10 anni. Chi vive all’interno di un coworking, chi lo progetta, lo abita, è un pioniere del lavoro, che sperimenta sistemi e modalità di funzionamento, e come in ogni sperimentazione la valutazione dei risultati è essenziale.

Ecco dunque i compiti mentali per cominciare bene il 2016.

Partiamo da un’autovalutazione, guardate il vostro spazio da lontano senza preconcetti né sovrastrutture mentali. Fate emergere i punti di forza e i punti di debolezza.

Poi andate oltre, cercate di capire la direzione che sta prendendo il coworking in Italia ma soprattutto in Europa e nel mondo; non è più il luogo dei liberi professionisti in cerca di famiglia, è anche il luogo ideale dove far crescere delle società, dove promuovere eventi, o dove svolgere gli incontri professionali.

In ultimo progettate il 2016, pensate a quello che potete fare in questo nuovo anno per dare un valore al vostro spazio. Parlatene con gli amici e soprattutto con chi non conosce o addirittura prova diffidenza verso questa modalità di lavoro. Una prova su tutte: fare capire alle nonne e ai nonni cosa fate, e cosa vorreste fare… se superate psicologicamente questo momento siete pronti per comunicare al mondo i vostri progetti!

Buon anno a tutti.

Gli errori più comuni dei coworking manager

28229b66f2a538bc0a5908ce3cf05eeeSi parla molto delle aperture dei coworking, ma molto meno degli spazi che chiudono durante i primi anni. Per questo motivo è davvero importante conoscere quelli che sono gli errori comuni in cui si imbattono i coworking manager.

Abbiamo voluto riassumere per punti i più importanti commessi dai gestori, che abbiamo raccolto in questi mesi dalla loro viva voce:

1) Credere che la gente smetterà di lavorare da casa solo perché il prezzo della scrivania è basso. Il valore che si vende consiste nell’opportunità e nelle competenze.

2) Essere convinti che il concetto di coworking è già bene piantato nella società. Questo cambia di molto la strategia di comunicazione da adottare.

3) Pensare che in futuro il coworking sarà pieno e che sarà possibile vivere di questo. È necessario lavorare molto per farsi conoscere e fatturare.

4) Non creare una comunità prima di aprire. Uno spazio vuoto non attrae nessuno.

5) Confondere il coworking con l’ufficio condiviso, avviarlo e pensare che funzionerà da solo.

La maggior parte di questi errori potrebbero essere evitati elaborando una strategia adeguata, che permetta di decidere il corso del progetto e ottimizzare il suo rendimento.

Cinque idee sbagliate ricorrenti sul coworking

30228d0dc78c11089cfe29a72e8fde771 Il coworking è solo per liberi professionisti e startup.
In realtà il numero di grandi organizzazioni che adottano pratiche di lavoro alternative è in crescita; il coworking sta attirando l’attenzione delle grandi aziende, che lo scelgono per uffici locali o sedi distaccate.

2 Tutti i coworking sono uguali.
Basta vederne due o tre per smentire l’affermazione. Alcuni spazi sono prevalentemente suite per uffici privati, altri offrono solo postazioni aperte in scrivanie condivise, altri ancora sono un mix di entrambi. Se state pensando al coworking per un lungo o un breve periodo è importante che stabiliate a priori le vostre esigenze, perché solo in questo modo troverete la formula adatta a voi.

3 Sarete confinati in un piccolo spazio.
Non si può definire coworking uno spazio che si limita a 40 cm di scrivania. Chi guarda in prospettiva infatti sta investendo nell’ampliare le aree di lavoro; alcuni hanno deciso di costruire uffici più grandi per le aziende in crescita, caratterizzate da un design aperto, creativo con sale conferenze private.

4 Perderete la vostra cultura aziendale o identità.
Una paura molto diffusa ma poco fondata. Aderire ad una comunità con una forte identità aumenta il valore della propria. Gli eventi, la formazione e anche le ore di svago in compagnia degli altri coworkers danno valore alla vostra attività.

5 I coworking sono in concorrenza con i proprietari immobiliari.
Non esiste questo tipo di conflitto, è un luogo comune che emerge dalla scarsa conoscenza dei coworking. Come per ogni rapporto professionale, quando si decide di sottoscriverlo, si stabiliscono accordi auspicabilmente vantaggiosi per entrambi.

Coworking? come scelgo?

Advent Coworking (3)Gli spazi in coworking sono in piena espansione, le città in particolare ospitano un’ampia gamma di offerte: spazi progettati con prezzi accessibili, ambienti condivisi, adatti a start-up e imprenditori.Per chi sta cercando una scrivania o un ufficio in uno di questi luoghi, ecco cosa tenere in considerazione:

1. Scegliete la vostra atmosfera
Gli spazi sono stati progettati non solo per fornire un luogo di lavoro, ma anche un senso di appartenenza. Per questo motivo è importante valutare con attenzione l’open space, le aree relax, spesso fornite di divani – sono un buon punto per entrare in contatto con i coworkers. Al contempo, l’ambiente deve garantire la possibilità di lavorare, un luogo dove sbloccare la propria creatività e dove è possibile crescere.

2. Non aspettatevi tradizione
L’idea è quella di sentirsi come a casa propria, con il vantaggio di avere a disposizione un ambiente flessibile che diventa formale e informale a seconda delle necessità. Tutto ciò giustifica degli arredi discutibili per un ambiente di lavoro; alcuni spazi infatti offrono letti, cuscini e coperte da utilizzare a proprio piacimento. Perché quest’ultima affermazione non ci conduca ad argomenti off topic, facciamo un esempio concreto. Un ambiente di questo tipo è ideale per ospitare laboratori per bambini.

3. Considerate i vantaggi
L’offerta dei servizi è uno degli aspetti principali su cui fanno leva i coworking. Uno dei punti comuni è il wifi e l’accesso libero alla cucina, mentre la sala riunioni è un ambiente che ogni spazio gestisce a proprio modo: chi include l’utilizzo illimitato nella tariffa mensile e chi progetta un utilizzo pagamento. Alcuni luoghi offrono caffè e spuntini inclusi nella tariffa, chi addirittura il parcheggio.

4. Ricordate le buone maniere
I coworking manager devono ricordare le regole e i coworkers devono contribuire non solo a rispettarle ma a farle rispettare. Chi utilizza la cucina, per esempio, deve mettere i piatti nel lavandino e pulire le briciole dal tavolo, anche se, come nella maggior parte dei casi, lo spazio ha un servizio di pulizie. La gestione del rumore è un altro punto cardine delle buone maniere, un’idea davvero divertente che abbiamo trovato in uno spazio newyorkese è quella di mettere a disposizione un cestino pieno di paperelle gialle, come quelle utilizzate per il bagnetto dei bimbi. Se il coworker ne ha una sulla scrivania significa che la ciarla al momento è off, è come un cartello con scritto non disturbare.