Archivio mensile:gennaio 2015

2015, l’anno della Sharing Economy

3022840-poster-p-1-is-your-business-ready-for-the-sharing-economyL’ economia della condivisione basata sul concetto di “accesso tramite proprietà” non è la panacea di tutti i problemi. Essa porta con sé la sua quota di polemiche.

Tuttavia, si tratta di uno strumento incredibilmente potente che consente agli individui, alle aziende e alle comunità di ottenere di più con ciò che si ha a disposizione. Fornisce nuove e flessibili opportunità di reddito, di riduzione dei costi, di consumo sostenibile e di valore sociale.

Guardando al futuro, l’economia della condivisione diventa una parte sempre più importante del nuovo contesto globale. Nel settore privato significa: crescita aziendale, partecipazione individuale, business, e anche fallimenti. Nel settore pubblico include: una maggiore adesione e, in particolare per le città, più condivisione da parte dei residenti, una partecipazione più diretta e progressi significativi in materia di riforme politiche.

Quando si parla di economia della condivisione le città sono sempre più di supporto: Portland, in Oregon ha annunciato la sua partnership con Airbnb, adottando un approccio attivo per consentire lo sviluppo dell’economia della condivisione .

Seoul ha lanciato la sua iniziativa di sharing nel 2013. La capitale della Corea del Sud non valorizza solo la condivisione delle imprese, ma mette le proprie risorse sottoutilizzate in uso comune. Ha aperto più di 900 spazi di proprietà comunale a residenti per scopi creativi e produttivi; da gruppi di musica allo yoga. In meno di un anno, più di 23.000 gruppi hanno utilizzato questi luoghi, sbloccando un enorme valore sociale. Continua a leggere

Ponce City Market, 30.000 metri quadrati di hub e co-working

image--atlanta3-a7c3dc7f6198840470b1253e2175757eSappiamo bene che i modelli di coworking italiano non assomigliano a quelli statunitensi; riteniamo però importante volgere sempre lo sguardo al di fuori dei nostri confini non solo nazionali, ma anche europei per capire come evolve il fenomeno coworking all around the world.

Ad Atlanta la società Industrious sta riportando a nuova vita il Ponce City Market uno storico edificio, ex magazzino Sears.

L’idea di riuso si basa in primis sul concetto di comunità; un hub vivace che ospiterà vari negozi, appartamenti e ovviamente spazi di coworking. Il progetto ha attirato numerose aziende tecnologiche, tra le quali Twitter che prevede di prendere in affitto quasi 10mila metri quadrati.

Il target al quale punta Industrious sono le start-up che hanno superato la fase di early-stage e sono in salita. Il progetto include vari servizi per gli host e i coworker tra i quali: sale conferenze, spazi di comunità aperti e camere per dormire. Il luogo ideale per imprenditori singoli e start-up che necessitano la flessibilità dell’ufficio mese per mese. Continua a leggere

Coworking in vacanza: una scrivania in un paradiso tropicale

Schermata 2015-01-22 alle 12.13.20Possiamo cominciare ad associare il termine coworking con all-inclusive. Sebbene fossimo abituati a utilizzare questi due inglesismi, ormai di gergo comune, a due sfere completamente opposte, rispettivamente il lavoro e la vacanza, adesso è tempo di rivedere il loro utilizzo. Sì perché un numero crescente di spazi offrono ai viaggiatori servizi di coworking all-inclusive in luoghi esotici, intrecciando il tempo di vacanza con il tempo di lavoro.

Certamente non è una novità che gli hotel o i resort offrano la possibilità ai viaggiatori di lavorare, ma adesso vi è una nuova opzione per coloro che voglio uscire dalla quotidianità ma non possono staccare la spina. Questi nuovi centri sono una propaggine di spazi di coworking, perché offrono i vantaggi di un ambiente di ufficio su base temporanea. Ma forniscono anche un posto per dormire, divertirsi e socializzare con i colleghi, non in un semplice ufficio ma in luoghi esotici in giro per il mondo.

Si tratta della possibilità di avere lunghi periodi ininterrotti di lavoro, al fine di immergersi in profondità in un problema particolare, in una una destinazione lontana dalle distrazioni abituali. Internet ad alta velocità, ufficio ben fornito, l’accesso a una cucina e cameratismo tutto all-inclusive. Continua a leggere

