Archivio mensile:dicembre 2013

La top ten delle start up più premiate nel 2013

SEconomyUp.it ha provato a mettere ordine tra i premi delle start up italiane. I parametri utilizzati sono il prestigio del premio e l’ammontare della vincita. Ecco a voi il loro elenco:

Wearable Light Exoskeleton
Premio Marzotto – Premio Impresa del futuro
Vincita: 250 mila euro

Tra i trionfatori del premio Gaetano Marzotto ci sono i robot “indossabili” del progetto Wearable Light Exoskeleton, uno spin off universitario della Scuola Superiore di S. Anna di Pisa che si è aggiudicato il premio Impresa del futuro. Il team di ricercatori guidato da Basilio Lenzo, Alessandro Filippeschi e Fabio Salsedo ha realizzato un esoscheletro che può essere indossato come un vestito e permette a soggetti disabili o anziani di migliorare la deambulazione degli arti inferiori e di sollevare pesi significativi (fino a dieci chili per braccio) con minore sforzo. L’invenzione potrà essere usata anche in campo industriale (per agevolare il lavoro di chi deve trasferire carichi pesanti) e riabilitativo.

CharityStars
360by360 Competition
Vincita:360 mila dollari

CharityStars è una piattaforma di fundraising che organizza aste di beneficenza in cui si vendono incontri con i vip e oggetti appartenuti alle celebrità. È un’idea promettente che ha già visto l’adesione di testimonial provenienti dal mondo dello sport, della musica, dello spettacolo e dell’alta cucina. La start up, fondata da Francesco Nazari Fusetti, classe 1987, si è aggiudicata l’investimento seed (360 mila dollari) messo in palio da 360 Capital Partners nella 360by360 Competition e punta ad aggredire il mercato anglosassone.

Niso Biomed
Premio nazionale per l’innovazione (PNI) – Start up dell’anno
Vincita: 5 mila euro

Prevenire il cancro fa vincere. Non solo i pazienti ma anche i premi per start up. In questo caso, il Premio nazionale per l’innovazione, ideato dall’associazione italiana degli incubatori universitari PNICube. Ad aggiudicarselo è stato Niso Biomed, un’impresa che ha realizzato e messo sul mercato un dispositivo per la diagnosi precoce dei tumori in ambito gastroenterologico. Oltre alla prevenzione, la tecnologia biomedicale inventata dalla Start up dell’anno 2013 semplifica alcuni processi sanitari, consente di ridurre biopsie ed esami istologici e permette di fornire referti in tempo reale.

GiPStech
Working Capital Award 2013
Vincita: grant di 25 mila euro
Premio TechCrunchItaly
Vincita: 10 mila euro e 40 mila euro in visibilità sui media Populis

TechCrunch è una delle bibbie web dell’hi tech. Perciò, vincere il premio TechCrunchItaly (10 mila euro) è un po’ come ricevere un’investitura dai più cool del pianeta. Quest’anno il riconoscimento è andato a GiPStech, una start up “made in Calabria” che mira a rivoluzionare la geolocalizzazione proponendo un Gps per ambienti chiusi, quelli cioè in cui normalmente i dispositivi Gps non funzionano. A ideare la nuova tecnologia sono stati tre dottorandi dell’Università della Calabria: Gaetano D’Aquila, Giuseppe Fedele e un terzo socio che per il momento non vuole avere visibilità. Al team si è aggiunto Matteo Faggin, conosciuto nel pianeta start up italiano anche in quanto fondatore dell’acceleratore SeedLab. GiPStech è un’applicazione in “crowdsourcing”, nel senso che il suo funzionamento viene migliorato in base ai dati forniti dai suoi utenti. Non contenti di un solo riconoscimento, i ragazzi di GiPStech sono stati anche tra i vincitori dell’edizione 2013 degli Awards di Working Capital, l’acceleratore di impresa di Telecom. La vittoria è fruttata al team un grant d’impresa da 25 mila euro.  Continua a leggere

Greenpeace, 10 consigli utili per un Natale ecologico

641524-albero-verde-di-natale-dei-fiocchi-di-neveA Natale i temi dell’ecologia e dell’ambiente non vanno in vacanza; per questo Greenpeace ha pensato bene di fornire un decalogo utile per vivere la festa all’insegna della sostenibilità. Dagli acquisti a km 0 alle tradizionali luci dell’albero, dal cenone ai regali, esistono molti modi per godere della ricorrenza e, al tempo stesso, tutelare la natura e le bellezze che ci circondano.

