Archivio mensile:giugno 2015

Un’idea folle che consente di navigare intorno al mondo in uno spazio di coworking che è un catamarano

coboatMolti imprenditori sono pronti ad andare fino alle fine del mondo per presentare la loro idea, dirompente, diversa e accattivante. Dall’altro lato con gli spazi in coworking che stanno aprendo in tutto il mondo, differenziarsi è oggi ancora più importante.

Unendo questi due concetti ecco qua uno spazio in coworking davvero particolare: un catamarano di 30 metri che può ospitare fino a 20 persone, come ci racconta Business Insider Australia.

Si chiama Coboat, ed è salpato dalla Thailandia nel mese di novembre. Offre prenotazioni settimanali o mensili a circa 1.000 dollari a settimana, che comprendono alloggio, ristorazione e un equipaggio.

Il catamarano sarà nel sud est asiatico per almeno tre mesi prima di dirigersi a ovest verso le Maldive e le Seychelles. Il team spera di essere ai Caraibi entro la fine del prossimo anno.

Su una barca a vela, si spendono 24 ore al giorno in comunità, ha detto il co-fondatore Karsten Knoor . Questa è una situazione insolita per un coworking, amplificata dalla fusione con la natura e l’acqua .

 

calls for startups

startup250Oggi segnaliamo due nuove call for startups del programma Intesa Sanpaolo StartUp Initiative indirizzate a startup tecnologiche, italiane ed estere, early- e later-stage attive nei settori del Cleantech (renewables, water and waste treatment, energy efficiency) e del Digital/Mobile (ICT, Media, Electronics, Robotics).

Come candidarsi (Deadline: 23 LUGLIO 2015)
Per candidarsi al programma è sufficiente compilare questa form, caricando un Business Plan o Executive Summary del proprio progetto oppure inviando la documentazione a startup@intesasanpaolo.com.

In alternativa è possibile candidarsi anche attraverso i seguenti link: www.europeancleantechchallenge.com (Cleantech) e www.europeanictchallenge.com (Digital & Mobile).

La documentazione inviata consentirà al team di valutare e selezionare le startup più idonee.
Il termine per la presentazione delle candidature è giovedì 23 luglio 2015. Continua a leggere

Spazi in coworking con la terrazza

ROOFTOPIl terrazzamento è qualcosa che ci piace molto e se uniamo il concetto con quello di lavoro, la cosa non cambia anzi probabilmente si potenzia. Infatti la sensazione di poter lavorare all’aria aperta fa provare una libertà emotiva.

Una delle cose positive che offre il coworking è proprio la possibilità di cambiare il proprio posto di lavoro a seconda dell’umore. Forse, all’inizio della giornata, quando si è più produttivi, il desktop è il posto giusto per sviluppare il proprio lavoro sfruttando le prime ore del mattino. Tuttavia, soprattutto d’estate o nelle belle giornate, prima di pranzo o nel pomeriggio, è necessario staccare un po’ e condurre un tipo di lavoro più rilassato. A questo proposito i coworking con spazi all’aperto possono essere luoghi perfetti. Ottimi anche come punto di incontro per relazionarsi con altri coworker con i quali si condivide lo spazio.

Ecco dunque una selezione di foto, per farvi ispirare ad attrezzare e/o utilizzare il vostro spazio terrazzato.

Buon lavoro!

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Coworking: visioni e previsioni a livello globale

2015-06-24-1435121757-3195317-CoworkingSpaces-thumb-2Gli spazi in coworking hanno avuto molto successo mediatico negli ultimi anni, se così si può dire, e la previsione pare essere chiara a tutti: gli uffici tradizionali sono destinati a chiudere o a cambiare radicalmente. Benché operatori del settore, la nostra visione è meno apocalittica; probabilmente gli uffici tradizionali continueranno a sopravvivere soprattutto nelle aziende più strutturate, quello che invece auspichiamo fortemente è un cambiamento di mentalità. Ma andiamo con ordine.

A Londra, l’ambito ufficio condiviso è aumentato del 67%, l’ascesa delle grandi aziende che operano nel settore non può essere negata e l’espansione delle imprese più piccole non è da ignorare. Ma non è solo Londra. Il fenomeno è globale. Lontano dagli spazi uffici di East London o Brooklyn, approdiamo rapidamente negli Emirati Arabi Uniti, in India, in Sud Africa. Questa potrebbe essere una buona notizia per i potenziali investitori. L’espansione di tali spazi oltre i luoghi tradizionali e consolidati in Occidente è la direzione in cui gli operatori dovrebbero guardare. Nel Regno Unito, infatti, sembra che il mercato stia diventando saturo, ma guardando all’estero può preannunciare grandi risultati.

