Archivio mensile:maggio 2015

Edison startup challenge

11373914_1029659113713249_1575158858_nIn occasione di #EdisonEXPO, Edison lancia la sfida delle startup italiane.

Durante l’Innovation Week in programma dal 16 al 21 giugno 2015 le startup in gara avranno la possibilità di sfidarsi.

Il 19 giugno, Edison farà confrontare le migliori startup italiane con il mondo degli investitori e business angels. Una giornata in cui le realtà più dinamiche, intraprendenti e convincenti nei settori Energia, Internet of Things, Smart Communities e Social Innovation si sfideranno davanti a una Giuria di esperti composta da rappresentanti di Edison insieme a importanti realtà economiche e finanziarie.

Le tre migliori startup che la spunteranno davanti alla Giuria riceveranno visibilità sui canali Edison e su Wired, partner dell’iniziativa e avranno l’occasione di entrare direttamente in contatto con i business angels, venture capitalists e altre istituzioni economiche e finanziarie.

Al vincitore della challenge Edison offrirà inoltre l’acceso al programma di supporto e tutoring del premio Edison Puls.

Le startup concorrenti avranno ciascuna 5 minuti per presentare la propria realtà e convincere la Giuria che, a suo giudizio insindacabile, sceglierà i primi tre classificati e il vincitore. Altri dettagli sulle modalità pratiche della challenge saranno comunicati durante la giornata stessa.  Continua a leggere

Un coworking dedicato al cibo

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Si parla molto di caratterizzare il proprio coworking, come forma di nascita, crescita e sviluppo di uno spazio. Pertanto oggi riportiamo un esempio oltre oceano che ci pare molto interessante.

A San Francisco infatti è nato un coworking che, è proprio il caso di dirlo, ha una specificità molto peculiare. Si tratta infatti di uno spazio dove professionisti e imprenditori  intraprendono progetti legati al cibo.

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In fase di raccolta di fondi attraverso la piattaforma Kickstarter, lo spazio Forage Kitchen punta a realizzare una cucina, uffici, una fabbrica di birra, uno spazio commerciale, workshop tenuti da produttori locali, un giardino sul tetto per produrre cibo che verrà poi utilizzato in cucina, e altre iniziative volte a sostenere le imprese.

Forage Kitchen sarà il primo spazio di coworking incentrato sul cibo, e certamente sarà molto più di una cucina comune; diventerà una casa per le imprese alimentari e un centro in cui i produttori locali possono avviare i loro progetti con il supporto delle altre persone che passano attraverso le stesse lotte.

Un modello replicabile – speriamo presto – anche in Italia.

L’importanza di scegliere la giusta rete

1966-Scuola-TelecomunicazioniIl momento storico nel quale viviamo necessita di una visione ad ampio raggio per uscire dalla scarsa crescita e dalla stagnazione lavorativa.

All’interno della sharing economy, il fenomeno del coworking nasce e si sviluppa anche, e soprattutto, dalla necessità di fare rete, dalla possibilità che l’interazione sociale e professionale tra soggetti diversi possa far scaturire nuove possibilità.

Per chiunque si occupi di coworking è importante aver chiaro che la prima di queste reti è Internet.

Ogni coworker, nomade o meno, non può non essere in contatto con un network di persone e quindi di server diversi. Il coworker deve essere in rete, questo è il punto di partenza.

Pertanto i gestori devono offrire una navigazione adeguata a chi necessità di un collegamento continuativo. Troppo spesso – e ognuno di noi ha vissuto questa esperienza – il rallentamento del nostro lavoro, nonostante hardware costosi ed aggiornati, è causato dalla rete nazionale ATM, il protocollo di rete di collegamento dati. File video, audio, immagini non si caricano a causa di upload lenti.

Per uno spazio di coworking mantenere una vecchia rete o non confrontarsi con un consulente per le telecomunicazioni è come far scappare tutti gli utenti, per questo tra i nostri servizi  di consulenza abbiamo attivato anche l’area telecomunicazioni.

Marshall McLuhan l’aveva già capito nel 1964, quando sosteneva che “Il medium è il messaggio”. Lo strumento di comunicazione in sé come veicolatore di informazione è la chiave di accesso.