Buona lettura, ma soprattutto Buon Natale “green” a tutti!

Luci natalizie
Come le normali lampadine, evitare quelle a incandescenza. In commercio esistono luci a basso consumo, contrassegnate con i simboli A+ oppure A+++. In alternativa scegliere luci LED. Le luci dell’albero di Natale e delle altre decorazioni restano accese per diverse ore, a volte anche 24 ore su 24. Usando quelle a basso impatto si può arrivare a risparmiare fino all’80% rispetto a quelle tradizionali

Cibo
La prima regola è evitare gli OGM, e per fortuna in Italia è molto difficile sbagliarsi. Inoltre è sempre preferibile privilegiare i cibi biologici, stagionali e a chilometro zero

Cenone
Oltre ai consigli esposti al punto due, ci sono altri accorgimenti da considerare. Evitare i prodotti usa e getta come piatti e bicchieri di plastica, meglio quelli tradizionali e spendere qualche minuto in più per il lavaggio; evitare merluzzo, gamberi, tonno e pesce spada, ma se proprio si vuol rispettare la tradizione del pesce, meglio scegliere pesci locali Continua a leggere

MakeTank: per un Natale al 100% Maker

albero_riccolo_medio1MakeTank è un marketplace multi-vendor nato a Firenze con l’obiettivo di abbinare alla tradizione artigianale e di design italiana, le nuove tecniche di fabbricazione digitale e open hardware.  Vincitore del TechGarage come migliore Start up in occasione della Maker Faire di Roma, continua a rimanere un esempio positivo dell’abbinamento tra la tradizione dell’artigianato e le nuove tecnologie.

Una selezioni di prodotti realizzati con tecniche innovative, risultato del lavoro di più di 70 creativi. L’obiettivo è chiaro: rendere i Maker sempre più protagonisti della scena imprenditoriale italiana ed europea. Nuova imprenditorialità, innovazione e creatività sono le parole chiave.

Da dicembre MakeTank infatti sarà lo shop ufficiale di MEme Makers Exposed. L’esposizione dell’artigianato si sta svolgendo a Ferrara, iniziata il 9 dicembre fino al 5 gennaio 2014.  Per quattro settimane il Mercato Coperto della città si trasformerà in un grande temporary shop con ospiti d’onore oltre 30 Maker, selezionati attraverso una call, e le loro creazioni, che entreranno a far parte dell’offerta di MakeTank per il 2014. Inoltre in programma incontri, workshop e presentazioni.

MakeTank per il Natale 2013 dà la possibilità a tutti gli utenti registrati allo store di partecipare a un simpatico contest rispondendo alla domanda: “Cosa rende speciale il tuo Natale?”. Basta fare login, accedere alla pagina del contest e compilare il modulo predisposto: le due frasi più originali, in linea con la filosofia MakeTank – Digitally Crafted Design, saranno premiate con due creazioni a tema natalizio. Le frasi dovranno essere inviate entro e non oltre lunedì 6 gennaio 2014.

Un milione di immagini: il regalo di Natale della British Library

084455972-cd0e7eb0-db9a-4f21-9ef5-1c4f8f7702a2Si tratta di un vero regalo di Natale, che speriamo apra le porte di altre biblioteche o archivi di Stato. La British Library, la biblioteca nazionale del Regno Unito, ha pubblicato sul web circa un milione di immagini, disponibili a tutti senza restrizione di copyright. Dunque scaricabili, pubblicabili o addirittura da rielaborare. Si tratta di ben 65mila volumi che vanno dal 17esimo al 19esimo secolo.  Gli argomenti? I più vari: diagrammi, mappe, disegni e illustrazioni di paesaggi e monumenti. 

Un gesto apprezzato, già definito un dono, non solo per gli addetti ai lavori – bibliotecari, storici, ricercatori – ma per tutto il mondo. L’idea di fornire le chiavi virtuali al web di una delle biblioteche più importanti a livello europeo e mondiale è un gesto che fa sperare in una nuova concezione della fruibilità culturale. In un mondo dove tutto è “scaricabile” (cinema, musica, libri), è arrivato il momento che anche gli archivi si adeguino ai tempi e permettano a cittadini del web di consultare i loro tesori da troppo tempo racchiusi in meravigliosi edifici storici, ma sempre più deteriorabili e lontani dalla concezione comune di accessibilità.

