Archivio mensile:agosto 2014

Coworking is The New Black

WeWork-Seattle-by-Melanie-Biehle-for-Seattle-Refined-Gallery+1Negli ultimi anni, gli spazi di coworking hanno cominciato a dilagare ovunque. Andando oltre oceano, la città di Seattle ha istituito la Coworking Week. Una celebrazione per consulenti, professionisti e creativi che sono usciti dalle loro camere da letto e dalle caffetterie per portare avanti il proprio lavoro in spazi più flessibili; condividendo servizi. Il Coworking Seattle Wiki elenca più di 20 spazi di coworking solo a Seattle, ognuno con la propria atmosfera e le proprie peculiarità.

Uno degli spazi di coworking di Seattle più famosi si trova a South Lake Union e si chiama WeWork. Questo grande spazio ha circa 500 membri che lavorano in aree ufficio di varie dimensioni; si va dalla stanza singola a quella con 18 persone. C’è una zona comune open space, decorata con un murales illustrato da Alessandro Mostov. Si possono gustare altri elementi di design che includono pareti rivestite con immagini di Kurt Cobain, Jimi Hendrix e manifesti di concerti che hanno fatto epoca. Giusto per non perdere il senso dell’estetica e farsi ispirare dalla creatività.

General_1WeWork ha uffici in tutto il mondo. Chi è membro nella sede di Seattle, può prenotare una sala conferenze nella sede di New York, di Los Angeles, di Londra, e/o in altre città. WeWork ha un’opzione di un abbonamento mensile che offre, oltre alla postazione/ufficio, un accesso a un esclusivo network online, dove si possono trovare gli altri membri WeWork per collaborare e condividere risorse.

WeWork offre molte attività: happy hours, meeting professionali, workshop e il pranza e impara: eventi pieni di informazioni utili per start-upper. Il coworking collabora con partners come Microsoft Ventures, con il quale gli host possono fissare un appuntamento per porre domande o addirittura lanciare i loro progetti. Ha una squadra kickball e regolarmente porta servizi in loco come parrucchieri e massaggiatori, per rendere la vita più comoda e divertente agli imprenditori impegnati.  WeWork si trova a Seattle a 500 Yale Avenue North.

 

La Regione Lazio sostiene lo sviluppo di imprese nel settore cultura

Per il martedì delle possibilità presentiamo un bando della Regione Lazio che ha promosso l’avviso pubblico per il sostegno e lo sviluppo di imprese nel settore delle attività culturali e creative. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica, compilando, fino al 30 settembre 2014, il formulario on line: http://incentivi.agenziasviluppolazio.it/bandoslcultura.  

test_culturaL’avviso pubblico mette a disposizione 1,5 milioni di euro per sostenere la nascita e/o lo sviluppo di start up innovative, operanti nei settori dell’audiovisivo, delle tecnologie applicate ai beni culturali, dell’artigianato artistico, del design, dell’architettura e della musica, cofinanziandone i costi di avvio e di primo investimento.

Il bando si rivolge, con un contributo massimo di 30mila euro, alle imprese nate da non più di 6 mesi e ai cittadini che sottopongono un’idea imprenditoriale innovativa. Sono facilitati nei punteggi i cittadini sotto i 35 anni e sopra i 50 in difficoltà lavorativa.

La cultura che fa denaro: Musement, start up con ricavi a sei zeri

musementCome è ormai noto ci piace aprire il lunedì con storie di start up e siamo ancora più contenti di raccontarle se sono storie di successo.

Nata solo un anno fa Musement è figlia di quattro imprenditori milanesi. Idea semplice e vincente; si tratta di una piattaforma per l’acquisto di eventi culturali, ingressi ai musei o ai siti archeologici, visite guidate e organizzazione del tempo libero.

Non è un mistero che la dispersione del World Wide Web costringe spesso a ricorrere a chi può fare per noi la ricerca se non a cercare degli “aggregatori”, ovvero dei siti che siano in grado di dirci tutto quello che vogliamo sapere senza costringerci a navigare ore, se non addirittura giorni, per ottenere le informazioni desiderate e le offerte migliori.