5 problemi della sharing economy

94999f010d75eb1cff6525eb992935d3Nel corso di questi due anni di attività abbiamo identificato cinque aspetti cardine che sono di ostacolo ad un’espansione diversificata della sharing economy. Tanto è vero che alcuni colossi, ideatori di nuove pratiche di condivisione, possono essere ormai comparati a multinazionali per fatturato e sistemi di gestione aziendale, quanto lo è che moltissime società che fondano il loro business su un’economia della condivisione vanno incontro al fallimento.

Ed ecco per loro e per chiunque lo reputi interessante, un sunto delle difficoltà condensate nei termini: diffidenza, rete, comprensione, denaro, abitudini.

Diffidenza
Secondo la nostra esperienza si tratta dell’aspetto più difficile da scardinare. Se gli altri elementi di criticità possono essere affrontati anche con una comunicazione adeguata, la diffidenza ha bisogno di tempo e contaminazione tra le parti per essere, almeno in parte, smussata. Si tratta sicuramente di uno degli elementi di forte resistenza all’espansione della sharing economy soprattutto nei Paesi latini. La differenza tra utilizzare servizi offerti attraverso l’economia tradizionale, o consumismo che dir si voglia, piuttosto che nuove pratiche di scambio, è l’idea che la società che sta dietro al servizio sia un garante a differenza del privato. Un senso di garanzia che spesso è ottenuto attraverso un’attività di marketing che la società svolge, e che invece il privato non ha modo di fare.  Anche quando l’azienda promotrice di una nuova pratica di sharing economy mette in atto attività di marketing, l’utente sa che il suo referente è un privato.

Rete 
Altra problematicità è che il primo contatto avviene quasi esclusivamente attraverso internet. Certo siamo nell’era dei social, dei profili a tutti i costi e della visibilità online che ormai domina la sfera pubblica e privata. Ma i “leoni da tastiera” hanno molta reticenza a mostrare il loro volto e a confrontarsi umanamente con l’altro. Lo schermo protegge non solo dai malintenzionati, ma anche dalla generica paura dell’altro, dall’insicurezza o dall’inadeguatezza, tipico sentimento della vita moderna che è sempre più esigente. Continua a leggere

coworkingfor easy, i servizi per il tuo spazio

Coworking+SpaceCoworkingfor easy è il servizio in grado di sostenere i coworking nell’avvio e/o nella gestione quotidiana dello spazio, offrendo un’ampia gamma di proposte per rispondere a tutto tondo alle vostre necessità.

I servizi offerti in partnership con la nostra rete di collaboratori

Build Up

Marketing

Eventi

Telecomunicazioni

Pulizie

Progettiamo, organizziamo, realizziamo centri di coworking e ti aiutiamo a costruire una community di riferimento che ti sostiene nella crescita del tuo spazio. L’obiettivo è che le postazioni del tuo coworking siano affittate e che tu abbia una comunità di professionisti/clienti che rappresenti per te un bacino di utenza preferenziale a cui proporre servizi e attività.

Serve un’analisi sull’attrattività della business idea e sulle potenzialità di mercato? Chi sono i potenziali clienti, che caratteristiche e che necessità hanno? Quanto la business idea è calzante per rispondere alle attese del target di mercato? Cosa manca alla value proposition per essere più incisiva? Qual è il giusto prezzo? Consulenti di marketing, esperti in indagini di mercato, vi aiuteranno a rispondere a tutti questi quesiti.

Uno spazio di coworking è attivo online e offline. Promuovere un evento o una serie di eventi significa accrescere la online reputation, animare lo spazio con una community attiva, promuovere il networking. Che si tratti di una colazione, di un workshop o di un incontro ti aiutiamo ad organizzare il tuo evento, e a promuoverlo ad un ampia platea targhettizzata.

L’accesso a internet, come la telefonia, sono servizi primari in uno spazio di coworking. È fondamentale che la scelta dell’operatore si riveli adeguata. I servizi di telecomunicazione atterrano ed impattano su una serie di altri applicativi software e hardware essenziali per l’attività di business. Offriamo consulenza nel settore internet, telefonia e connessione dati, e sostegno nell’installazione di impianti: videosorveglianza, controllo accessi e antincendio.