WeWork, una startup con sede a New York, che offre spazi per uffici con servizi alberghieri agli imprenditori che viaggiano, fattura 5 miliardi all’anno, secondo il Wall Street Journal. Con guadagni di questo tipo non è sorprendente che gli investitori vogliano un pezzo di torta “sharing economy”. L’economia della condivisione ha attirato l’interesse grazie alla crescita di aziende come AirBnB e ​​Uber. Realtà che offrono alle persone la possibilità di risparmiare i soldi mettendo in comune le risorse e utilizzando la tecnologia per – paradossalmente – ritornare a tempi più semplici, quando la condivisione era nella naturale evoluzione delle cose.

In quest’ottica anche per gli spazi di lavoro condivisi gli affari vanno a gonfie vele. Si prevede che entro il 2022, la maggior parte di noi lavorerà in remoto tramite varie tecnologie cloud e quasi ovunque, purché abbia una connessione decente WiFi. L’interazione e la collaborazione sarà comunque sempre ricercata, per questo gli spazi attrezzati hanno davanti un futuro in crescita. È l’aumento della tecnologia cloud, in particolare, che ha permesso un regime di ufficio meno rigoroso, mettendo in pratica attitudini lavorative più flessibili.

Per tornare al nostro stivale, prevediamo certamente anche da noi un’espansione e un cambiamento di atteggiamento verso l’ufficio tradizionale, ma la nuova tendenza non può prescindere da una comprensione e accettazione dei valori che stanno dietro ad un’attività lavorativa meno statica.

 

Aprire un coworking non basta

costi-errata-comunicazioneAprire un coworking non basta. L’affermazione potrà sembrare una banalità, ma il concetto trova molta resistenza a passare. Probabilmente è tutto collegato alla comprensione della pratica lavorativa in condivisione. Chi ne capisce e promuove il valore sa perfettamente che attrezzare uno spazio, una stanza o una scrivania non va necessariamente di pari passo con lo stiparlo di lavoratori. Allora cerchiamo di andare al sodo: riempire un coworking è possibile, ma è necessario lavorare per farlo. Pochi e sintetici punti per capire quello che è necessario fare e quello che è da evitare per far sì che il vostro luogo di lavoro condiviso sia abitato e non disabitato.

Fate autocritica
Se una persona entra nel vostro spazio per chiedere un attrezzo di ferramenta, è troppo facile pensare che l’individuo sia stupido. La prima cosa da fare è capire che la colpa è la vostra perché le indicazioni, le insegne, i cartelli o qualsiasi cosa avete inserito fuori dal vostro coworking non è ben comprensibile a tutti. Allora iniziate da capo, e fate un’adeguata comunicazione in loco che sia comprensibile anche ad un bambino di 5 anni.

Non siate snob
Se il vostro spazio per esempio si trova in una provincia piccola, probabilmente avrà meno concorrenza rispetto ad uno spazio locato in una città, ma avrà anche un minor numero di persone che ne comprendono l’utilizzo. Quindi è perfettamente inutile che vi rivolgiate ai vostri potenziali coworker, che vivono in una realtà dove non si è mai aperto un coworking, come se fosse la pratica più diffusa al mondo. Ricordate che non siete a New York, avvicinatevi ai vostri concittadini e loro si avvicineranno a voi, i termini poi diventeranno di uso comune e assumeranno il loro valore con il tempo.

Dal micro al macro
Certo internet è la chiave dl successo, ma uno spazio conosciuto online deve essere conosciuto anche nel proprio territorio, quartiere, paese o provincia che essa sia. Quindi partite includendo nei vostri eventi le persone più prossime, fisicamente parlando, anche perché la loro presenza sarà certamente garantita a differenza di chi deve macinare km per raggiungervi. Quando avrete ben chiaro il valore di chi vi circonda, allora potete cominciare a viaggiare in rete.

La vita social
Sembrerà di parte, ma il primo passo è registrati sui motori di ricerca e sui marketplace. È importante avere un proprio sito ma se il vostro budget è al limite, meglio una pagina facebook ben curata che un sito web della prima guerra mondiale. Curate la vostra vita social come curate il pelo del vostro cane e cercate sempre di essere politically correct.

