Archivio mensile:dicembre 2014

Imprenditoria ed innovazione sociale. Nuovo bando Fabriq.

IMG_20140429_180757-kWZF--592x444@CorriereinnovazioneIl Comune di Milano lancia il nuovo bando FabriQ per il sostegno allo sviluppo di progetti imprenditoriali nel campo dell’innovazione sociale. Il bando, gestito da Impact Hub Milano e Fondazione Brodolini, prevede la selezione di 7 progetti di impresa che riceveranno un contributo fino a  € 20.000 e saranno inseriti all’interno di uno speciale programma di accelerazione della durata di 9 mesi.
Questa edizione è dedicata a 3 tematiche centrali per le attività del Comune di Milano:
smart city;
servizi per una “città accessibile”
sharing economy

Ogni impresa avrà a disposizione un proprio spazio a FabriQ e potrà contare su un tutor che la supporterà nelle scelte gestionali e strategiche. Sarà inoltre supportata con promozione e comunicazione nei differenti mercati e canali di riferimento.

Al bando possono partecipare tutte le imprese costituite da meno di 24 mesi e quelle che si impegnano a costituirsi entro 3 mesi dall’assegnazione del contributo. La call for ideas è aperta fino al 16 marzo 2015.

I progetti di impresa saranno valutati in base a: la capacità di produrre impatto sociale, le ricadute per l’area metropolitana milanese, la fattibilità e sostenibilità del progetto e al suo grado di innovazione. Entro 45 giorni dalla data di chiusura del bando, la giuria definirà i vincitori e ne stilerà la graduatoria.

Informazioni più dettagliete sul sito dell’incubatore Fabriq

Due parole sui nomadi digitali

171716de5db3db3d6ac3b41b28f10bbaUn crescente numero di imprenditori sta lasciando il proprio lavoro per diventare un “lavoratore senza fissa dimora”, secondo una scelta di vita a lungo termine.

La proliferazione di spazi di coworking e di siti web per gli affitti lampo hanno facilitato la strada a questa categoria, auto-identificatasi con un certo orgoglio nella categoria dei nomadi digitali.

L’aumento di siti peer-to-peer, per aiutare le persone con competenze spendibili ovunque a trovare posti dove vivere e lavorare in remoto, ha certamente incrementato il fenomeno. Questi lavoratori evitano la convenzione di un unico spazio professionale, l’intero pianeta è un luogo di lavoro collaborativo, limitato solo dalla connessione Wi-fi.

I nomadi effettivamente fanno quello che molti sognano ad occhi aperti: girano l’Italia, e il mondo. Le condizioni però non sono sempre glamour, per usare un termine alla moda. E l’aspetto della sostenibilità economica è un duro scoglio da superare.

La rete però rafforza lo spirito zingaro e imprenditoriale, che in questa figura si fondono. Aiutati da un loro hashtag, #digitalnomad e dalle reti sociali come Twitter, Instagram e Facebook che facilitano la comunicazione tra i chilometri e la costruzione di un senso di comunità.  Alcuni hanno addirittura creato un inno digitale nomade, un video parodia chiamato Daily Café Hustlin.

Una micro economia sta nascendo per servire questi viaggiatori. Il Digital Nomad Hub, per esempio, fornisce un servizio per chi vuole esplorare blog, podcast e libri con titoli come The Art of Noncomformity  e  Be a Nomad Digital. Mentre The Nomad List cataloga molte delle migliori città del mondo per vivere e lavorare in remoto, fornendo un costo della vita stimato, velocità di Internet e anche il numero di nomadi presenti.

I nomadi digitali generalmente prediligono i coworking. La scelta non è solo dettata da un luogo di lavoro adeguato alle esigenze professionali, ma anche dal vantaggio di incontrare altri imprenditori potenzialmente digitali.

E voi vi definite nomadi digitali? O semplicemente coworkers?

 

Parola d’ordine condivisione: Milano punta sugli scooter.

econduceLa sharing economy galoppa alla velocità della luce. Nel 2015 si prevede un’esplosione sul mercato internazionale e l’Italia si tiene al passo. 

Milano in particolare modo dimostra un grande interesse sull’argomento. Solo in termini di mobilità nel capoluogo meneghino nel 2013 grazie all’avvio del carsharing si è registrato un calo di auto immatricolate (16 mila in meno).

