Gli amori – in ufficio – ai tempi del coworking

Coworkingfor - amore e ufficioDa sempre l’amore fra colleghi, coltivato fra scrivanie e pause caffè, è un tema delicato per aziende e imprese. In special modo in questa stagione primaverile, quando i sensi cominciano a risvegliarsi e i vestiti pesanti dell’inverno lasciano spazio a mise decisamente più “leggere”. E se i capi non vedono certo di buon occhio le “liaisons dangereuses” perché rischiano di far diminuire al produttività, si può dire che sia cambiato qualcosa con l’avvento del cowoking? Un approfondimento in materia pubblicato da Bureaux À Partager prova a spiegarlo…

Secondo la ricerca più del 28% degli spazi di coworking hanno visto la formazione di coppie al loro interno. E la cosa non dovrebbe stupire, visto che i luoghi di lavoro sono ormai, oggigiorno, il “posto più propizio” per incontri di tipo sentimentale o passionale. Continua a leggere

Sharing Working Place: disegna la tua postazione ideale di coworking

SharingWorkingPlaceUn concorso ad hoc per disegnare la tua postazione di coworking. Lo ha pensato l’associazione Millimetri, che promuove un concorso di design per studenti, giovani architetti e designer emergenti. I partecipanti dovranno esprimere la loro creatività progettando “una postazione di lavoro” destinata proprio al coworking. I lavori dovranno essere consegnati entro il 10 giugno.

Come racconta il sito professionearchitetto.it, l’obiettivo della competizione è cercare idee innovative per la realizzazione di elementi di arredo da destinare allo spazio co-working che sta nascendo a Pescara nell’ambito del Progetto Starthub, finanziato dall’ANCI (comuni italiani).  Continua a leggere

Ufficio alla giornata: i coworking e i caffè

Coworkingfor - articolo 0331L’affitto della sede a giornata è una tendenza in costante aumento, a riprova che la rivoluzione in tema di spazi di lavoro continua ed è giunto il  momento di ripensare completamente il nostro rapporto con il nostro ufficio.

Con l’emergere del consumo collaborativo e l’arrivo sul mercato del lavoro della generazione nativa digitale, il design dello spazio in cui si esercita la professione è cambiato. La struttura è stata sostituita con l’uso; si è abbandonato lo stile di vita sedentario, a favore della mobilità.

Oggi un computer e uno smartphone come strumenti di lavoro sono sufficienti; gli incontri faccia a faccia si fanno sempre più rari, a favore delle riunioni online. Più convenienti e meno dispendiose a livello di tempo.  Continua a leggere

Milano nasce Cohub, la casa della collaborazione

10303752_946060385492309_6022122942661471742_nOggi 21 marzo 2016 prende vita a Milano, in Vicolo Calusca 10, il Cohub – La Casa della Collaborazione di Milano.

Un luogo dedicato all’economia collaborativa, pensato per accelerare e diffondere i valori e le pratiche che la contraddistinguono.

Sarà un servizio dedicato ad aziende, cittadini, amministratori e associazioni che desiderano approfondire i temi della sharing economy e sviluppare progettualità ad essa collegate.

Per l’occasione, oltre ai membri che compongono l’ATS di Cohub, interverrà anche l’Assessore Cristina Tajani.

Nel mese di Luglio 2015, l’assessorato alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca, ha aperto un bando dedicato ai membri della rete della Sharing Economy Milanese. Il bando era finalizzato alla realizzazione di un progetto per dare vita alla Casa della Collaborazione di Milano, un punto di riferimento per tutte le esperienze legate al mondo dell’economia collaborativa sul territorio Milanese e Metropolitano. Per questo il Comune di Milano ha messo a disposizione a titolo gratuito uno spazio fisico sito in Vicolo Calusca 10 (zona Darsena Navigli/ MM Porta Genova)

Fidia SRL, Collaboriamo e Welcome Pack, hanno raccolto la sfida di proporre una progettualità di due anni per la gestione della Casa della Collaborazione.

Dalla collaborazione con vari partner e con il Comune di Milano, è nato quindi Cohub Milano.