Fatto noto inoltre che le vacanze si organizzano sempre di più online, e se il web è pieno di risposte per chi desidera prenotare un volo, un albergo o addirittura un ristorante, sono piuttosto scarse le piattaforme che al loro interno raccolgono le informazioni culturali di oltre 30 Paesi nel mondo.

Ed ecco la forza di Musement, che è riuscito a centrare un bisogno concreto. La quota è di 200 mila visitatori al mese da tutto il mondo, grazie anche a un interfaccia disponibile in sette lingue.   Continua a leggere

Perché coworking? Per la nostra salute mentale

benessere-sul-lavoroSecondo l’ultimo censimento globale sul Coworking sono 2.500 gli spazi spalmati su 80 Paesi di tutto il mondo.

Gli Stati Uniti sono in cima alla lista, con 781 spazi di coworking, segue Germania (230), Regno Unito (166) e Australia (62). Ed ecco le città più “collaborative”:

1. Londra (81)
2. New York (71)
3. Berlino(68)
4. Tokyo (63)
5. San Francisco (46), Madrid (46)
6. Parigi (38)

Coworking, per definizione, include uno spazio di lavoro condiviso per collaborazione con opzioni flessibili di adesione, che vanno da una settimana a sei mesi.

In rete si cantano elogi sul concetto di coworking: crea comunità, può rendere più produttivi, fornisce una presa sociale, può portare a contatti commerciali di valore. Secondo un’opinione diffusa, il più grande vantaggio offerto dagli spazi di coworking è l’opportunità della messa in rete. In effetti il coworking può essere anche una scelta economica e flessibile per le start-up appena avviate, che non possono lavorare per pagare un contratto di locazione commerciale di due anni.

Nonostante la popolarità queste “fattorie di startupper” possono presentare alcuni inconvenienti: uno su tutti “il rumore”. Tipico degli ambienti open space o degli spazi condivisi, il brusio è un aspetto che diminuisce notevolmente la produttività per i lavoratori che amano la tranquillità. C’è addirittura chi corre ai ripari come Michelle Woo, direttore generale dello spazio coworking Co a Singapore, il quale ha creato cabine private e suite per ufficio per i lavoratori che hanno bisogno di più di privacy. A questi rimedi risponde Manpreet Singh, co-fondatore di Seva Call: “Le persone che spendono soldi per essere anti-sociali, in compagnia di altri, sono una configurazione esilarante e irrazionale”. Continua a leggere

5 tipi di postazioni lavoro

new-york-wifi-gratisLo spazio coworking: sempre più urbani, questi uffici condivisi e generalmente poco costosi offrono la flessibilità e sopperiscono agli aspetti negativi legati al telelavoro, spesso caratterizzato dalla mancanza di spazio e di scambio umano.

Il wifi Cafè o internet Cafè: bar, pub o ristoranti, (con prese elettriche e wifi) sono i nuovi luoghi di ritrovo della forza lavoro mobile.

Il business center: si trova nel quartiere del centro o in zone aziendali. Queste aree offrono un’alternativa al classico ufficio o alla scrivania del coworking. Meno adatto per l’interazione ma adeguato per piccole società avviate da tempo e/o liberi professionisti.

Il telecentro: spazio pubblico con banda larga o wifi free. Utilizzato in genere da studenti, cittadini, lavoratori nomadi. Importante per l’alfabetizzazione digitale si trova per lo più in zone aperte della città come piazze, larghi etc.

Il business lounge: di solito immerso in un albergo, queste aree offrono servizi speciali (connettività, caffè) e un ambiente tranquillo. Sono favoriti da chi svolge un business formale.

