Archivio mensile:gennaio 2014

CleanTech Challenge 2014, la sfida nell’innovazione “green”

cleantech-challengeAll’insegna dello slogan “Aiuta il pianeta, partecipa alla sfida” ha preso il via il capitolo italiano della nuova edizione di CleanTech Challenge 2014 (CTC), rassegna internazionale che analizza, valuta e premia le idee più innovative in tema di tecnologie “green”. Il trionfatore potrà, in un secondo momento, confrontarsi con i vincitori degli altri Paesi nella sfida finale in programma a Londra.

Per partecipare è necessario sottoporre la propria idea “green” entro il 16 febbraio, riassumendola in 330 parole e registrandola secondo procedure; per l’edizione italiana sono in palio 5mila euro, messi a disposizione dal Mip Politecnico di Milano, in collaborazione con la prestigiosa London Business School. A questi si aggiunge l’University College London Business per i premi a livello internazionale.  Continua a leggere

Dalla Cina con furore la stampante senza inchiostro

Dalla Cina con furoreFinalmente possiamo associare la Cina ad un prodotto “sostenibile”. Si tratta di uno strumento che regala grosse soddisfazioni in campo innovazione: dopo il boom delle 3D, infatti, questa volta à il turno delle stampanti che non utilizzano inchiostro ma un getto d’acqua. 

Si avete capito bene: si stampa con acqua invece che con inchiostro. In verità si tratta di un composto chiamato ossazolidinico che è in grado di riprodurre colore a contatto con l’acqua. L’H2O è però necessariamente associata anche ad uno speciale tipo di carta, riutilizzabile e riscrivibile. È proprio su questa tipologia di carta che pare si nasconda il successo di questo tipo di innovazione. Un processo inverso dunque, dove il papel è trattato antecedentemente con un colorante invisibile che compare solo in presenza di acqua.

Se gli studi confermeranno l’atomicità del prodotto si tratterebbe di un grandissimo risparmio economico e ambientale. Lo spreco della carta stampata negli uffici, che finisce dopo poche ore nei cestini, è altissimo: si stima un 40% . La tecnologia a getto d’acqua permetterebbe ad ogni pagina di venire ristampata decine di volte. Il colore svanisce in 22 ore (la velocità è maggiore se la temperatura è superiore ai 35 gradi centigradi), restituendo una pagina completamente bianca e perfettamente riciclabile. Le stampe dunque durano poco più di un giorno, un punto un po’ debole in effetti sul quale il team sta lavorando per aumentare la durata della stampa e della risoluzione.

L’inventore è il professore di chimica Sean Xia-An Zhang, della Jilin University il quale crede fortemente nei risvolti economici e ambientali della sua opera. Secondo Zhang, i progressi nella tecnologia di stampa permetterebbero ai consumatori di avere interi giornali o riviste stampate in casa con carta che potrebbe essere riciclata più volte.

 

DEA: il digital contest italiano che premia l’user experience

best-digital-photoGiunto alla sua II edizione, Digital Experience Awards (DEA) è il concorso online che premia l’esperienza d’uso (User Experience).

Un’occasione per le web agency, i web designer, i web developer, sviluppatori software, web content manager, social media manager e tutte le professionalità che applicano il proprio talento nella creazione di progetti digital.

DEA premia appunto i progetti con la migliore esperienza d’uso e le migliori performance digitali. Oltre a questi parametri saranno valutati anche content e design di ogni elaborato digital.

La sfida si articola su cinque fronti: web, mobile, app, social media e blog. Ogni sezione è composta da 4 categorie: e-commerce, corporate, editorial e game.

Tutti i progetti in gara avranno grande visibilità online, restando a disposizione del pubblico in una vetrina virtuale in cui saranno esposte le potenzialità di ogni prodotto.

A giudicare una giuria altamente qualificata e i voti del pubblico, che decreteranno il vincitore mensile di categoria, facendolo entrare di diritto nella shortlist di finalisti in lizza per l’ambito premio Digital Experience Award.

I progetti giunti in finale saranno giudicati una seconda volta dalla giuria alla luce di tutti i “the best of”: solo quello che ha dimostrato la maggior UX nella sua area per la sua specifica categoria vincerà l’ambito titolo del Digital Experience Awards.

In bocca al lupo a tutti i partecipanti!

