Archivio mensile:febbraio 2015

Milano sempre più condivisa

1415964703_Car-Sharing-MilanoAVVISO PER LA COSTITUZIONE DI UNA RETE DI ATTORI LOCALI INTERESSATI A COLLABORARE CON IL COMUNE DI MILANO PER INIZIATIVE IN AMBITO SHARING ECONOMY

È indetto un Avviso pubblico per la costituzione di una rete di attori locali interessati a collaborare con il Comune di Milano per promuovere iniziative nell’ambito della sharing economy massimizzandone gli impatti positivi in termini di innovazione e inclusione.

Mediante l’Avviso verrà costituito un elenco qualificato di soggetti che operano nell’ambito della sharing economy, meglio individuati come:
- imprese e organizzazioni (pubbliche e private; profit o non profit) operanti nell’ambito della sharing economy che abbiano maturato esperienze rilevanti nell’erogazione di servizi o nello sviluppo di progetti
- singoli esperti e/o istituzioni di ricerca che abbiano maturato competenze legate alla comprensione del fenomeno sharing economy nei suoi diversi campi di applicazione

I soggetti iscritti all’elenco affiancheranno l’Amministrazione comunale nel raggiungimento degli obiettivi di seguito sintetizzati:
- mappare le esperienze più rilevanti per il territorio milanese e favorire la comunicazione di tali iniziative;
- promuovere il dibattito pubblico, l’informazione e la diffusione di una cultura della sharing economy;
- favorire lo sviluppo di percorsi di formazione sulle nuove professioni emergenti della sharing economy;
- formare e informare il personale della pubblica amministrazione sulle questioni rilevanti della sharing economy; Continua a leggere

Perché un cliente deve scegliere te?

Un nuovo articolo del collega coworker Luca Nicola

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Perché un cliente deve scegliere te? Le
 ragioni possono essere tante. Qui di seguito ne trovi 15, dalle motivazioni più oggettive a quelle più personali.

Che tu sia un consulente o un’azienda che offre servizi, hai un problema da risolvere ogni santo giorno: quello di trovare nuovi clienti. Sappiamo benissimo tutti che non è un’impresa semplice. Ma nemmeno impossibile.

Partiamo da un dato di fatto. Quasi sempre il tuo successo dipende dalla combinazione di alcuni fattori vincenti. Saperli individuare con precisione è importante, perché può aiutarti a fare la differenza e a conquistare nuovi clienti.

Ho provato a fare questo esercizio con me stesso e ne è venuta fuori la lista che ti propongo oggi, basata sulla mia esperienza personale e sulle realtà che conosco meglio.

Ecco i 15 punti che ho individuato.

#1  HA GIÀ COMPRATO DA TE IN PASSATO

E’ una delle più antiche leggi del marketing: se qualcuno compra da te ed è soddisfatto, avrà più di chiunque altro la propensione a (ri)acquistare. E, in più, farà da convinto ambasciatore al tuo brand.

#2  HA AVUTO BUONE REFERENZE

Altro cavallo di battaglia intramontabile è il passaparola. Conosco professionisti che da decenni lavorano grazie a questo sistema antico come il mondo. Il passaparola funziona benissimo anche oggi. Ma si attiva anche e soprattutto online. E qui entra in gioco la tua capacità di fare personal branding.

#3  L’HA CONVINTO LA TUA PROPOSTA

Come hai fatto a superare la concorrenza? Semplice, hai presentato una proposta più convincente. Questo significa che, prima di muoverti, hai studiato a fondo il tuo cliente, il suo mondo e il suo mercato di riferimento.

#4  LA TUA OFFERTA È CHIARA

Spesso sento pronunciare la fatidica frase: “ Ma loro, cosa fanno esattamente?” Ecco, se non è chiaro, chiarissimo quello che fai e cosa offri, difficilmente riuscirai a fare breccia e a conquistare un nuovo cliente.