Alcuni la definiscono già “trasparenza culturale” e, solo per restare alle vicende del Belpaese, le immagini disponibili su Flick contengono per esempio anche una mappa dell’Italia risalente al periodo tra il 1450 e il 1475 e attribuita a Francesco d’Antonio del Chierico. Il momento ideale per aprire le porte, perché la collettività ha sempre più necessità di conoscenza e cultura come “rimedio”  – dal latino remedium, etteralmente medicina – in questo caso dell’anima, per combattere l’imbruttimento sociale e culturale dettato in gran parte dalla legge dell’economia. E che può trovare soluzione solo nella cultura.

E quando la cultura si fa sempre più contingenza sociale, non può continuare a vivere del suo animo elitario racchiusa all’interno di gelidi palazzi storici, dove troppo spesso improbabili addetti culturali limitano l’accesso di orari, consultazioni e nozioni. La cultura è partecipazione, crescita individuale, possibilità di riscatto. E con questa azione il web è trasformato in un luogo magico, dove a milioni di persone è data la possibilità di capire il senso della storia e della civiltà attraverso immagini preziose.  Continua a leggere

Expo 2015 e Olimpiadi 2016: Milano e Rio, al lavoro per una strategia comune

ambienteÈ già iniziato il count down e c’è un gran rumore intorno all’Expo 2015. Grande attesa, ma per adesso poche notizie certe. Fra tutte una: l’esposizione sarà caratterizzata dalla sostenibilità.  Non solo, Milano e Rio collaboreranno per creare un modello per la gestione sostenibile dei grandi eventi che sia valido per l’appuntamento milanese, ma anche per le Olimpiadi del 2016 che si svolgeranno in Brasile. Il Politecnico di Milano sta già lavorando ad un prototipo che resterà anche come base per i grandi appuntamenti futuri.

Al lavoro studiosi dell’ambiente e progettisti attenti alla sostenibilità, impegnati per la creazione di un evento che viene declinato in particolare sul versante ambientale, un aspetto che non si può dissociare da un concetto di sostenibilità.

La sfida è ardua: difficile rispettare e nutrire il territorio, il pianeta, con rappresentazioni che coinvolgono milioni di persone, senza avere un impatto ambientale negativo. Dunque al via protocolli sui materiali da utilizzare, sulla mobilità e non solo. Gloria Zavatta, sustainability manager di Expo 2015 spiega come l’esposizione universale sia la prima ad aver redatto un Rapporto di sostenibilità.

L’ottimizzazione della buone pratiche e dunque la collaborazione tra Milano e Rio è finalizzata alla definizione di metodologie per il calcolo della carbon footprint (l’impronta-emissioni di carbonio), allo scambio delle migliori pratiche per la mitigazione delle emissioni e alla progettazione sostenibile delle strutture temporanee. Lo scopo è quello di attivare una strategia comune, che diventi poi un punto di riferimento per i grandi eventi internazionali. Continua a leggere

Green Reputation, consumatori sempre più attenti e informati

green-10-340x340Una prevalenza femminile (68,91%), in un contesto formato da persone consapevoli, attente e informate, che consultano spesso la rete e i social network prima dell’acquisto, e che si mostrano interessate a questioni ambientali, educative e inerenti l’alimentazione. Stiamo parlando dei “consumatori consapevoli”, una moltitudine eterogenea e variegata al suo interno, sebbene accomunata da valori simili come conferma il primo osservatorio LifeGate. E che sta aumentando in tempi molto rapidi e, in controtendenza rispetto al periodo di crisi, è disposta a pagare di più pur di beneficiare di prodotti e servizi sostenibili.

Sono questi alcuni dei dati emersi dall’indagine “Analisi dei valori, stile di vita e scelte di consumo”, che ha coinvolto un campione di oltre mille consumatori consapevoli, con l’obiettivo di analizzare stili di vita, abitudini di consumo e composizione della “green community” e intercettare trend emergenti nell’ambito di un settore in forte evoluzione come quello della sostenibilità ambientale. Per questo tipo di consumatori, infatti, l’approccio sostenibile (che riguarda i settori della comunicazione, informazione e reputazione) delle aziende è diventato persino più importante del prodotto stesso.