Aprite le porte
Ed ecco il consiglio più banale, ma il più importante di tutti. Spalancate gli ingressi del vostro spazio, lasciate entrare gente e soprattutto promuovete eventi. Immaginiamo che se siete un coworking che punta sull’innovazione tecnologica magari non avete voglia di promuovere corsi di ceramica, ma magari avrete modo e tempo di organizzare un piccolo concerto, un pianobar, una lettura; la cultura dopotutto non si scontra mai con niente.

 

 

A Londra, spunta un coworking sull’albero

TreexofficeLo abbiamo già detto, il coworking è un mondo in ascesa e i suoi sviluppi sono imprevedibili. Questa volta a far parlare di sé è uno spazio provvisorio, innovativo ed eco-friendly che come una navicella spaziale, si è materializzato un mattino nel bel mezzo di un parco londinese, così come racconta la fonte Artribune

Si chiama TREExOFFICE e ha aperto nel parco di Hoxton Square, nella zona est della città, in occasione del London Festival of Architecture. Progettato da artisti e designer per lavorare immersi nel verde, lo spazio è stato costruito attorno ad un albero ed è dotato di elettricità, connessione wi-fi e di otto postazioni per co-workers. La struttura portante è stata realizzata con carta pressata e pannelli traslucidi in policarbonato apribili, per delimitare un confine permeabile tra l’ambiente naturale esterno e lo spazio di lavoro. Anche per la copertura si è scelto un materiale trasparente, così da permettere alla luce naturale di filtrare all’interno.

Ed ecco un nuovo concetto di ufficio che cambia il modo di lavorare in città, parafrasando le parole dello studio Tate Harmer, che è stato coinvolto nella progettazione della struttura. Il design, l’ecosostenibilità del progetto sono un valore non solo per il verde cittadino, ma anche per la città e il suo modo di abitarla.

L’ufficio pop-up resterà operativo per i prossimi sette mesi e il ricavato dell’affitto delle postazioni sarà investito per valorizzare altri parchi e zone verdi di Londra.

Spoleto, al Coworking in scena Dente con le “Favole per bambini molto stanchi”

Coworking Spoleto DenteSabato 27 giugno, in pieno centro storico, il cantautore disincantato presenterà il suo primo libro tra proiezione di illustrazioni e reading. Come riferisce il sito di informazione umbria24.it, il popolare artista sarà protagonista di un appuntamento speciale organizzato da Coworking Spoleto. Lo spazio di lavoro condiviso umbro ospiterà la presentazione di Favole per bambini molto stanchi, il primo libro del cantautore romantici e scanzonato.

Per la regione è la prima presentazione in assoluto della raccolta di fiabe composte da Dente e illustrate da Franco Matticchio ma adatte alla lettura e alla riflessione di un pubblico di tutte le età.  Continua a leggere

Dal coworking all’orto solidale

Schermata 2015-06-15 alle 09.57.30Questa volta è un piccolo comune in provincia di Macerata, Ripe San Ginesio, che fa parlare di sé per il coworkinge e non solo.  Il paese ospita da quattro anni Borgofuturo, il festival della sostenibilità a misura di borgo.

Proprio in occasione della quarta edizione della manifestazione, in programma il 4 e 5 luglio, sarà lanciata l’iniziativa Qui:Borgofuturo per la riqualificazione sostenibile degli spazi del centro storico di Ripe San Ginesio: spazi di coworking, un orto solidale, attività economiche in chiave creativa, turismo sostenibile.

Comune ad alta vocazione ambientale: raccolta differenziata che ormai da anni supera l’80%, un impianto fotovoltaico che produce più della metà del fabbisogno di energia elettrica delle utenze comunali, scuola pubblica ad alta efficienza energetica, solare termico che produce acqua calda per la palestra e per l’asilo nido, lampioni a led e l’anfiteatro all’aperto recuperato in modo sostenibile da una ex cava.

Gli obiettivi di “Qui: Borgofuturo” sono di incentivare il ripopolamento del paese in una logica di solidarietà e condivisione, riqualificare il borgo favorendo la rinascita di attività economiche in chiave creativa, innovativa ed ecologica e potenziare le strutture d’accoglienza per intercettare flussi turistici sostenibili e di qualità. Continua a leggere

Edison Innovation Week

1433779736_INNOVATION-WEEKEdison insieme a Wired apre le sue porte per ospitare una settimana interamente dedicata all’innovazione tecnologica, alla Rete e alle startup. Dal 16 al 20 giugno chi vuol essere motore del cambiamento può confrontarsi e mettersi alla prova sotto lo sguardo degli esperti di tecnologia e digitale a livello internazionale. Conferenze, workshop e sessioni digitali per mostrare il meglio dell’innovazione in Italia e nel mondo.