Città collaborative, una scuola per il futuro

10920920_10152579018752050_3146328689972253854_nTre città collaborative e una scuola sulla condivisione unite per promuovere in Italia un paradigma sociale, economico e istituzionale nuovo. Si terrà a Roma, a Porta Futuro, Via Galvani 108, il 22 gennaio 2015 alle 10:00 l’evento di lancio della Sharing School di Matera. Grazie alla collaborazione tra Casa Netural, Progetto RENA, Collaboriamo e LabGov (LABoratorio per la GOVernance dei beni comuni), in partenariato con Avanzi, OuiShare e Societing e con il supporto dell’ambasciata americana in Italia, Neal Gorenflo di Shareable, il guru mondiale della sharing economy e delle sharing cities, sarà in Italia per lanciare una winter school sui temi della transizione verso un nuovo modello di sviluppo economico centrato sulla condivisione e una alleanza tra città italiane impegnate a fondare processi di trasformazione urbana sulla collaborazione per i beni comuni. Continua a leggere

Quando il divertimento è pubblicità

Vi annoiate in ufficio? Concedetevi di giocare un po’ da soli o con un coworker, se siete talentuosi, arguti e ispirati forse ne trarrete un’ottima pubblicità. Francesco Fragomeni e Chris Limbrick , due creativi di una web agency di New York, si divertono ad animare la loro vita in ufficio ricreando opere d’arte. L’ unica regola del gioco: utilizzare solo gli accessori che si trovano sul posto di lavoro. Un’economia di mezzi che si è riempita con una creatività senza limiti. Dopo aver inizialmente riprodotto la “Creazione di Adamo” di Michelangelo, Francesco e Chris esplorato dipinti di Memling, Rembrandt, Caravaggio, Magritte etc. Una vena inesauribile che ovviamente meritava il suo sito web Do Fools Art. Ecco alcune “opere” selezionate:

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Toscana al via Start Up House

open-house-signLa dotazione finanziaria messa a disposizione dalla Regione è complessivamente di 2 milioni di euro, che serviranno a cofinanziare piccoli interventi di adeguamento per spazi ed immobili da destinare ad attività imprenditoriali di nuova costituzione, start up appunto. La spesa ammessa va da un minimo di 10 mila fino ad un massimo di 50 mila euro. Potranno essere cofinanziati opere edili, impiantistiche, acquisto di attrezzature, arredi, spese tecniche. Gli investimenti dovranno essere conclusi entro 6 mesi a partire dalla data di notifica di concessione del contributo.

Il progetto Start Up House è gestito da Sviluppo Toscana (www.sviluppo.toscana.it) e va ad arricchire l’offerta di Giovanisì (www. giovanisi.it), cui ci si può rivolgere per informazioni. La domanda di contributo da parte dei beneficiari (enti locali, amministrazioni pubblici, enti di ricerca, università) dovrà essere presentata on line a partire dal 12 gennaio 2015 alle ore 17 al 13 aprile 2015 all’indirizzo https://sviluppo.toscana.it/infrastartup.

Destinatari:
Incubatori, Centri servizi e Organismi di ricerca aderenti a Tecnorete.
Soggetti gestori di spazi ed immobili di proprietà pubblica attrezzati per l’avviamento di impresa.
Enti locali che forniscono spazi ed immobili attrezzati per l’avviamento di impresa.

Requisiti
Il richiedente deve dimostrare di possedere o avere nella disponibilità per una durata non inferiore a 5 anni moduli immediatamente disponibili nel territorio regionale da mettere a disposizione delle start-up a cui fornire “servizi di supporto mediante spazi attrezzati e infrastrutturali comprensivi di servizi immobiliari di base, di affidamento e tutoraggio”.

I soggetti interessati possono registrarsi all’indirizzo https://sviluppo.toscana.it/spaziattrezzati/

ulteriori informazioni su  avviso Start Up House

Dove si può “CoWorkare” in Arizona?

coworking-on15th-Ave-Phoenix-ArizonaDomanda: ho un piccolo team, non posso affittare un ufficio ma non posso neanche lavorare in un internet caffè o da casa. Quali sono le opzioni intelligenti a prezzi accessibili?
Risposta: Gli spazi in coworking offrono una soluzione brillante sia per i proprietari di immobili che per i lavoratori mobili.

Ne esistono diverse varietà ma la maggior parte degli spazi in coworking offrono varie tipologie di spazio (un posto a un tavolo, una scrivania, un ufficio) con le esigenze di un ufficio tradizionale (Wi – Fi, stampante, bar, sala riunioni). Andare in coworking è un investimento abbordabile per molti lavoratori e il valore aggiunto è la connessione che si crea con gli altri abitanti dello spazio. Tutto ciò avviene nel mondo e anche in Arizona. Come “contenitore” virtuale degli spazi di coworking italiani, Coworkingfor rivolge sempre uno sguardo al di fuori dei propri confini, per spunto, interpretazione e confronto. Oggi andiamo oltre Oceano, negli Stati Uniti e precisamente in Arizona.

Di seguito un campione di coworking. Ogni struttura ha la propria peculiarità sia essa in servizi che in appartenenza alla comunità. Alcuni sono orientati più verso specifiche tipologie di aziende altri verso stili di vita.  Continua a leggere