Nei prossimi due anni saranno proposte una serie di iniziative dedicate al tema della Sharing Economy, con: percorsi di formazione, incontri pubblici, dibattiti e progettazioni dedicati ad aziende, associazioni, start-up, singoli cittadini e tutti coloro che vogliono conoscere e implementare buone pratiche di economia della collaborazione.  Continua a leggere

Isola delle idee, un coworking rurale nel cuore della Sardegna

Sardegna - Coworking ruraleokUno spazio multidisciplinare con una impronta rurale, che si propone di far rivivere i fasti dell’ex Centro pilota ISOLA, nel comune di Atzara, nel nuorese. Stiamo parlando de “L’Isola delle idee. Coworking rurale. Job and sustainable development”, nato con l’obiettivo di realizzare le condizioni necessarie “allo sviluppo e all’incremento” del lavoro imprenditoriale. Con un occhio di riguardo per i giovani e le donne che decidono di investire sulla propria capacità di impresa e fare business.

A raccontare il nuovo centro è il sito sardiniapost.it, secondo cui fra gli obiettivi primari dello spazio vi è quello di contrastare la disoccupazione giovanile e arginare il processo di spopolamento che emerge con maggior forza nelle aree rurali, montane e nell’entroterra del Bel Paese. Continua a leggere

GoGoBus, per viaggiare (risparmiando) condividendo l’autobus

GoGobusokDopo la scrivania, l’auto (car-sharing e car-pooling) e lo scooter, oggi è arrivato il momento di condividere anche l’uso dei pullman. L’idea è venuta a due trentenni, Alessandro Zocca ed Emanuele Gaspari, menti e fondatori di GoGoBus, una piattaforma online – già attiva e pronta a partire il 7 marzo con le prime corse – che intende abbattere i costi di viaggio condividendo l’uso di autobus. L’obiettivo è quello di sfruttare i mezzi privati che, per ragioni diverse, viaggiano vuoti.

Per accedere ai servizi è necessario iscriversi, a titolo gratuito, al sito internet e proporre data e tratta del viaggio. A quel punto basta aspettare l’adesione di almeno 19 persone perché il viaggio abbia inizio. Solo nel caso in cui sia raggiunta la soglia minima dei partecipanti la piattaforma richiederà il pagamento, da effettuarsi online.  Continua a leggere

Giovedì 18 febbraio Milano promuove il Lavoro Agile

testata_lavoro_agile_paginaWCM_570px.jpgGiovedì18 febbraio 2016 il Comune di Milano promuove la 3° Giornata del Lavoro Agile.

Il Lavoro Agile, detto anche smart coworking, è una modalità lavorativa che aiuta a conciliare i tempi di vita privata con quella professionale permettendo a chi aderisce di svolgere le proprie mansioni ovunque: da casa, in un bar o in un coworking.

Un grande passo in ambito welfare che è arrivato all’approvazione di un disegno di legge, collegato alla legge di Stabilità, con 21 articoli che lo compongono. Il disegno di legge mira ad incentivare e rafforzare la diffusione del Lavoro Agile, che si applicherà anche al lavoro pubblico.

Le edizioni 2014 e 2015 hanno dimostrato che i dipendenti delle aziende aderenti hanno risparmiato 2 ore in un giorno, che, sottratte agli spostamenti, sono state utilizzate per sé, per la propria famiglia e per il tempo libero. Inoltre, sono stati evitati spostamenti in macchina per circa 150mila km nel 2014 e 170mila km nel 2015. Dunque, non solo un miglioramento della propria qualità di vita, ma anche un toccasana per l’ambiente e la città.

La Giornata del Lavoro Agile è promossa dal Comune di Milano insieme con ABI, AIDP, Anci Lombardia, Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, CGIL Milano, CISL Milano Metropoli, UIL Milano e Lombardia, SDA Bocconi School of Management, Unione Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza, Valore D.

Milano offre molti luoghi di lavoro, cercate quello più vicino e verificate che aderisca alla Giornata del Lavoro Agile. Buon smart working.

 

Perché (non) abbiamo fiducia

8-passi-per-avere-maggiore-fiduciaLa fiducia è la nuova moneta di scambio del XXI secolo. L’aumento del consumo collaborativo ha rimesso la diffidenza al centro delle preoccupazioni. La fiducia è infatti il pilastro sul quale si basa l’economia collaborativa. Condividere con gli altri beni o servizi significa avere una certa fede nel prossimo. Attenzione perché ci troviamo di fronte ad aspetto molto importante e delicato. La vendita non dipende solo dal prodotto ma dal rapporto umano che si crea tra le parti.