StarsUp: l’equity crowdfunding per start up innovative

SM-AA665_CROWD_G_20120516105854StarsUp è un portale, autorizzato dalla Consob, il primo in Italia, per la raccolta on line di capitale di rischio da parte di start-up innovative, ovvero il primo sito sull’equity crowdfunding. Questa attività si distingue da altri modi di raccolta fondi, poiché è rivolta a un elevato numero di destinatari, in quanto online e perché offre strumenti partecipativi al capitale di rischio.  

Il concetto che sta dietro a questo tipo di attività è che molte imprese, in particolare start-up, hanno bisogno di capitale per poter avviare e/o sviluppare validi progetti imprenditoriali. Come è noto la raccolta del capitale rappresenta la fase più difficile da superare e spesso molte aziende con potenziale non riescono a decollare.

Di contro esistono molti soggetti, investitori professionali o persone fisiche che dispongono di liquidità finanziaria, anche piccola, che vorrebbero investire per diversificare il proprio portafoglio di attività e/o ottenere un beneficio economico futuro; e ancora, per spirito imprenditoriale e/o volontà di far parte di una iniziativa di successo.

Starsup offre la possibilità, attraverso il portale, di raccogliere capitale di rischio da parte di start-up innovative, permettendo ad esse di pubblicare il proprio progetto ed effettuare la raccolta del capitale. In caso di esito positivo dell’operazione, qualora cioè venga raccolto l’intero ammontare di capitale richiesto, l’operazione è conclusa e a StarsUp è riconosciuto un compenso, in genere su base percentuale dell’ammontare raccolto. Il sito è nato dall’idea di tre commercialisti (Matteo Piras, Carlo Piras e Alessandro Scutti) che hanno costituito una loro start-up in forma di Srl per ottenere l’iscrizione al registro della Consob. I tre puntano a proporre una serie progetti innovativi nel corso del primo anno.  Continua a leggere

Google lancia il progetto Made in Italy: eccellenze digitali

eccellenze-digitaliIl leitmotiv è che il Made in Italy è ancora poco presente sul web; uno studio rivela infatti  che solo il 34% delle PMI ha un proprio sito internet e solo il 13% lo utilizza per fare e-commerce. È questo il motivo che ha spinto Google, insieme al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e a Unioncamere, a creare la piattaforma google.it/madeinitaly, realizzata dal Google Cultural Insitute.

L’iniziativa si chiama Made in Italy: eccellenze in digitale e si propone di avvicinare  le imprese italiane e i lori prodotti alla rete, cercando di sfruttare il suo grande potenziale economico e di export. Altro importante obiettivo è quello di valorizzare i giovani come promotori della transizione dell’economia italiana al digitale.

Il 2013 è stato un anno importante per il Made in Italy, le ricerche legate ai nostri prodotti sono cresciute del 12% sul motore di ricerca, in particolare moda e turismo e agroalimentare. Il modello produttivo italiano può e deve rispondere a questo mercato e internet è lo strumento da valorizzare per mettere in atto e rafforzare il potenziale per l’export.

Tra i prodotti più famosi: il Parmigiano Reggiano o Grana Padano, Prosciutto di San Daniele o di Parma, ancora il vetro di Murano, fino a eccellenze meno note quali per esempio la fisarmonica di Vercelli, il merletto di Ascoli Piceno o la carota novella di Ispica.

L’iniziativa Made in Italy: eccellenze in digitale si propone anche di contribuire a far sì che le imprese, in particolare le piccole e medie, siano in grado di cogliere i benefici economici derivanti da internet. Google ha inoltre deciso di realizzare, insieme alla Fondazione Symbola e con il coordinamento scientifico del Professor Stefano Micelli dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, un percorso formativo online per fornire agli imprenditori idee e riferimenti pratici per utilizzare il web come mezzo per sviluppare il proprio business. A questo scopo è dedicato il sito www.eccellenzeindigitale.itContinua a leggere

All’Università di Sassari il primo incubatore di impresa sardo

evoluzione-verso-impresa-innovativa-hp-291x300Nei giorni scorsi è stato inaugurato a Sassari, dal rettore dell’Università Attilio Mastino, il primo incubatore di impresa della Sardegna; esso si rivolge, in particolare, ai futuri imprenditore e alle realtà già costituite e provenienti dall’attività di ricerca dell’Ateneo. Il centro è aperto a tutti i gruppi di persone con idee ad alto contenuto tecnologico e innovativo. La sua azione si concentra nella direzione volta a favorire l’incontro e lo scambio di conoscenze e competenze, rafforzando il circuito di apprendimento, ricerca, innovazione e impresa. 