Di conseguenza la green reputation di chi fornisce il prodotto o il servizio è, ora, il primo dato che la green economy prende in considerazione. Un innalzamento della soglia di attenzione facilitato dall’uso del web e dei social network, attraverso i quali i consumatori sono ora in grado di instaurare un dialogo diretto con le aziende e di verificarne direttamente il grado di consapevolezza ambientale. Il corretto processo di comunicazione, che valorizzi il percorso di sostenibilità intrapreso dall’azienda, è quindi fondamentale per costruire la reputazione necessaria ad aumentare il favore dei consumatori e, di conseguenza, le vendite.  Continua a leggere

Imprenditori, startupper e rete in rivolta contro la Web-Tax

Bocciata-la-Web-Tax-la-tassa-sui-redditi-di-internet-contestata-dalla-rete-e-presentata-da-Francesco-Boccia-del-PD-680x365Il mondo del web e tutti coloro i quali credono profondamente nel rilancio del nostro Paese – imprenditori, investitori, industriali, startupper, enti e aziende – è in rivolta dopo l’approvazione della cosiddetta web-tax, avvenuta qualche giorno fa in commissione di bilancio. 

Un provvedimento per alcuni illegale, per altri un danno non solo per produttori e consumatori, ma anche per l’immagine del nostro paese. Molti i commenti amari e rabbiosi per la disposizione che obbliga, di fatto, le multinazionali che operano sul campo della pubblicità online a dotarsi di partita Iva italiana. Un modo per tassarli in Italia. L’idea di muoversi come Paese singolo di fronte alle decisioni europee appare chiaramente per tutti una retrocessione. Un provvedimento che penalizza tutti, perché riduce di fatto la possibilità di investimenti internazionali.

Inoltre la Web tax ci pone in una posizione delicata nei confronti dell’Unione europea. Il rischio concreto è quello di subire una procedura di infrazione, e multa, per infrazione dell’attuale regolamentazione comunitaria. Obbligare i colossi multinazionali o un singolo libero professionista ad aprire sede e partita Iva in Italia per vendere pubblicità o servizi legati all’e-commerce, vuol dire guardare apertamente in un’altra direzione.

Le critiche arrivano da tutti i fronti e Riccardo Donadon, presidente di Italia Startup commenta così: “Rischia di essere un clamoroso autogol per il nostro Paese. Come associazione che rappresenta l’ecosistema delle piccole e giovani imprese innovative, non possiamo che osteggiare una manovra che di fatto rischia di tagliare fuori l’Italia dal resto del mondo digitale. Sul delicato tema della tassazione relativa ai soggetti che operano su internet è infatti attivo da tempo un tavolo europeo chiamato a esprimere un provvedimento armonico e valido per tutti i paesi membri”. Continua a leggere

GoPago, Start up di successo frutto di talenti italiani

vincenzo-di-nicola-co-founder-gopago-mobile-commerce-appSiamo quasi a Natale e oggi ci piace raccontare una bella storia: una fiaba - così la si potrebbe definire – che narra di una Start up, nata e cresciuta grazie al tanto lavoro e alle capacità di talenti italiani, che hanno saputo raggiungere il successo. Stiamo parlando di GoPago, la Start up dell’abruzzese Vincenzo Di Nicola.

Ma ripercorriamo a ritroso il loro cammino. Tutto inizia da una birra… una birra sfortunata che costringe un amico di Vincenzo, Leo Rocco – co-fondatore di GoPago – ad alzarsi durante una partita di baseball e perdersi così il punto vincente.  Da qui l’idea: creare un’applicazione che permetta di ordinare e pagare con il proprio telefono svariati prodotti , evitando lunghe code e le relative conseguenze.

La Start up nasce nel 2009.  Vincenzo e Leo, che si trovano già negli USA, dove vivono e lavorano, credono così tanto nel progetto che lasciano i rispettivi impieghi. Parliamo di ottime posizioni, il primo infatti lavorava per Microsoft e il secondo era dipendente di IBM. Nel 2011 la società ottiene un‘accelerazione incredibile, dopo l’entrata dell’investitore principale JP Morgan.