Le piattaforme collaborative hanno certamente il compito di facilitare questa relazione mettendo gli utenti nelle condizioni migliori per potersi fidare dell’offerente e/o del richiedente. Si tratta di un lavoro molto importante quello di creare condizioni favorevoli per lo sviluppo di un rapporto di fiducia. Ciò implica anche di rinunciare a ipotetici offerenti; scegliere per esempio di non pubblicare annunci che soddisfino i requisiti di qualità e fiducia significa offrire ai propri utenti un servizio di qualità.

Tuttavia  ciò che facilità maggiormente lo scambio di fiducia non è solo un servizio professionale mediato da una piattaforma collaborativa, ciò che vale più di tutto è la conoscenza. Per conoscenza intendiamo la consapevolezza del fenomeno di cui facciamo parte e abbiamo scelto di utilizzare. Molto spesso l’inutilizzo, il risparmio economico, l’idea della novità ci portano ad sfruttare o a provare dei servizi collaborativi senza conoscerli. In questi casi i risultati sono spesso deludenti.

Guardiamo per esempio al lavoratore al quale avanza spazio nel proprio ufficio e decide di affittare la scrivania. Il problema essenziale di questa offerta, non è tanto l’improvvisazione di aprire il proprio luogo di lavoro ad altre collaborazioni. Quanto la scarsa conoscenza del fenomeno coworking da parte dell’offerente, che proprio perché privo di informazioni non sarà in grado di gestire il rapporto di fiducia con il futuro coworker che questa tipologia di lavoro richiede. Non si tratta della grandezza dello spazio, o dell’allestimento dedicato, poco importa se l’Host offre una o 100 postazioni, quello che conta è la gestione che a sua volta implica imprescindibilmente un rapporto umano, ma se non se ne è consapevoli è impossibile poterlo gestire adeguatamente.  Naturalmente ciò vale anche per i coworker, chi affitta una scrivania, senza valutare le potenzialità che risiedono nel rapporto di fiducia con gli altri e senza conoscere lo strumento coworking avrà sicuramente un senso di disagio e sarà poco propenso a portare avanti questo servizio.

Come redigere le regole interne del vostro coworking

img_1973Perché la coabitazione tra varie società e liberi professionisti si svolga in tutta serenità è consigliabile redigere un documento interno che specifica le regole per una buona convivenza e le informazioni chiave relative allo spazio. Si tratta semplicemente di un documento che fa da garante perché la vicinanza tra diverse realtà possa essere serena.

Ecco alcuni suggerimenti utili divisi per temi:

Sicurezza
L’accesso agli uffici e la sicurezza delle proprietà dei coworkers è una questione delicata, perché ogni azienda ha un ritmo e regole diverse. Il documento interno è un buon modo per stabilire regole chiare e comuni per tutti gli utenti dello spazio: indicare gli orari di apertura, le modalità di accesso per i visitatori e le persone da contattare in caso di problemi.

Informazione
Le regole devono anche contenere informazioni utili per gli abitanti dello spazio, per esempio come viene distribuita la posta, quando si effettua il servizio di pulizia etc. Tutto ciò che informa i coworkers dell’organizzazione e della manutenzione degli uffici deve essere indicata sul regolamento interno. Questo è un buon modo per gli utenti di prendere coscienza della realtà in cui vivono.

Regole per vivere meglio insieme
Infine è consigliabile stabilire le regole comuni per convivere al meglio nel microcosmo coworking. Queste regole sembrano essere meno importanti rispetto alla sicurezza o all’uso del wifi, ma di fatto facilitano la coesistenza di diverse abitudini in uno spazio comune.

Di seguito riportiamo un esempio di regolamento interno:

RESPONSABILE: Nome e cognome, indirizzo mail e numero di telefono. In caso di assenza contattare: nome, cognome, indirizzo mail e numero di telefono

ACCESSO: Lo spazio è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20. Il codice di accesso è …

ACCESSO VISITATORI: I visitatori dovranno passare dall’ingresso principale e aspettare che veniate a prenderli. Fuori dall’orario di apertura è proibito far entrare visitatori senza autorizzazione. 