Le pulizie sono uno degli aspetti pragmatici più importanti di uno spazio di coworking. Un ambiente di lavoro pulito è un biglietto da visita per chi lo abita, ma anche per i futuri coworkers, i lavoratori nomadi e gli utenti di passaggio. Offriamo servizi di pulizia ad ore a seconda delle esigenze del cliente. Massima flessibilità e possibilità di integrare servizi per i vostri coworker (stiratura ad ore, pulizie domestiche). Contattaci, la prima ora di pulizia è gratuita.

 

Adotta un ufficio, dalla Francia il riuso aziendale

7454bdfbda313c358fdbaa541ca32366La startup francese Adotta Un Ufficio (Adopte Un Bureau) ha lo scopo di ridurre lo spreco di mobili per ufficio. La società consente a start-up, PMI e spazi di coworking di trovare mobili di qualità, usati, a prezzi contenuti. Un sistema pratico, economico ed ecologico.

Oggigiorno solo il 3% di mobili per ufficio viene riutilizzata. La maggior parte delle start-up e PMI per ridurre i costi arredano il proprio spazio con mobili IKEA o di altre catene low cost. Ma queste soluzioni sono, in termini di tempo e non solo, costose e molte volte non consentono alle aziende di avere la fattura. Adotta Un Ufficio punta sul concetto di risparmio di tempo e denaro, acquistando online mobili in ottime condizioni.

Fondata da Christophe Cote, l’idea è nata quando per necessità ha cambiato ufficio e vecchi mobili, di lusso ancora in ottimo stato, siamo andati al cassonetto. In quel momento ha realizzato che molte startup avrebbero sicuramente potuto beneficiare di quel mobilio, ma non c’era un marketplace dove poterlo offrire.

Tutte le tendenze dell’economia collaborativa che si stanno radicando nel settore privato stanno passando lentamente anche alla sfera lavorativa; oggi più che mai le aziende hanno bisogno di trovare flessibilità finanziaria e, così come il coworking, il riutilizzo di mobili per ufficio è pienamente in questa tendenza.

Coopstartup. Nuove imprese crescono

SLIDE2Aperto dal 1 Maggio al 31 Luglio il bando di concorso lanciato da Unicoop Tirreno, in collaborazione con Coopfond, per contribuire alla formazione di nuove imprese cooperative.

Coopstartup Unicoop Tirreno è il progetto che la Cooperativa lancia in occasione del 70° compleanno per favorire l’incremento dell’occupazione giovanile.

L’iniziativa è rivolta a gruppi composti da almeno 3 persone, in maggioranza con meno di 35 anni, che intendano costituire un’impresa cooperativa o che la abbiano costituita nel 2015 nelle aree di attività di Unicoop Tirreno (province di Massa Carrara, Lucca, Livorno, Grosseto, Terni, Viterbo, Roma, Frosinone, Latina, Napoli, Caserta, Avellino).

L’obiettivo è quello di dare un contributo concreto, anche economico, allo sviluppo di idee imprenditoriali da realizzare in forma cooperativa. Saranno privilegiate le idee che propongono l’introduzione di innovazioni tecnologiche, organizzative o sociali, con particolare riferimento agli ambiti considerati prioritari per l’Unione europea. Continua a leggere

L’importanza di chiamarsi… coworking nei mesi estivi

1308134483737I mesi estivi in genere sono i più tranquilli negli spazi di coworking. Alcuni membri diminuiscono il numero delle ore passando dal full time al part time e altri addirittura lasciano lo spazio per poi non fare ritorno.

Per questo è molto importante per i gestori degli spazi utilizzare questi mesi per potenziare la propria immagine, se non si vuole vedere lo spazio mezzo vuoto nel mese di settembre.

Ecco i nostri consigli:

Potenziate la visibilità
Se non siete iscritti a nessuna piattaforma è importante farlo e/o mantenere attivo il vostro spazio online. Nei mesi estivi infatti molti futuri coworker consultano le piattaforme per confrontare i vari spazi e monitorare le nuove aperture. Su coworkingfor potete ottenere maggiore visibilità con meno di 4 euro.