#5  PROPONI UN’OFFERTA INTEGRATA

Spesso chi si rivolge a un professionista o a una struttura ha una serie di problemi da risolvere e necessità di vario tipo. Quello che chiede è di avere una soluzione integrata. Se sei capace di offrirgliela, magari andando oltre il tuo stretto ambito di intervento, aumentano le tue chances di convincere il cliente. Continua a leggere

Pulizie di primavera? Get Your Hero

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Il tempo stringe, il lavoro pressa, e la lista del “to do” è sempre più lunga. Non è una novità, oggigiorno le attività da svolgere sono incalzanti, e se da un lato le nuove tecnologie hanno migliorato molti aspetti delle nostre vite, certamente ci sottomettono anche a ritmi frenetici che poco si riescono a conciliare con gli altri ambiti della nostra vita, in particolare quelli familiari e domestici. I lavoratori in particolare, in tutta questa frenesia, non hanno più il tempo per dedicarsi al focolaio domestico e svolgere anche semplici mansioni di pulizia.

Ed ecco che arriva il vostro eroe; Get Your Hero è la piattaforma  che offre servizi di pulizia per privati ​​e aziende. Le prenotazioni possono essere fatte in meno di un minuto ed un pagamento sicuro che non richiede alcun contratto o costi aggiuntivi.

Modena, Temporary Store: due bandi per valorizzare eccellenze locali e centro storico

ModenaUn progetto congiunto rivolto a proprietari di locali sfitti o inutilizzati del centro storico di Modena, e a imprese o giovani imprenditori che vogliono promuovere attività di interesse pubblico, legate al periodo di Expo. È l’iniziativa lanciata da Modenamoremio, società di promozione del centro storico, e dal Comune di Modena, intitolata “Temporary Store” e aperta alle iscrizioni fino al prossimo 12 marzo. Obiettivo fare incontrare la domanda e l’offerta fra quanti hanno un locale sfitto  e associazioni, singoli o realtà che intendono promuovere eccellenze locali in concomitanza con la rassegna espositiva mondiale.

Completato il primo censimento delle “vetrine vuote”, sono stati pubblicati due avvisi pubblici, per verificare la disponibilità di proprietari degli spazi e, dall’altro, capire il livello di interesse di associazioni, consorzi e imprese.  Continua a leggere

Spedingo: una nuova piattaforma di sharing economy

28_aranciaLa potremmo definire la Bla Bla Car dei mobili che riempie i camion e svuota le autostrade, sì perché oggi per spiegare in due parole le nuove sfide dell’economia collaborativa possiamo già fare riferimento a un mercato esistente. 

L’idea nasce dall’unione di due semplici considerazioni: molti camion viaggiano vuoti sulle nostre autostrade nella tratta di ritorno, e i costi per trasportare merci ingombranti sono molto elevati.

Così prende vita Spedingo, la start-up che mette insieme domanda (di privati) e offerta (da trasportatori) per abbattere i costi di traslochi e spedizioni con una ricaduta ottima anche sul traffico. Un marketplace virtuale che ottimizza lo spazio sui camion nei viaggi di ritorno, che dopo aver effettuato la consegna viaggiano vuoti, fornendo un servizio a prezzi competitivi. I privati che devono trasportare merce ingombrante come un mobile, un motorino, un’auto inviano al sito la domanda, che viene pubblicata. I trasportatori, tramite computer o smartphone, vedono le richieste e inviano un preventivo.

L’idea permette ai privati di risparmiare fino al 70% rispetto a una spedizione standard, ma favorisce in particolare i piccoli trasportatori che si sono associati a Spedingo. Il sistema sta funzionando molto bene, i due soci Marco Tontini e Marco Tamanti, hanno fondato la loro start-up nel 2012 con fondi privati.

Coworkingfor come sito di sharing economy è particolarmente attenta a questo mercato e felice per la nascita di piattaforme sorelle. Auguriamo pertanto a questa società il meglio, non solo perché nasce da un’intuizione e dal coraggio di privati di mettersi in gioco con nuove forme di business, ma anche perché promuove buone pratiche con ricadute positive su tutte le parti coinvolte incluse le nostre autostrade. Complimenti!

A Marsiglia il primo coworking che paga i suoi membri

top3Group’Union Coworking Marsiglia è il primo spazio che ha deciso di remunerare i suoi membri,  partendo dal concetto che i coworkers sono tutti i potenziali partner commerciali per altri coworkers e possono beneficiare di vantaggi o di un reddito aggiuntivo a seconda della natura delle loro raccomandazioni. Come funziona: i coworker che forniscono occasioni di lavoro ad altri coworker fornitori accumulano punti o una remunerazione extra, pari al 5 % degli importi fatturati ai clienti.