SICUREZZA: Lo spazio è videosorvegliato h24 e 7 giorni su 7. Continua a leggere

Collettivo Virale: non solo coworking, competenze al servizio della comunicazione

Schermata 2016-01-11 alle 10.09.59Il nostro blog è sempre alla ricerca di modelli ed esperienze di coworking ad alto impatto sociale e professionale da raccontare ai suoi lettori. Realtà che si affermano per la loro particolare natura progettuale o per l’impronta marcata che sanno offrire i coworker che abitano, e vivono, lo spazio; del resto la pratica del lavoro condiviso non finisce mai di stupire per i diversi modelli che è in grado di offrire, e per la capacità creativa dei propri membri – startupper o liberi professionisti – che hanno fatto dell’interazione il loro punto di forza. 

In questo solco si inserisce il Collettivo Virale, un “collettivo di competenze” – come si legge nella home del sito – che ha aperto i battenti nel maggio 2014 a Milano, al numero 14 di viale Renato Serra. Lo spazio nasce grazie a un’intuizione di quattro professionisti della comunicazione (Placido Losacco, Davide Carafòli, Tommaso Orlandi, Giacomo Vaghi), i quali pur operano in ambiti differenti, ma complementari, hanno deciso di aggregare competenze e capacità in un unica realtà.

Dalla comunicazione multimediale alla produzione video, web, social; dalla fotografia professionale alla produzione e post-produzione audio per tv, radio e web, sono molti i settori in cui operano gli abitanti del Collettivo. Uno spazio accogliente, informale ma curato nei dettagli, che si connota proprio per questa sua specializzazione nel comparto comunicazione e media a 360 gradi.

Al suo interno non poteva mancare l’angolo cucina con macchina del caffè, un luogo che è diventato occasione di incontro e confronto fra gli abitanti dello spazio, che spesso davanti a una tazzina di macinato nero si confrontano, discutono ed elaborano idee che diventano poi progetti concreti. Il tutto all’insegna del sorriso, dell’ironia, del piacere di condividere un’esperienza che va al di là della mera sfera professionale o lavorativa tout-court.

Raccontando lo spirito che anima il Collettivo Virale Davide Carafòli, creativo esperto di web e multimedia, fondatore di Dajko comunicazione, spiega: “Di tutti gli ospiti che sono passati nello spazio, non ve n’é uno che non abbia collaborato con altri in un progetto”. Placido Losacco di LivingMedia è il fulcro, colui il quale finge da “pilastro portante attorno al quale gravitano molte altre persone”, alcune delle quali “sono poi diventate ospiti del Collettivo”.

“Lo spazio – prosegue Davide Carafòli – è diventato un hub con una forte componente video, molti dei professionisti che operano all’interno hanno una connotazione improntata al video-making”. E come in ogni realtà di coworking che si rispetti, l’elemento caffè riveste un ruolo preponderante, perché diventa occasione “di chiacchiere e creatività”, perché “più di una volta le riunioni informali si sono tenute proprio nell’angolo bar”. Del resto il contatto fisico, il lavoro spalla a spalla, aggiunge, “stimolano il lavoro e la creatività” dando vita a una “commistione fra professionalità diverse”.

Per Placido Losacco, il fulcro del coworking, il valore aggiunto “è la presenza di professionisti che operano in settori contigui fra loro” e che diventa un “grande impulso alla creatività”. La rete che si viene a creare fra professionisti che abitano e vivono lo stesso spazio, aggiunge, “facilita le risposte verso il cliente, velocizzando i tempi di reazione per la realizzazione di un servizio”. Un secondo elemento che esalta il lavoro in coworking è “la possibilità di entrare in punta di piedi nel mondo dell’imprenditoria, senza però avvertire il terrore di sentirti da solo. Ti trovi circondato da persone che vivono e condividono – chiosa – le stesse paure e questo diventa elemento di forza ed esperienza, una notevole spinta all’imprenditorialità”. “In questo contesto assume un nuovo significato anche il concetto di ‘sinergia’, una parola forse un po’ inflazionata – aggiunge il fondatore di LivingMedia – ma che si realizza nel concreto in uno spazio di coworking e che ti fa sentire più forte”. “Il nostro è un modello di lavoro che funziona – conclude – con un fatturato che cresce e l’affermazione personale di ciascun lavoratore”.