Il Comune dunque cerca di incrementare la mobilità condivisa, non solo con le auto e le biciclette, infatti tra poco ad ampliare l’offerta ci saranno anche gli scooter. Il servizio prenderà avvio dal 21 marzo 2015. ”Qualunque sia il mezzo di trasporto a Milano deve essere disponibile anche in sharing” afferma l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran.

La Giunta ha da poco approvato le linee guida per l’individuazione dei soggetti pubblici o privati interessati a svolgere il servizio. Tra i punti più importanti: garantire un servizio attivo 365 giorni e disponibile 24 ore su 24 e organizzare con cadenza semestrale per i propri abbonati corsi di formazione alla guida e alle sicurezza stradale volti a garantire l’incolumità sia dei fruitori sia dei pedoni, ciclisti e automobilisti.  Continua a leggere

Ufficio condiviso, coworking, sala riunioni? Segui le mucche

Gli spazi di lavoro condiviso sono in crescita esponenziale. Si parla molto di coworking ma sul mercato crescono le offerte di affitto per le sale riunioni, luoghi per corsi o semplicemente per uffici condivisi. Se volte avere un’idea di quante sono le scrivanie in affitto in Italia seguite le mucchine:

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Open Innovation Lombardia

01f8f173afc7690de2ddfb9438b2f057Open Innovation Lombardia ha lo scopo di proporre un nuovo modello di policy per l’innovazione regionale che sfrutta le potenzialità della rete per permettere alle imprese di innovare velocemente con un approccio collaborativo.

L’iniziativa consentirà di mettere a sistema i numerosi attori del sistema imprenditoriale e della ricerca, a livello nazionale ed internazionale, incentivando ed accelerando processi di knowledge transfer e di sviluppo di innovazioni a livello di prodotto, processo, servizio o modello organizzativo. Un maggiore valore aggiunto, unito ad un ampliamento delle competenze aziendali, porterà potenzialmente ad una maggiore solidità e ad un miglior posizionamento delle imprese anche a livello internazionale. La promozione di forme collaborative costituirà inoltre un fattore funzionale anche per politiche future indirizzate alla competitività, ponendo di fatto le basi per partnership anche di lunga durata tra imprese ed altri operatori del mondo imprenditoriale e della ricerca.

Sono in fase di attivazione 2 misure dirette a supporto delle imprese:

Bando per l’accesso a piattaforme di Open Innovation
Sostiene le micro, piccole e medie imprese singole operanti nel settore manifatturiero e delle costruzioni e dei servizi alle imprese, per l’accesso a piattaforme di Open Innovation, che comprende costi di consulenze e servizi accessori (scouting, technology audit) nonché servizi avanzati funzionali alla migliore fruizione della piattaforma. La dotazione finanziaria della misura ammonta a € 500.000,00; copre il 50% dei costi ammissibili, fino ad un massimo di € 20.000,00 euro. La procedura è a sportello, con apertura a dicembre 2014. Le domande possono essere presentate fino al 1 giugno 2015.

Bando per la creazione e lo sviluppo di communities all’interno della piattaforma regionale di Open Innovation, coerenti con la strategia di specializzazione intelligente regionale. L’iniziativa si rivolge a organismi di ricerca e a micro, piccole e medie imprese operanti nel settore manifatturiero e delle costruzioni e dei servizi alle imprese. Finanzia attività progettuali dirette a promuovere la creazione di comunità virtuali di interesse sulla piattaforma regionale di Open Innovation, che aggreghino i portatori di competenze per la creazione di ecosistemi di aggregazione. La dotazione finanziaria complessiva della misura di agevolazione ammonta a € 500.000,00; copre il 50% dei costi ammissibili, fino ad un massimo di € 12.500,00. La procedura è a sportello, con apertura a dicembre 2014. Le domande possono essere presentate fino al 30 giugno 2015. 

Per ulteriori informazioni

5 must per aprire un coworking

theworks_logo_iconTutti parlano di coworking ma in ultima analisi è possibile definirli? Certamente non è sufficiente offrire una scrivania per definirsi un coworking, oppure no? Per chi vuole iniziare questa avventura ecco alcuni consigli utili:

La posizione
Con il continuo aumento del numero di spazi di coworking, è fondamentale scegliere un posto che si distingue dagli altri. Per questo, va bene tutto: studio dell’artista, loft industriale, stalla restaurata, la parola d’ordine è originalità. Oltre all’architettura dello spazio è importante tener conto dei criteri di accessibilità e le tipologie di attività individuate nella zona (è un quartiere di artisti, di attori digitali, affari?).