“È normale premiare i coworker più coinvolti, quindi quando sono loro ad apportare le collaborazioni è giusto che ricevano qualcosa in cambio” afferma Christophe Gauthier, il capo di Group’Union. Seguendo la teoria che i migliori venditori sono altri coworkers, Group’Union ha sviluppato un sistema unico in Francia che permette ad ogni coworker di emettere una raccomandazione a distanza tramite il proprio smartphone o computer. In qualsiasi momento si può “catturare” un bisogno, da formalizzare e condividere con il resto della comunità. Le raccomandazioni sono tutte registrate e sistematicamente convalidate prima di essere distribuite ai coworker con le competenze richieste.

Particolare attenzione è rivolta alla qualità delle raccomandazioni emesse: “La sostenibilità del modello dipende dalla qualità dei servizi che offriamo. Dobbiamo essere intransigenti sui tempi di risposta e sulle realizzazioni delle prestazioni” continua  Christophe Gauthier . Le raccomandazioni sono poi seguite con rigore e fino alla loro chiusura. Il processo è semplice da usare e inizia a produrre un reale valore aggiunto. In sei mesi sono state generate 45 raccomandazioni del valore di 90mila euro. I collaboratori sono indipendenti e quindi non sono assolutamente obbligati ad accettare le proposte.

Bella opportunità per i membri del Group’Union .

 

 

Pillole di sopravvivenza per freelance

coffee-dessert-1Ancora un articolo del nostro amico e collega coworker Luca Nicola, consulente di comunicazione e copywriter.

Sei un freelance? Beh, a quanto pare non te la passi bene, stretto tra normative fiscali  assurde e regole di mercato selvagge. Prima di deprimerti, però, leggi questo post.

In questi giorni si parla molto di noi freelance per la riforma del regime dei minimi e l’aumento del contributo INPS voluti dal governo Renzi (basta dare un’occhiata su Twitter all’hashtag #refurtIVA).

Sono questioni serissime, su cui in effetti avremo molto da dire e da fare, una volta che potremo disporre di dati certi.

Oggi però, voglio guardare la questione da un altro punto di vista, di più immediata utilità pratica. Ovvero preferisco concentrare l’attenzione su alcune regole di base – le definirei di manutenzione e buon funzionamento – che sono fondamentali per tenere in vita e far fruttare la nostra attività di freelance.

Le mie non vogliono essere verità, ma semplici suggerimenti ricavati dall’esperienza sul campo.

Okay, andiamo subito al sodo.

#1.GESTIRE I PICCHI (POSITIVI E NEGATIVI) DI LAVORO

Quando si lavora come freelance accadono cose curiose. Ci sono periodi di totale bonaccia, che fanno correre un brivido lungo la schiena. Tutto appare fermo, bloccato. Per contro, ce ne sono altri dove sembra di essere sull’ottovolante: i lavori si susseguono incalzanti e non lasciano un attimo di respiro.

Paradossalmente, entrambe queste situazioni-limite hanno controindicazioni (e, quindi, opportunità) piuttosto importanti.

I momenti di fermo creano comprensibili preoccupazioni, anche perché, lo sappiamo bene, se non fatturi non mangi.

Va detto però che i momenti di pausa sono quelli ideali per dedicarsi all’aggiornamento professionale (per molti aspetti, la priorità numero 1 per un professionista) e al new business.

La ricerca costante di nuovi contatti e di nuovi clienti è la linfa vitale che consente di strutturare un’attività di business sana e che aiuta a frazionare il rischio: se improvvisamente un cliente si blocca o mi molla, posso trovarne un altro che, magari parzialmente, rimedia al danno.

E nei momenti di crisi, seminare con costanza e determinazione è l’unico modo serio per far ripartire la baracca.

Quando invece tutto gira a gonfie vele, c’è sicuramente da essere contenti (è questo, no, l’obiettivo che abbiamo…). Ma sei esposto a due insidie.

La prima è quella di pensare di avere svoltato definitivamente e di non aver più bisogno di fare new business. Grosso errore, perché passato il polverone, può capitare di accorgersi che in realtà la situazione non è poi così scoppiettante.

La seconda è che, sembra banale dirlo, sei stato bravo a procurarti tanti lavori, hai tanti lavori da fare, ma li devi fare tutti bene. Il che, a volte, non è così semplice.