Siamo a fine 2013 e Vincenzo annuncia su Facebook che Amazon ha comprato GoPago. La transazione è ufficialmente conclusa e adesso non resta che lasciare la creatura nelle mani del colosso, come un figlio che esce di casa per prendere la sua strada.  Continua a leggere

Smartup, a Varese inizia la terza rivoluzione industriale

rete-620x465Questa volta è una delle provincie lombarde ad accendere i riflettori sull’innovazione. La città di Varese ha infatti avviato un progetto interessante, si tratta di un laboratorio di fabbricazione digitale che sarà inaugurato a gennaio grazie alla collaborazione tra l’Università Liuc di Castellanza e Univa – l’Unione degli industriali della provincia di Varese.

Il nome, Smartup, non poteva che richiamare il concetto di Smart City e Start up; termini un po’ abusati forse, ma che stavolta centrano perfettamente gli obiettivi fissati. Infatti, non sarà solo un semplice incubatore o un centro di produzione.

Lo scopo principale del progetto è quello di dar vita ad un “laboratorio dedicato al trasferimento tecnologico e alla distribuzione della conoscenza alle imprese”, dove si potranno ideare “nuovi modi di prototipazione e fare innovazione di prodotto” come ha spiegato Luca Mari, docente di ingegneria e coordinatore del progetto.

Smartup non vuole essere un’iniziativa estemporanea, ma si inserisce a pieno titolo nelle attività di supporto all’innovazione delle imprese; un progetto ambizioso, che punta sul trasferimento delle competenze alle aziende per aumentare la loro competitività e produttività in tempi rapidi come ha spiegato il presidente di Univa Giovanni Brugnoli: “Una volta dai primi prototipi di un prodotto alla sua messa in produzione passavano mesi. Oggi in alcuni settori è questione di giorni. Non è fantascienza, è un cambio di paradigma.”  Continua a leggere

Startup Europe Coworking Assembly, il messaggio della vice-presidente Neelie Kroes

Neelie-Kroess

Traduzione a cura di Mattia Sullini, Combo

A fronte dell’attuale situazione, non possiamo più continuare come abbiamo sempre fatto.
Abbiamo un bisogno urgente di crescita, di lavoro ed innovazione. Gli imprenditori europei e le nuove imolese digitali offrono in questo senso una speranza. E c’è una grandissima opportunità a disposizione, caratterizzata da bassissime barriere all’ingresso, grandi possibilità per la creatività e da un nuovo approccio basato sul lavorare assieme: l’economia della collaborazione. Cogliamola

L’Europa non ha una Silicon Valley, e non ne abbiamo bisogno. Al suo posto, possediamo un sistema di nodi diffusi su tutto il territorio comunitario, ricchi di talento creativo. Con le risorse opportune, un approccio positivo all’assunzione del rischio e con la posiAva coscienza che questa sia un valido percorso professionale, noi possiamo costruire un sogno Europeo che non sia inferiore neanche in minima parte a quello Americano.

È ulna visione potente, ma non semplice. Non è semplicemente qualcosa che si possa incontrare. Richiede invece perseveranza, professionalità, opportune capacità ed opportuno rigore. L’Europa ha bisogno di più persone di questa pasta. La nostra campagna Startup Europe è mirata al rafforzamento di questo ecosistema ed al potenziamento del ruolo dell’Europa, fornendo agli imprenditori le norme, l’accreditamento e le risorse di cui hanno bisogno per riuscire, in maniera tale che il maggior numero possibile di questi innovatori parta in Europe e resti in Europa.

Gli spazi di coworking possono dare un contributo a questo ecosistema, rendendo più facile e meno oneroso me7ere in pratica le idee, facendolo in un ambiente a più sociale ed in modo meno solitario, condividendo uno spazio di lavoro dove è più facile cooperare, scambiare idee ed incorporare un nuovo approccio culturale. Lo possono fare anche supportando le startup, perché i migliori progetti di coworking non possono essere ridotti ad una scrivania e ad una macchina per il caffè, ma prevedono al contrario un programma articolato di formazione ed accompagnamento volto alla creazione di una community di talenti creativi, capaci, efficaci che sono la base di ogni startup.

Dò il mio benvenuto a questo incontro, perché può connettere le persone, informare quelle deputate alla costruzione delle politiche, assicurare che riserveremo la massima attenzione possibile a questo crescente fenomeno. È un’occasione per aumentare la coscienza, condividere gli obbiettivi e generare idee. Continua a leggere