La comunità
Coltivare la comunità è la chiave per il successo. Più la rete sarà sviluppata più si attireranno altri membri. Per creare più facilmente il networking si può dare un tema al coworking (editoria, digitale, arte, cucina). Ovviamente nulla obbliga a un bersaglio di settore, alcune zone sono un meltingpot di attività da attirare una grande diversità di coworker, che sono così certi di non competere tra loro e trarre beneficio dalle loro complementarietà.

Servizi
Offrire una gamma completa di servizi è essenziale: accesso a internet, stampanti, caffetteria, ricevere posta, domiciliazione, sale riunioni. Fino ad offrire sostegno e consulenza per lo sviluppo delle attività.

L’intrattenimento nella zona
Animate il vostro coworking in modo da favorire scambi tra colleghi. Reti sociali, newsletter e blog sono alleati preziosi in questo senso.

Gestione e amministrazione
La creazione e la gestione di uno spazio di coworking non può essere improvvisata durante la notte. È necessario gestire i contratti, le fatture, ricevere la posta, organizzare l’accesso alle sale riunioni etc. Tutto va bene se le regole sono chiare e rispettate da tutti.

Top ten dei 10 motivi per scegliere uno spazio in coworking

Top10_bannerAppartenenza alla comunità, benefici economici, collaborazione, e servizi sono solo alcune delle ragioni per eleggere un ufficio condiviso. Ecco le dieci ragioni top:

1. Un coworking non solo fornisce un’immagine professionale adeguata, ma ti aiuta anche a risparmiare le calorie che si consumerebbero lavorando in un internet caffè.

2. Il tuo corpo necessita di star seduto su una sedia ben comoda e appoggiato su una scrivania adeguata. Lavorare su un tavolo da cucina o in un bar non è appropriato per la nostra salute.

3. Opportunità di networking. Uno spazio coworking è un luogo di imprenditori e professionisti che sono appassionati di quello che fanno. Al suo interno si possono incontrare potenziali clienti e dipendenti.

4. Senso di appartenenza. Lavorare in solitudine può distruggere la creatività. È stimolante essere circondati da menti creative e lavoratori motivati.

5. Spazio professionale. Non è da sottovalutare l’impatto positivo che una sala riunioni ben arredata può avere su un potenziale cliente.

6. Opportunità di sviluppo professionale. Gli appuntamenti all’interno dei coworking – seminari, workshop, eventi – danno ai membri la possibilità di imparare e crescere.

7. Non pensare a niente. Riscaldamento, luce, gas, stampante, carta, sono già a disposizione.

8. Accende le collaborazioni. Si scoprono vari modi di fare squadra con altri coworkers.

9. I coworking sono generalmente ambienti molto belli, che sarebbero fuori dal budget del singolo coworker.

10. Caffè sempre a portata di mano.

A Milano laboratori di Sharing Economy

Drill-Collaborative-ConsumptionLunedì 15 dicembre, alle 18.30, presso l’Informagiovani del Comune di Milano – via Dogana 2 - primo appuntamento di una serie di incontri che hanno l’obiettivo di spiegare ai giovani  le opportunità della sharing economy intesa come nuovo modello economico ma anche culturale.

L’economia collaborativa promuove un nuovo modello di sviluppo economico che si basa sul riuso e sulla condivisione delle risorse. Questo nuovo modello offre opportunità a tutti i cittadini e in particolare i giovani che utilizzando i servizi collaborativi possono risparmiare o guadagnare qualcosa, contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e, soprattutto, costruire nuove forme di socialità. Gli incontri avranno un taglio laboratoriale in modo che attraverso la pratica e l’esperienza si possa entrare in contatto con il significato del tema proposto.

L’evento sarà curato da Timerepublik, banca del tempo digitale e prevederà oltre a una breve introduzione sull’economia collaborativa un gioco-laboratorio su lavoro, tempo e denaro.

Notizia da Collaboriamo