Chiaramente è un problema di organizzazione: posto che tutti i tuoi clienti hanno pari dignità e meritano il massimo dell’attenzione, devi stabilire con molta cura un ordine di priorità nei lavori da svolgere.

Personalmente non sono un fanatico del multitasking, credo che il metodo di lavoro migliore sia quello che il grande regista teatrale Grotowski consigliava ai propri attori: “Imparate dai muratori: fate sempre una cosa alla volta, una dopo l’altra”. Continua a leggere

Con Scholas.Labs anche Papa Francesco punta sulle start up

Graffito_Papa_Francesco_chiesa_vaticano_twitter_social_network-800x500_cÈ proprio vero, le start up sono ormai nella mente di tutti. Questa volta la notizia non riguarda tanto il COSA ma il CHI, ha deciso di aprire un acceleratore per progetti innovati. Ebbene si, si tratta proprio di papa Francesco, grazie a questa iniziativa infatti il Vaticano entra a tutti gli effetti nel mondo del digitale grazie a Scholas.Labs, un incubatore per i progetti di solidarietà.

Naturalmente la notizia è stata diffusa attraverso un Hangout Google in diretta durante la cerimonia di chiusura del IV Congresso Mondiale Educativo delle Scholas Occurrentes, così anche i meccanismi di comunicazione relativi all’evento sono coerenti con il tema trattato.

Vediamo più nel dettaglio come funzionerà. Scholas.Labs ospiterà per quattro mesi i progetti ideati da singoli ricercatori o da startup già formate e finalizzati all’integrazione sociale e all’inclusione scolastica verranno per iniziare un percorso di sviluppo e consolidamento. Le migliori idee entreranno nel programma di accelerazione che darà loro visibilità e metterà a disposizione un network di contatti per trovare gli sponsor adatti a trasformare un’idea in un’impresa reale. Una attenzione particolare sarà rivolta ai progetti che riguardano il mondo della disabilità.

L’iniziativa di Scholas ha già il sostegno di varie grandi compagnie del mondo tecnologico, tra cui Globant, Google, Telecom Group argentina, Mcrosoft, Line64 e Papaya Group.

Sarà lo spirito latino di papa Francesco, o forse l’inevitabile appartenenza all’universo digital per entrare in contatto con il mondo e con i giovani, fatto sta che il Vaticano continua a stupirci e lo fa in modo positivo come non succedeva da molto tempo.

II Giornata del Lavoro Agile

10512_20_mediumIl Comune di Milano ripropone anche quest’anno la Giornata del Lavoro Agile; più tempo per sé, più qualità della vita, più produttività, meno stress e meno inquinamento sono gli obiettivi.

La prima Giornata del Lavoro Agile promossa il 6 febbraio 2014 ha visto l’adesione di più di 100 tra aziende ed enti, ha permesso a lavoratori e lavoratrici che vi hanno partecipato di risparmiare circa 2 ore in un giorno e ha ridotto dell’1% l’inquinamento del traffico stradale a Milano, pari a 32 tonnellate circa di anidride carbonica.

Il lavoro agile non richiede una postazione fissa in ufficio; consente di svolgere i propri compiti ovunque, da casa, dal bar, dal parco, dalla palestra o da una postazione in coworking. È una modalità che soddisfa chi lavora e rende le imprese più competitive.

La 2° Giornata del Lavoro Agile sarà realizzata a Milano e nell’hinterland il 25 marzo 2015.
Possono aderire alla Giornata del lavoro agile le aziende private, gli enti pubblici e gli studi professionali.

L’adesione all’iniziativa è rivolta ad:
• aziende, enti e liberi professionisti che desiderano far sperimentare ai propri lavoratori modalità di “lavoro agile”;
• aziende, enti e liberi professionisti che già hanno attivi accordi e forme di “lavoro agile”.

Saranno verificati i vantaggi di questa modalità di lavoro alternativa in termini di benefici per i lavoratori e le lavoratrici (risparmio di tempo) e per l’ambiente (riduzione delle emissioni di CO2 e PM10, del traffico, dei consumi energetici) con la collaborazione di AMAT (Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio s.r.l.).

Per aderire si accede al sito del Comune (www.comune.milano.it/GiornataLavoroAgile) dove il titolare dell’azienda potrà compilare la scheda online (sezione “Come aderire”).