Fate promozione
Sono mesi ideali per far provare gratis lo spazio per qualche giorno, se non addirittura una settimana. Invitate le persone a conoscere lo spazio, è molto probabile che molti approfitteranno dell’offerta e sicuramente qualcuno rimarrà come membro.

Utilizzate la rete
In questi mesi è importante potenziare la vostra presenza su internet. Fate capolino nei gruppi su facebook, su twitter, instagram, pinterest etc. Non sottovalutate questo lavoro, è piuttosto lungo e costante ma si ottengono ottimi risultati.

Per qualsiasi altro consiglio potete rivolgervi a coworkingfor easy: la nostra area di supporto per host e coworkers.
Buon lavoro a tutti!

Vita da coworkers: 5 regole per non dar fastidio

giphyModerate il tono della voce
Banale ma non scontato. I telefoni cellulari non sono off-limits, ma è fondamentale mantenere la conversazione breve e utilizzare un tono di voce relativamente basso. Se la chiamata si protrae, si può continuare la conversazione in una zona isolata. Alcuni spazi hanno aree dedicate esclusivamente alle chiamate. Lo stesso vale se state conversando con il vostro vicino di scrivania.

Evitare di essere sciattoni
Se lo spazio di coworking ha una cucina, non lasciate il vostro yogurt in frigo per un mese. Molti coworker postano sui social le immagini folli di muffa che cresce sul cibo. Rispettare lo spazio dove lavorate significa rispettare voi stessi, il vostro lavoro ed i colleghi.  Dopo tutto è meglio evitare di sentire qualcuno che dice: “cos’è questo strano odore di cibo andato a male?”.

No alla misantropia
Non siate ferocemente antisociali. Gli spazi in coworking promuovono un ambiente in cui la collaborazione è incoraggiata, e dove la contaminazione è il valore aggiunto dell’investimento. Non fa male dire ciao o condividere informazioni sul proprio lavoro.

Se avete un suggerimento, datelo
Sentitevi liberi di offrire idee per rendere l’ambiente migliore per tutti. Se la gente dorme sui divani dell’ufficio, e ne siete infastiditi come coworker o host, qualsiasi sia il vostro ruolo suggerite una soluzione. Perché non fare una partnership con un hotel o casa vacanza locale dove i membri possono dormire con una tariffa ridotta?

Proibiti atteggiamenti disgustosi
Certo questo dovrebbe andare da sé. Ma quando si hanno brutte abitudini è facile riproporle in ufficio o al coworking, come mangiarsi le unghie o effettuare altre operazioni di pulizia non propriamente lecite. La cosa più importante da ricordare? Non siete soli nel vostro appartamento.

Il profilo del coworker

7ed2ce61acf2350a4a59e503e975a1eaSecondo i responsabili di tutti i coworking intervistati, il profilo dominante suole essere generalmente quello di un giovane professionista, in particolare in tre aree specifiche: nuove tecnologie, grafica e architetti. Per i primi due settori, la ragione principale del perché si trovano nei centri di coworking è perché il tipo di lavoro che svolgono non richiede uno spazio fisico costante. Inoltre, per ampliare le loro prospettive professionali si basano su un modello di lavoro flessibile e sulla comunità.

Nel caso degli architetti invece ci sono altri elementi che li hanno convertiti in uno dei gruppi professionali più presenti negli spazi di lavoro condivisi. In primis perché lo praticavano già prima che il fenomeno coworking si affermasse; non era inusuale che in studi di architettura diversi, professionisti lavorassero separatamente ma con le spese condivise. Ma anche perché la categoria è stata una di quelle più toccate dalla crisi, e hanno sperimentato sulla loro pelle come gli spazi occupati in precedenza fossero troppo grandi e quanto insostenibile il canone di affitto mensile.

Più in generale il coworker suole essere un professionista che non ha bisogno di molto spazio per praticare il suo lavoro, come traduttori e giornalisti freelance che iniziano con il lavoro da casa e poi passano al coworking, perché ne hanno abbastanza di lavorare in pigiama e pantofole. Continua a leggere