 

 

 

Progetti per e delle donne

Expo-2015-e-le-donne-una-ricetta-per-la-vita_h_partbPROGETTI DELLE DONNE
Progetti delle donne intende valorizzare il talento femminile e promuovere l’iniziativa, l’intraprendenza, la creatività e l’imprenditorialità delle donne. Il concorso è rivolto ad imprenditrici e aspiranti imprenditrici, che abbiano un progetto il cui avvio possa dare un contributo significativo all’empowerment femminile, all’innovazione, alla sostenibilità ambientale ed economica. L’obiettivo è mettere al centro il punto di vista femminile sul tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Il concorso è aperto alle idee imprenditoriali delle donne che vivono sul territorio italiano nei settori di Expo Milano 2015. La partecipazione è riservata a imprese femminili in via di costituzione o di nuova costituzione.L’obiettivo è di raccogliere e premiare le idee che affronteranno in maniera creativa ed innovativa i temi di riferimento.
In palio:
1. Tre premi da 40.000€, 30.000€, 10.000€ (premio vivaio, dedicato alle under 35) rispettivamente messi a disposizione da Fondazione Milano per Expo, Fondazione Giuseppina Mai e Accenture
2. Visibilità all’interno della programmazione degli eventi di Padiglione Italia durante il semestre di Expo Milano 2015
Il regolamento completo 

PROGETTI PER LE DONNE
Progetti per le donne è un concorso rivolto ai progetti che abbiano delle ricadute significative per il miglioramento della qualità della vita della donna. L’iniziativa è volta a comunicare, promuovere e valorizzare la centralità del ruolo che la donna riveste, a qualsiasi latitudine, per un cambiamento globale verso la sostenibilità. Lo scopo è di presentare al mondo, durante i 6 mesi di Expo 2015, i tanti progetti di successo in campo sociale, culturale e di sviluppo dedicati alle donne nei settori di Expo Milano 2015. Il concorso Progetti per le donne è aperto a tutte le società, le fondazioni, le associazioni, le organizzazioni, gli enti pubblici o privati, le agenzie internazionali, anche in forma associata e raggruppata, aventi sede legale o principale in Italia, che abbiano realizzato progetti in Italia o all’estero, dedicati alle donne, nei settori di riferimento. Continua a leggere

Benevenuti in Egomnia

achilliProbabilmente ormai i nostri lettori ne avranno sentito parlare, ma anche Coworkingfor come startup vuole “rendere omaggio” con questo articolo alla nuova realtà Italiana: Egomnia. Ci piace aprire questo lunedì di agosto con una bella storia aziendale, perché ormai di azienda a tutti gli effetti si parla, una startup divenuta remunerativa in un tempo rapidissimo.

Ecco la storia: l’idea viene a un giovane romano di nome Matteo Achilli, studente della Bocconi. Matteo ha 22 anni e in meno di un anno è riuscito a dar vita ad una realtà con un fatturato da capogiro. Il portale Egomnia funziona come un social network, ma la particolarità che lo differenzia dagli altri è un potente algoritmo che, valutando il curriculum del candidato, condensa l’esperienza della persona in un punteggio e un ranking, visibile alle aziende in cerca di personale. L’idea arriva cambiando le regole del gioco: nella scelta dell’università infatti si guarda alla posizione della stessa nella classifiche, l’illuminazione è stata di ribaltare questa visione e creare un raking per le persone invece che per gli enti. Da qui la necessità di creare il proprio CV/profilo come quello di un social in modo da dare la possibilità al sito di valutare non solo il percorso accademico, ma anche le esperienze professionali e personali.

Un successo subito annunciato dalla messa online; nel primo giorno di vita il sito ha superato i mille iscritti e 15mila nei primi trenta giorni. Dopo un anno è arrivata a una nuova versione, con una nuova grafica accattivante, adattamento per i dispositivi mobili, aumento delle prestazioni, più funzionalità, una piattaforma sociale per specialisti HR e l’introduzione dello skills graph, un pentagono che permette alle aziende di vedere graficamente le attitudini del candidato. Una proposta semplice e chiara che ha permesso a Egomnia di raggiungere a fine 2013 oltre 330mila iscritti in Italia, più di 700 aziende che accedono alla ricerca di candidati e un valore di contratti firmati per 500mila euro. Egomnia ha anche realizzato il suo primo spot aziendale: un cartone animato che racconta in 3 minuti l’avventura della società e del suo fondatore. Lo spot si intitola “Storia di uno Zuckerberg Italiano”.  Continua a leggere