Voluto con forza dall’università e realizzato grazie al lavoro dell’Ufficio Trasferimento Tecnologico, l’incubatore è stato finanziato dal Progetto Innovare, Por 2007-2013, col sostegno dell’Università di Sassari, Università di Cagliari e Sardegna Ricerche nella creazione e sviluppo della Rete Regionale per l’Innovazione.

Il centro è dotato di locali ampi e colorati, divisi in moduli per l’incubazione di otto imprese e dispongono di attrezzature informatiche e servizi di uso comune, di una sala riunioni, due sale per formazione, spazi di pre-incubazione e coworking per un totale di 450 metri quadri. Due i servizi erogati: la pre-incubazione e l’incubazione stessa.

Fra i candidati che potranno beneficiare dello spazio, vi sono gruppi di persone fisiche che intendono costruire un’impresa (pre-incubazione e coworking), imprese spin off o start up già costituite e ad alto contenuto innovativo. Per maggiori informazioni sull’incubatore potete consultare il sito internet http://www.ilo.uniss.it/incubatore.html.

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Ziferblat: a Londra il locale social dove si paga “a minuti”

ziferblat-cafe-london-2A Londra, capitale mondiale dell’innovazione, lancia un locale pubblico che va oltre il semplice bar, per diventare un vero e proprio esperimento sociale. Si chiama Ziferblat, è situato al numero 388 di Old Street, ed è diventate famoso per una peculiarità davvero particolare: non si pagano le consumazioni, ma il tempo di permanenza al suo interno. Il proprietario è un giovane ed eccentrico imprenditore russo (Ivan Mitin) e rappresenta la filiale inglese di una catena di locali made in Russia basati sempre sulla formula del pay-per-minute.

I visitatori descrivono un ambiente raffinato, che unisce al salotto domestico l’atmosfera vintage, con tavoli e sedie diversi fra loro, luci soffuse, un giradischi d’annata. All’ingresso il cliente prende con sé una sveglia e può usufruire della cucina, di uno spazio comune per la preparazione di tè o caffè, o uno spuntino da mangiare prelevando gli ingredienti direttamente dalla dispensa o portandoseli da casa.

Conclusa la pausa, al cliente viene addebitato il tempo di permanenza nel locale a una tariffa davvero popolare e accessibile: 1,80 sterline (poco più di due euro) all’ora. Ecco quindi che il locale diventa più un esperimento sociale, piuttosto che un mero esercizio commerciale, aperto dalle 10 alle 24 e dove – come recita il motto – si è “liberi” di “essere se stessi” lavorando, facendo dell’arte, leggendo o suonando, facendo nuove amicizie e partecipando ad eventi. Il tutto nel rispetto degli altri avventori.

In un simile luogo di incontro non poteva mancare il wi-fi gratuito, all’insegna del ritmo “slow” e della tariffa popolare. Intervistato dal Guardian il proprietario dello Ziferblat – Quadrante di orologio, in russo – conferma che sono già molti i clienti abituali, in un ambiente “molto social” in cui gli ospiti sono “micro-inquilini che condividono tutti lo stesso spazio”.

Horizon 2020, i vantaggi per le PMI

europa-500Horizon 2020 è un programma di finanziamento 2014-2020 messo in campo dall’Unione Europea, con una dotazione che supera i 79 miliardi di euro, di cui 7,8 disponibili per il solo 2014. Il programma mira a costruire un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione e si articolerà secondo tre direttrici principali: eccellenza scientifica, leadership industriale, con particolare attenzione alle tecnologie abilitanti KET(Key Enabling technology) e sfide della società, fra cui occupano un ruolo importante temi come energia pulita, sicura ed efficiente, trasporti intelligenti ed efficienza delle risorse.

Tra le novità, il fatto che le PMI potranno presentarsi anche da sole, senza dover più cercare alleanze con altri partner. Le imprese selezionate, si stima circa 7.000, saranno aiutate nelle tre fasi del progetto imprenditoriale: la redazione del business plan, la realizzazione vera e propria del progetto e, infine, la sua commercializzazione.

Non solo, una particolare attenzione è poi dedicata proprio alla semplificazione delle procedure, soprattutto in ottica di favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese. La semplificazione rappresenta un elemento cruciale per far si che Horizon 2020 sia in grado di operare in questa fase economica difficile, come volano per la crescita.