16 GIUGNO
RESEARCH DAY

In occasione dell’inaugurazione del centro Ricerca e Sviluppo di Trofarello (TO), Edison ospita nella propria sede un talk sulla ricerca scientifica in Italia. Durante la mattinata ci sarà anche il collegamento con Trofarello e i relatori in loco.

11,30 – 13,00 Le sfide della ricerca scientifica in Italia

Sabrina De Biase, senior researcher Edison R&D
Despina Fragouli, Senior Researcher Smart Materials, Istituto Italiano di Tecnologia
Francesco Meinardi, professore associato di Fisica della Materia, Università di Milano Bicocca
Sergio Brovelli, professore associato di Fisica Sperimentale, Università di Milano Bicocca

Modera Omar Schillaci, caporedattore di Wired

Ingresso libero
Registrazione su http://www.edison.it/innovation-week-research-day

17 GIUGNO
INNOVATION DAY
Ingresso libero al mattino; su invito di pomeriggio

Nella mattinata panel sul tema innovazione e tecnologia con focus su Internet of Things e Big Data. Di pomeriggio lancio del Charter dell’Innovazione e dei tavoli di lavoro sui temi: Energia e infrastrutture abilitanti per il paese; Smart community; Social innovation e Digital culture.

Expo è una straordinaria occasione di confronto per interrogarsi su come far riaccendere il motore del cambiamento nel nostro Paese. Edison intende coinvolgere le migliori menti del Paese – economisti, opinion leader, artisti, ma soprattutto giovani ricercatori, startupper e il mondo della Rete – per costruire insieme il Charter dell’Innovazione. Un manifesto costruito nei mesi dell’Expo che sarà lasciato come eredità al nostro Paese e alle istituzioni. Continua a leggere

Quello che i coworker non dicono

coworkingDi seguito un elenco delle esigenze dei coworker che abbiamo raccolto nella nostra esperienza. Le tematiche non sono un segreto, ma leggete con attenzione perché rivelano delle necessità non sempre evidenti.

Posizione. La comodità vince su molti altri fattori, i futuri coworker cercano un ambiente vicino a casa o comodo per gli spostamenti. Questo aspetto deve far riflettere sulle azioni che un host può svolgere per richiamare utenti. In primis lavorare a livello glocal, ovvero promuovere il proprio spazio in zona, ma è necessario non dimenticare di farlo conoscere anche a livello globale; su questo internet è uno strumento impeccabile, il tutto perché possa essere conosciuto anche al di fuori dell’area di riferimento. L’online reputation è un fattore x.

Gestione dello spazio. Secondo il nostro sondaggio, lo spazio di coworking ideale è accessibile h24 e 7 giorni su 7. Il mix di scrivanie flessibili e permanenti è un valore aggiunto, perché fa vivere lo spazio in modo ancora più dinamico, al cui interno vi è una community stabile e un’altra che va e viene e dunque permette di evitare la stagnazione dei rapporti e delle collaborazioni. Inoltre è importante coinvolgere i soci in molte decisioni interne (gestione sala riunioni, sicurezza, accesso alla cucina etc).

Comunità. Si fa presto a dire community ma ricordiamoci che per un coworker è importante sia l’interazione interna che quella esterna. Per questo via alle innumerevoli colazioni, pranzi, cene, aperitivi e tornei di calcetto tra coworker; ma ricordiamoci anche che la comunità deve essere aperta al mondo esterno e pronta ad accogliere e farsi conoscere. Vanno organizzati eventi che coinvolgano un pubblico altro, quindi porte aperte non solo per far provare la scrivania ma per far entrare nuovi frequentatori.

Rispetto. Interagire con gli altri è un dovere all’interno di un coworking, ma è un compito che non può essere svolto in modo continuato. La condivisione della conoscenza infatti è solo un aspetto di questa modalità lavorativa. Per molti lavorare in coworking non significa lavorare con gli altri, ma essere rispettati anche quando si svolge il lavoro in solitudine o con il proprio team.