In particolare, è stato predisposto uno strumento appositamente dedicato alle PMI, denominato Support to SME through a dedicated SME Instrument, la cui gestione verrà affidata a un’unica struttura e a cui verrà allocato il 4% del budget complessivo del programma quadro. Lo strumento si configura come una nuova misura specifica espressamente dedicata alle piccole e medie imprese all’interno di Horizon 2020 con il principale obiettivo di favorire la partecipazione delle PMI al programma e valorizzare il loro potenziale innovativo, rendendo i meccanismi di finanziamento più semplici e rispondenti alle peculiari necessità delle imprese più piccole. Continua a leggere

Da Sony la racchetta da tennis smart per un colpo vincente

26-racchette-rotteForse non basterà per battere Roger Federer, Nole Djokovic o Rafa Nadal e conquistare un Grande Slam, ma potrà essere utile per migliorare il vostro gioco e mettere nel sacco un amico che si è sempre rivelato imbattibile. Stiamo parlando del Sony Smart Sensor Tennis, un prototipo che trasforma una normale racchetta in un oggetto “smart” e innovativo, come molti degli ultimi ritrovati in fatto di accessori sportivi.

Presentato in anteprima mondiale al recente Consumer Electronics Show (Ces) 2014 di Las Vegas, l’oggetto rileva tutti i movimenti di chi sta giocando, con l’obiettivo di perfezionare il colpo e migliorare lo stile in campo. Inserito in fondo al manico, il sensore pesa 8 grammi e ha un diametro di 31,3 mm, dimensioni compatibili con la maggior parte delle racchette in commercio; esso misura velocità e potenza di tiro, traiettoria e accelerazione, posizione all’impatto e una serie di altri parametri fondamentali per migliorare la propria tecnica.

Tramite Bluetooth, Sony Smart Sensor Tennis interagisce con una App mobile (per smartphone e tablet Android e iPhone e iPad) che può rielaborare ogni dato e lo visualizza sullo schermo del dispositivo in cui è installata. Sony intende lanciare il prodotto sul mercato – in primis giapponese – già nel mese di maggio a un prezzo di circa 130 euro.

L’idea è quella di renderlo compatibile con tutti i modelli di racchette, ma per ora funziona solo con sei tipologie prodotto dalla Yonex. Insomma, un oggetto di grande aiuto soprattutto se si conosce il tennis e il peso che ha la tecnica nel gioco.

Al Tag di Milano la terza edizione di Startup Weekend

starupWeekendL’appuntamento è fissato dal 31 gennaio al 2 febbraio presso la sede Talent Garden milanese. Startup Weekend è una delle più importanti iniziative per lo sviluppo di nuove idee d’impresa, la formazione sul campo e il team building. L’evento dura 54 ore, un week end appunto, in cui sviluppatori, designer, product manager e startupper si riuniscono per condividere idee, formare team, costruire prodotti e lanciare nuove startup. La maratona permette di incontrare potenziali partner o collaboratori per la propria startup, testare le proprie idee, acquisire nuove competenze e  addirittura incontrare mentor e investitori. 

Le precedenti edizioni meneghine hanno coinvolto circa 2500 persone e dato vita a startup che si sono affermate come Qurami, Intoino, SavetheMom e più recentemente CheckBonus, formatasi proprio nel corso di Startup Weekend Milano 2013.

Il lungo fine settimana comincerà il venerdì sera del 31 gennaio, quando i partecipanti saranno chiamati al pitch, l’idea di business sintetizzata per appassionare i presenti e convincerli a far parte della propria squadra di sviluppo. La sera stessa verranno votate tutte le idee presentate e quelle più apprezzate diverranno oggetto dello sviluppo delle successive ore, dopo che si saranno formati i team in base agli interessi delle singole persone.

Il sabato e la domenica mattina sono dedicati allo studio della strategia e allo sviluppo concreto del prodotto (programmazione software, app, studio grafica, business plan, marketing) nel team, con la possibilità di confrontarsi con i mentor, cioè esperti di differenti settori che permettono all’aspirante imprenditore di ampliare la propria prospettiva e avere consigli.

La domenica i progetti verranno presentati e giudicati da una giura di esperti composta da imprenditori ed investitori, che stileranno una graduatoria delle migliori idee.

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